Carissimi nipotini,
quest’anno, prendendo spunto da uno dei tanti temi trattati dal bravissimo psicologo Alberto Pellai, vorremmo che ad interpretare questa importante ricorrenza fosse direttamente il pensiero dei bambini.
Ed ecco che il titolo del libretto, “Nonni mi fate entrare nel vostro cuore?” , sintetizza perfettamente questo concetto.
Il libro scritto nel linguaggio fiabesco con simpatiche e mirate illustrazioni, inizia proprio con un bussare leggero del bambino al cuore del nonno e della nonna.
Nell’introduzione del testo, l’autore dice letteralmente:
“Sin dai primi giorni di vita e poi a seguire per tutto il tempo della crescita e dell’esistenza adulta, ogni individuo è dotato dell’istinto di attaccamento che lo spinge ad essere bisognoso dell’altro, soprattutto in quei momenti in cui non è capace di provvedere da solo alla propria tutela, protezione e benessere.
È proprio l’istinto di attaccamento che spinge i bambini a fidarsi e affidarsi agli adulti di riferimento”.
Naturalmente i primi adulti di riferimento che un bambino trova accanto a sè alla sua nascita, sono la mamma e il papà.
I genitori sono quindi le figure che i neonati conoscono per prime e sono quelli che li accompagneranno per tutto il periodo della loro crescita e spesso per buona parte della loro vita.
Per adempiere a 360° al loro ruolo genitoriale essi devono però dividere le loro forze e le loro attenzioni spesso anche con altri figli e provvedere ai bisogni materiali che richiedono un’attività lavorativa intensa da parte di entrambi.
Ne consegue che il loro tempo è sempre più limitato e a volte la tensione degli impegni giornalieri non permette loro di avere la dovuta calma per un ascolto tranquillo e sereno dei bisogni dei figli.
Ecco quindi che i bambini, già in tenerissima età, quando si avvicinano alle figure dei nonni percepiscono subito la loro calma, la loro disponibilità e la loro dolcezza e, prima ancora che con le parole, rivolgono la richiesta di essere accolti nel loro cuore con il linguaggio del corpo.
Con la loro manina stringono il dito che gli viene offerto e non lo mollano più.
Parlano con la limpidezza dei loro occhietti, con la tenerezza del loro sorriso.
I primi versetti e perfino il linguaggio del pianto sono una richiesta di attenzione e di affetto.
Con le loro braccine tese chiedono di essere presi in braccio e, quando si sentono al sicuro tra le braccia dell’adulto, non si stancano di sentire il contatto di quel corpo, di sentire la voce dolce e tranquilla e vi si attaccano con la forza del loro piccolo abbraccio.
Sia che siano alti, bassi, magri o grassi, con gli occhiali o senza, attivi o meno attivi, per i bambini i nonni sono tutti belli. Quando sono molto piccoli non è insolito che un bambino “si innamori” della nonna o del nonno al punto da arrivare a dire “Io da grande voglio sposare il mio nonno, la mia nonna”.
Oppure manifestano il loro amore per i nonni raccogliendo un semplice fiore di campo e correndo festosi ad offrirlo alla nonna.
Quel gesto, quel fiore che la nonna custodirà gelosamente è per lei il più prezioso della più ricercata delle orchidee.
I nonni si sa “possono viziare” un poco i loro nipotini ed ecco che a casa dei nonni non manca mai una caramella o un biscotto stando però sempre attenti alla salute del loro pancino.
Quando si fermano a pranzo poi è una festa per tutti e una gara alla ricerca dei cibi che a loro piacciono di più.
Non è insolito che quando sono più grandi il ricordo di quel cibo rimanga indelebile nella loro mente e nel loro palato tanto da portarli a dire che nessuno fa la pastasciutta, l’arrosto o il semplice uovo al tegamino più buono di quello dei nonni.
Anche il momento della nanna dai nonni, sia per il riposino del pomeriggio o eccezionalmente per la notte, diventa un momento speciale sia per i bambini ma anche per i nonni.
I bambini arrivano tutti euforici con il loro zainetto dove c’è il loro pigiamino e l’immancabile amico peluche senza il quale non riescono a dormire.
Quando è l’ora della nanna, il bambino entra nel mezzo del lettone e il nonno o la nonna gli legge la sua fiaba preferita.
Quando poi gli occhietti incominciano a chiudersi, la nonna spegne la luce e intona in sottofondo una dolce ninna nanna.
Il bambino guardando con occhi dolci i volti dei nonni sdraiati accanto a lui, stringe a sè il suo orsetto e si addormenta sereno.
Al risveglio i nonni sono ancora lì che fanno a gara a parlargli e a farlo giocare.
Il tempo della colazione o della merendina e poi arriva la mamma a prenderlo e a fatica si stacca da quel tepore ma sa che ci saranno molte altre occasioni di ritornare e la magia si ripeterà.
I nonni accompagnano premurosi il nipotino alla porta e dopo infiniti saluti e bacetti dati e soffiati, a fatica si staccano da quel “batuffolo” tanto tenero e che un poco gli assomiglia.
Il loro piccolo crescerà, andrà all’asilo, a scuola e poi diventerà un giovanotto e un uomo meraviglioso ma resterà sempre la loro luce, il loro orgoglio e riempirà di gioie e di fantasie le lunghe giornate della loro terza età.
Nonno Antonio e nonna Lina
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