Carissimi nipotini,
lo spunto per parlare dei biblici personaggi di Caino ed Abele mi è venuto in questi giorni mentre aiutavo la nonna a sistemare le stanze vuote del primo piano.
Tra i quadri non appesi è venuto tra le mani la litografia, regalataci molti anni fa dallo stesso autore, di un quadro bellissimo realizzato dal nostro vicino di casa Pierluigi Magni che, con una tecnica particolare, ha raffigurato il famoso episodio della violenza di Caino sul fratello Abele.
L’originale del quadro, come tutti gli altri di questo artista, è realizzato con la tecnica del collage o meglio è un mosaico di piccolissimi ritagli di carta patinata.
Con un lavoro certosino, Pierluigi selezionava ogni tipo di colore e sfumatura da un’infinità di riviste patinate.
Da queste tagliava poi delle tesserine quadrate di un millimetro circa di lato riponendole ciascuna in piccoli vasetti.
Si ritrovava così ad avere una quantità enorme di contenitori dai quali con una pinzetta, di volta in volta, toglieva il quadratino che riteneva più adatto per andarlo poi ad incollare sul quadro dove, con la matita, aveva tracciato il contorno della figura da realizzare.
I quadratini sono talmente piccoli e le sfumature talmente azzeccate e vicine alla realtà che ad occhio nudo è impossibile distinguerli perché ognuno si fonde con un armonia di sfumature e colori nel soggetto desiderato.
Insomma un vero capolavoro riconosciuto anche dalla critica che gli valse all’epoca i commenti lusinghieri dei più grandi artisti del momento e numerosi attestati delle tante mostre nelle quali Pierluigi ha esposto le sue opere.
Ma veniamo alla storia e al significato che quest’opera rappresenta.
Certamente conoscerete la storia, narrata nella Bibbia al 4° capitolo della Genesi, dei due fratelli Caino ed Abele, nati da Adamo ed Eva dopo la cacciata dal paradiso terrestre.
A causa della gelosia nata dalla apparente preferenza di Dio per Abele, Caino porta suo fratello nei campi e lo uccide.
Direttamente dal 4° capitolo della Genesi:
“Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
3 Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5 ma non gradì Caino e la sua offerta.
Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. 6 Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?
7 Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo».
8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise”.
Non voglio e non sono certo in grado di entrare nella spiegazione teologica del perché Dio non gradì le offerte di Caino, quindi mi limito a porre l’attenzione sulla violenza di Caino sul fratello Abele.
È il primo fratricidio della storia: il seme della gelosia e dell’invidia di Caino, che aveva armato la sua mano contro il fratello, passò alla sua discendenza, cioè al mondo intero.
Purtroppo, questo seme, ancora adesso affiora prepotentemente andando a colpire fratelli i di sangue o, nel termine più generico di “fratelli”, tutti gli uomini che popolano il mondo perché figli dello stesso Dio e abitanti della stessa terra.
Basta guardare agli attriti che si creano nella convivenza e nella gestione dell’economia familiare all’interno di ciascuna delle nostre case, nei nostri ambienti di lavoro e nella società civile che ci rappresenta e che ci governa.
Certo, per fortuna raramente si arriva all’omicidio, ma si creano comunque molte situazione di ingiustizia, di odio, di rancore e di sofferenza che spesso permangono rovinando i rapporti parentali o sociali per intere generazioni.
Basta guardare ai fatti delle cronache mondiali per ritrovare le prepotenze e le prevaricazioni, spesso di pochi, contro i più poveri e i più deboli.
Nel brano della Genesi, a fianco delle parole di condanna per il gesto di Caino, viene suggerito di cercare di dominare il proprio istinto.
Ecco quindi che l’insegnamento che possiamo trarre da questo episodio è quello di imparare a conoscere e controllare le nostre emozioni, in modo da bloccare sul nascere o ridurre al minimo gli eventuali effetti negativi che ne possono derivare.
Nonno Antonio
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