Plastic Overshoot Day

Carissimi nipotini,
per me e per quelli della mia generazione queste definizioni inglesi sono a volte difficili da capire e da accettare.

Trattandosi però di un problema mondiale è giusto che venga espresso con una lingua comune a tutto il pianeta.

Tradotta in italiano e spiegata in parole più comprensibili, questa definizione vuole dire: “Giorno in cui la produzione mondiale di manufatti di plastica supera la capacità dei sistemi di smaltimento di gestirla correttamente”.

Naturalmente è una data simbolica che può variare da paese a paese e da un anno all’altro.

Ultimamente questa ricorrenza viene fatta cadere al 5 settembre e in pratica vuole dire che la produzione di plastica che si avrà dal 5 settembre alla fine dell’anno ha superato la quantità smaltibile con gli impianti mondiali e quindi è a rischio di smaltimento corretto.

Secondo le stime mondiali, in un anno vengono prodotti circa 400 milioni di tonnellate di manufatti di plastica.

Sono cifre talmente alte che non riesco nemmeno ad immaginarmele.

Secondo queste stime totali, si può dedurre che circa 130 milioni di tonnellate, corrispondente alla produzione degli ultimi quattro mesi dell’anno, non vengono smaltiti correttamente e si disperdono nell’ambiente.

Studi tecnici affermano che i manufatti di plastica abbandonati nell’ambiente, impieghino dai 100 ai 1000 anni (dipende dai tipi di polimeri utilizzati) per degradarsi completamente.

La degradazione dipende dalla foto ossigenazione (azione del sole e dell’ossigeno).

In questa lenta decomposizione si generano frammetti via via sempre più piccoli che vanno nell’aria, nel terreno, nelle falde acquifere, nei mari, nei pesci, in ognuno dei nostri alimenti e quindi anche nel nostro organismo.

Quali sono i danni che le microplastiche possono provocare nel nostro organismo?

Non conoscendo nulla di medicina, riassumo sinteticamente il risultato di alcuni studi specifici: “Recenti studi medici hanno evidenziato che le microplastiche possono penetrare nel nostro organismo tramite inalazione e ingestione e possono accumularsi nei nostri organi interni.

Queste particelle possono provocare delle infiammazioni croniche che possono evolversi in gravi patologie”.

Per evitare o rallentare questo pericolo cosa si può fare?

-Incentivare la ricerca e l’utilizzo di materiali che, pur avendo la duttilità della plastica, risultino velocemente degradabili. Un esempio sono le buste della spesa che recentemente sono state sostituite con materiali bio degradabili.

-Incentivare la creazione di punti di distribuzione pubblica di acqua potabile in modo da utilizzare bottiglie di vetro (alcuni comuni hanno già sperimentato positivamente queste installazioni).

-Favorire la creazione, la cultura e la distribuzione di punti di vendita di prodotti sfusi.

-Ognuno di noi nella propria vita quotidiana può mettere in atto piccoli accorgimenti quali quelli di scegliere sempre meno prodotti con la confezione in plastica.

-Qualora si è costretti ad acquistare prodotti con involucri di plastica, bisogna avere cura di non lasciarli in giro ma di smaltirli correttamente.

Come sempre, parlando a dei bambini, sono convinto che il linguaggio più facile da essere compreso e memorizzato, sia quello delle favole o delle filastrocche.

Per questo motivo vorrei terminare questa sensibilizzazione riportando una breve ma significativa filastrocca:

Un mondo di plastica

È un mondo di plastica, ciò che lasciamo.
Il mondo di plastica, così lo abbracciamo.

Plastica per terra, per mare. Ovunque.
di plastica, il mondo di chiunque.

Ne produciamo una gran quantità,
plastica nello spazio, lassù. Dove? Chissà!

Plastica tra i nostri rifiuti, nei cassonetti.
Di plastica anche i giochini dei bimbetti.

Pure l’oceano con le sue ondate ne mastica:
“Forza uniamoci, sconfiggiamo la plastica!”.

(Sivia Buda – 2022)

La filastrocca non ha bisogno di commenti e volendo lasciare un messaggio concreto e positivo alla vostra portata, direi che noi tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Quando siamo in casa, quando camminiamo per le strade del nostro paese, quando andiamo in montagna o al mare, abbassiamoci a raccogliere gli eventuali oggetti di plastica abbandonati e mettiamoli nei rispettivi contenitori.

Sarà un piccolo aiuto, una goccia nel mare nel problema dello smaltimento, ma sarà soprattutto un esempio che potrà allargarsi positivamente a macchia d’olio.

Nonno Antonio

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