Carissimi nipotini,
con l’istituzione della giornata mondiale del malato, oggi ci viene chiesto di ricordare tutte le persone che soffrono nel mondo.
Spesso sopportano il loro dolore nel silenzio delle case, nella solitudine della vecchiaia, nelle corsie degli ospedali, nelle trincee o nei rifugi di emergenza che sorgono la dove le case sono state distrutte dalla furia cieca delle guerra.
Questi ultimi, spesso bambini e anziani, soffrono e muoiono per causa dell’egoismo e della conseguente smania di potere dell’uomo.
Non posso ora entrare nel merito di queste sofferenze che potrebbero essere evitate ma voglio accumunarle tutte ponendole alla nostra attenzione.
Ricordare non è però sufficiente.
In questa giornata ci viene chiesto di fare qualcosa di concreto per quelle sofferenze che se pur nascoste sono presenti intorno a noi.
Come ho avuto più volte modo di dire, per l’ammalato la vicinanza e la dimostrazione di affetto vale quasi, se non di più, delle stesse medicine.
Ecco quindi che una nostra visita, una chiacchierata con l’anziano o l’ammalato della porta accanto, può portargli un po’ di gioia e sollievo.
Questo è lo spirito che ha portato alla nascita di iniziative di attenzione all’ammalato quali le Caritas locali, gli interventi sociali comunali e quelle più specifiche che operano all’interno delle strutture ospedaliere.
Io ne conosco e ne nomino solo tre ma ce ne sono sicuramente molte di più senza contare le iniziative private e silenziose di singoli cittadini.
CLOWNTERAPIA – Presenza dei clown all’interno dei reparti dei bambini.
ABIO – Associazione per i bambini in ospedale.
AVO – Associazione di volontariato ospedaliero.
Questa associazione estende la propria presenza anche alle residenze per anziani.
Fino a prima del Covid, anch’io ho fatto parte di quest’ultima associazione e voglio riportarvi le emozioni che ho provato durante uno dei miei turni settimanali nel reparto di medicina del Mandic di Merate.
Resta ancora un po’.
Sembrava un normale sabato di servizio. Durante il giro ho incontrato una signora che secondo me avrebbe potuto aver bisogno del mio aiuto.
Infatti dopo una breve conversazione, non più di tanto perché sembrava non averne troppo voglia, mi ha chiesto se più tardi potevo aiutarla a mangiare.
Con un arrivederci, ho proseguito il mio giro e quando il pranzo è stato servito, mi sono ripresentato dalla signora, le ho messo la bavaglia e ho incominciato ad imboccarla.
Era una buona forchetta e ha mangiato abbastanza velocemente tanto da non lasciare il tempo per chiacchierare.
Finito di mangiare, le ho pulito la bocca, le ho tolto la bavaglia e mi sono apprestato a salutarla prendendo le sue mani nelle mie.
Con mia grande sorpresa la signora mi ha ringraziato e mi ha detto: “Resta ancora un po’”.
Questa frase mi ha stupito e commosso, riempiendomi di gioia.
Il mio semplice gesto di aiutarla a mangiare sembrava fine a se stesso, invece con quella frase mi ha fatto capire che il suo bisogno di compagnia, di condivisione e di affetto era pari, se non superiore, al bisogno primario del cibo.
Con questa semplice frase, dettata dalla solitudine della vecchiaia e dalla malattia, la signora ha scritto a caratteri indelebili quella che dovrebbe essere la missione di un volontario AVO: “Restare il più possibile al fianco dell’ammalato”
Mi sono trattenuto quanto ho potuto, poi l’ho salutata calorosamente e nel mio cuore, colmo di amarezza per tanta silenziosa e nascosta solitudine, è spuntato un sentimento di gioia e di ringraziamento per la consapevolezza di aver potuto donare una mezz’ora di sollievo a questa anonima e sofferente signora.
(Antonio 2010)
L’aver rispolverato queste emozioni dopo ormai 15 anni, mi ha fatto tornare alla mente i tanti volti che intimoriti guardavano verso chi si avvicinava al loro letto.
Quegli occhi speranzosi cercavano in noi una parola, un gesto gentile e ci restituivano poi occhi lucidi di emozione e un sorriso di ringraziamento per aver donato una piccola pausa alla loro sofferenza e alla loro solitudine.
Nonno Antonio
Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.