Carissimi nipotini,
il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, organo principale rappresentativo e deliberativo dell’ONU, approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei diritti Umani.
La necessità di questa dichiarazione era nata dal desiderio di dotare i 193 stati membri di un documento che impedisse il ripetersi degli orrori della Seconda guerra mondiale.
Da allora sono passati 77 anni e purtroppo la dichiarazione dei diritti umani sembra non essere mai stata scritta.
Credo che allora sia un dovere ricordarla, ai noi stessi, a tutti i popoli della terra e in particolare ai giovani di tutto il mondo perché saranno loro che formeranno e determineranno le condizioni politiche e sociali che, riconoscendo la dignità di ciascuno, potranno favorire la costruzione di un mondo di pace.
A proposito di questo concetto, in un recente articolo che parlava della guerre sparse in tutto il mondo, il giornalista Mauro Magatti ha scritto: “La pace non si costruisce sull’umiliazione dell’altro, ma sulla sua dignità riconosciuta”.
Una affermazione che non ha bisogno di spiegazioni perché, purtroppo, la sua mancata applicazione è davanti ai nostri occhi ed è la causa dei tantissimi conflitti ancora aperti attorno a noi.
Anche la Costituzione italiana nata più o meno nello stesso periodo, è animata dagli stessi principi e dalla speranza che, ricordando le atrocità della recente guerra, si possa impedirne ogni ripetizione futura.
Per sottolineare ed omaggiare i contenuti dell’articolo 3 della nostra Costituzione, la poetessa Maria Angela Zecca ha scritto questa significativa poesia intitolata appunto:
Speranza d’amore
Amico,
amico di ogni dove
e di ogni colore,
amico di ogni condizione,
credo e appartenenza,
amico,
nel giorno dell’insulto e della violenza,
del lutto e del dolore,
io spero di esserci
in un abbraccio
di fratellanza universale.
(Maria Angela Zecca)
Questa breve ma intensa poesia è un concentrato di fratellanza e condivisione.
La parola amico ripetuta più volte, è rivolta a tutti i popoli del mondo.
L’abbraccio di fratellanza e condivisione per i bisogni universali, sono i cardini dei diritti sanciti nell’artico 3 della nostra costituzione e nella dichiarazione universale dei diritti umani.
La dichiarazione universale dei diritti è composta da ben 30 articoli.
Per quest’anno mi limiterò a riportare solo i primi cinque.
Articolo 1.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2.
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.
Articolo 3.
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 4.
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5.
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Personalmente credo che in questi primi 5 punti siano contenuti tutti i principi fondamentali che dovrebbero animare il pensiero e le azioni di tutti gli uomini.
L’augurio è che possano diventare per tutti la riflessione in questo giorno e la sua applicazione nella vita concreta nei restati 364 giorni dell’anno.
Nonno Antonio
Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.
