Carissimi nipotini,
durante le vacanze estive, alla ricerca di qualche lavoretto nel web, una di voi mi ha detto: “Nonno, guarda com’è bella questa giostra! Puoi aiutarmi a costruirla?”.
Lì per lì ho risposto: “Ma è troppo complicata, ci vuole molto tempo, mancano anche gli stecchi, porta pazienza la faremo quest’inverno”.
Qualche giorno dopo gli stecchi mi sono arrivati in abbondanza, frutto della raccolta tra amici che “si sono sacrificati” mangiando tanti gelati.

A questo punto non avevo più scuse e quindi pian pianino ho incominciato a costruirla integrando le indicazioni del tutorial con piccole modifiche della mia fantasia e adattandole al materiale che avevo a disposizione.

Mano a mano che procedeva, prendevo sempre più passione e, dopo una settimana, era finita.
Intanto che la costruivo dentro di me si consolidava sempre più l’idea che, l’andare e il venire, l’alzarsi e l’abbassarsi dei seggiolini della giostra o, nel mio modellino, di semplici cartoncini di diverso colore, sono una perfetta metafora degli avvenimenti, delle opportunità e degli umori della vita di ciascuno di noi.
A consolidamento di questo concetto ho trovato e riporto una bellissima poesia della poetessa Silvana Stremiz.
“La vita, è come una giostra, gira.
In ogni giro c’è qualcosa di nuovo.
La vita è qualcosa di indescrivibile, è fatta di momenti, di tante cose,
un insieme di attimi ed emozioni.
La vita è una composizione di sensazioni, brividi e sogni.
Devi viverle per dire di aver vissuto.
Per ogni giro c’è una sorpresa, ogni sorpresa sarà un emozione.
Se saprai viverla avrai vissuto veramente.
Ad ogni giro lascerai un impronta di te.
Il tuo vivere quotidiano è l’impronta che lasci.
Il detto e fatto resteranno scritti al di là del tempo.
L’amore vissuto non svanirà nel tempo.
I sogni sognati da bambino si evolveranno e diventeranno traguardi di adolescenti.
Li ricorderai da vecchio,
ti racconteranno per anni quello che un giorno eri, saranno la risposta al tuo essere.
La vita, una ruota che non si ferma mai.
Non si fermerà davanti alla gioia, neppure davanti al dolore.
Andrà avanti anche quando vorrai fermarla.
Andrà avanti con o senza di te.
Conserverà nel tempo l’impronta di chi vivendo ha raccontato la sua storia.
Anche tu sei parte di questa ruota che gira.
Oggi gira con te, domani girerà ancora, con i ricordi che hai lasciato”.
Silvana Stremiz
Ho letto e riletto questa poesia.
In essa ho ritrovato parte della mia vita.
Attraverso i suoi pensieri è ritornato presente nella mia mente il ricordo dei miei genitori.
Nel semplice lavoretto della giostra e in altri lavoretti che mi diverto a fare, intravedo la passione e la maestria manuale del mio papà.
Nella malinconia di alcuni miei pensieri rivedo la malinconia e la sensibilità della mia mamma.
Nell’amore per gli animali e per la natura intravvedo la vita rurale dei miei nonni.

Dopo le considerazioni che le parole di questa poesia hanno fatto nascere in me, sono più consapevole di appartenere alla grande giostra dell’universo dove sul mio seggiolino, ci sono io e tutta la mia famiglia, ma c’è anche l’impronta dei tanti che mi hanno preceduto (Conserverà nel tempo l’impronta di chi vivendo ha raccontato la sua storia).
Non so se ci sia una relazione con questo concetto ma a me è capitato di sognare di essere su un pullman con tutta la mia famiglia e con tutte le persone care che mi hanno preceduto.
Strada facendo godo di questa intimità e dialogo serenamente con loro.
Non so se l’inconscio rispecchi la realtà ma sicuramente genera immagini che hanno a che fare con la vita e i pensieri di una persona.
Allora è bello sapere che sul seggiolino della giostra della vita ci sono le mie ansie e le mie gioie, i miei alti e i miei bassi, che sono il frutto e la somma di tutti i miei cari di ieri, la condivisione di quelli di oggi e la proiezione di quelli di domani.
Nonno Antonio
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