Carissimi nipotini,
continuando un po’ sulla traccia dei piccoli lavoretti invernali che ho presentato nella letterina del 14 gennaio, voglio parlarvi del recupero di una di quelle lanterne decorative che vanno tanto di moda oggi.
La lanterna in oggetto è stata trovata durante lo sgombero di un appartamento per cambio di proprietà.
E’ una lanterna in legno con vetri laterali e con una cupola in metallo.
Le sue dimensioni sono di circa 30x30x55 cm.
Era stata abbandonata sul terrazzo in balia di acqua e sole e si era talmente rovinata che era stata messa tra gli oggetti da portare in discarica.
Io però non me la sono sentita di buttarla e l’ho portata a casa, messa momentaneamente in un angolo, con l’idea di tentare di recuperarla.
In una di quelle uggiose settimane di pioggia primaverili, l’ho ripresa in mano ed ho incominciato a smontarla.
Ho tolto i vetri che fortunatamente non erano rotti.
Ho tolto la cupola in metallo, l’ho raddrizzata e pulita dalla ruggine, preparandola per una riverniciatura.

A questo punto ho incominciato ad esaminare la struttura in legno che riportava le tracce di una verniciatura in nero.
La prima cosa che è apparsa evidente era il fondo praticamente marcio tant’è che, nella prima sommaria pulitura, mi si è bucato in più punti.
Il fondo era stato fissato alla struttura con chiodini e piccole graffette di metallo e quindi con pazienza li ho tolti uno ad uno facendo attenzione a non rovinare il resto della struttura che era già malmesso.
Tolto completamente il fondo e pulito accuratamente il telaio attorno dai resti della vernice, ho tagliato un quadrato di legno delle giuste dimensioni e sono andato a fissarlo, questa volta con la colla vinilica.
Con il nuovo fondo tutta la struttura è diventata più stabile e sicura e quindi ho potuto incominciare, con pazienza e delicatezza, a pulire e carteggiare tutta la struttura fatta di piccoli angolari con scanalature per accogliere il vetro e di piccoli listelli che si incrociano ad x per proteggere i vetri dei quattro lati.
Ci è voluto un po’, anche perché un paio di listelli mi si sono rotti e ho dovuto ripararli.
Alla fine però tutte le tracce di vernice sono state tolte e il legno è stato riportato al naturale.
Dopo aver pulito i due cardini e il meccanismo di chiusura dello sportello apribile, l’intera struttura compresa della cupola di metallo, è pronta per essere verniciata.

E’ iniziata quindi la tinteggiatura: due mani di vernice nera per la cupola di metallo e per i cardini e il chiavistello di chiusura e due mani di impregnante per la struttura in legno.

L’ultima operazione è stata quella del montaggio.
Ho pulito accuratamente i vetri, li ho inseriti nell’apposita sede andando a fermarli nella parte superiore interna con dei piccoli listelli di legno.
Ho fissato la cupola di metallo con quattro viti nuove ed ecco che la lampada ha riacquistato la solidità e la lucentezza originaria.

Ora, in una nicchia della sala ricavata dall’ex camino, la lanterna ha trovato la sua collocazione ideale.

Posizionata sopra un mobiletto in metallo adibito un tempo a porta telefono, con all’interno un vaso di fiori, fa bella mostra di se stessa e ricorda i tempi antichi in cui questo strumento era fondamentale per l’illuminazione all’interno e all’esterno delle case.
Nonno Antonio
