Giornata mondiale del donatore di sangue
Carissimi nipotini,
certamente alla vostra età, donare un po’ del vostro sangue è un concetto difficile da capire.
Quando vi è capitato di dovervi sottoporre ad un piccolo prelievo siete stati preparati amorevolmente dai vostri genitori che vi hanno spiegato che è solo un piccolo e temporaneo pizzicore e siete poi stati elogiati per il vostro coraggio dal medico che ha effettuato il prelievo e ripagati da un suo sorriso e da un regalino.
Comunque state tranquilli perché la donazione di sangue è una cosa da adulti.
Ormai lo avete capito che le mie letterine sono intestate a voi perché le possiate leggere quando sarete grandi e perché attraverso loro giunga ora il messaggio ai vostri genitori e agli adulti.
Mi conforta comunque sapere che molte sezioni AVIS locali hanno aderito a progetti per far conoscere ai bambini, già partendo dalla scuola primaria, l’importanza del donare.
Questa pregevole iniziativa consiste nell’andare nelle scuole e nell’organizzare spettacoli teatrali dove attraverso favole, disegni o filmati, i bambini si affacciano al mondo del volontariato e in particolare a quello del dono di una parte del proprio corpo.
Va in questa direzione il prezioso il progetto “Rosso sorriso, la meraviglia del donare” dove attraverso fiabe, laboratori manuali e giochi interattivi si cerca di contribuire al processo di formazione di una coscienza solidale dei bambini già nell’età della scuola primaria.
Ma veniamo al tema di questa letterina.
In modo molto più semplice, anch’io nel mio piccolo cerco di sensibilizzare bambini e adulti sull’importanza del donare.
Nella giornata mondiale del donatore voglio anche ricordare i tanti donatori scomparsi e omaggiare i tanti donatori anonimi attuali.
Come ebbi modo di dire nel mio precedente articolo del 2022, questa ricorrenza è stata fissata al 14 giugno di ogni anno.
La data del 14 giugno è stata scelta per ricordare la nascita del ricercatore Karl Landsteiner che nel lontano 1901 scoprì i quattro tipi di gruppi sanguigni che verranno chiamati A,B,AB e 0.
Il fattore Rh verrà scoperto successivamente.
Come ho già ricordato nella precedente letterina io ormai sono un donatore a risposo per raggiunti limiti di età, ma nell’animo mi sento sempre un donatore.
Seguo compiaciuto il piccolo gruppo di parenti e amici che, peccando un po’ di vanità, penso di aver contagiato con il mio esempio.
Ora sono loro ad alimentare il già nutrito numero di donatori della città di Merate che va ad aggiungersi “al fiume” dei donatori di tanti altri piccoli paesi fino ad arrivare al “grande mare” della donazione nazionale e internazionale.
Da buon bergamasco, ma non solo, ho sempre avuto un particolare affetto per Papa Giovanni XXIII.
Sfogliando tra i miei ricordi di donatore ho ritrovato, oltre all’attestato della consegna della benemerenza con medaglia d’oro che caratterizza questa letterina, una immaginetta del grande Papa sul cui retro è riportata la “Preghiera del donatore di sangue”.
È la preghiera che di solito si recita durante la funzione religiosa nella giornata mondiale del donatore che. per il gruppo della città di Merate, si tiene direttamente nella cappellina dell’ospedale, proprio a sottolineare il legame stretto con la sofferenza, che con il dono del proprio sangue si cerca di alleviare.
Il “Papa buono” nella sua preghiera, oltre al dono prezioso del proprio sangue, credo abbia inteso parlare anche del dono nel senso più ampio della parola.
Infatti ogni nostro piccolo gesto, anche la semplice visita, un saluto o l’ascolto per l’ammalato è molto importante.
Chiudo quindi riportando integralmente il testo della preghiera:
Preghiera del donatore
O Gesù Salvatore, che hai detto:
“Tutto ciò che avete fatto ad uno dei più piccoli
tra i miei fratelli, l’avete fatto a me”,
guarda propizio all’offerta, che ti facciamo.
Le angosce dei sofferenti, Tuoi fratelli e nostri,
ci spingono a dare un po’ del nostro sangue
perché ad essi ritorni il vigore della vita;
ma vogliamo che tale dono sia diretto a Te,
che hai sparso il Tuo sangue prezioso per noi.
Rendi, o Signore, la nostra vita feconda di bene
per noi, per i nostri cari, per gli ammalati;
sostienici nel sacrificio, perché sia sempre
generoso, umile e silenzioso.
Fa’ che con fede sappiamo scoprire il Tuo volto
nei miseri per prontamente soccorrerli;
ispira e guida le nostre azioni con la pura fiamma della carità,
affinchè esse, compiute in unione con Te,
raggiungano la perfezione
e siano sempre Gradite al Padre Celeste.
Così sia.
Joannes PP XXIII
Con queste parole, con un pensiero affettuoso a tutti gli ammalati e un pensiero riconoscente a tutti i donatori, vi saluto sperando di aver gettato un piccolo seme nello sterminato terreno del bisogno umano.
Nonno Antonio
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