Carissimi nipotini,
oggi, per il vostro nonno Antonio e per la vostra nonna Lina, è un giorno specialissimo perché hanno raggiunto la bellezza di 50 anni di matrimonio.
È un anniversario importante, forse impensabile da raggiungere in quel lontano 5 aprile del 1975 eppure.
Passo dopo passo, giorno dopo giorno, con la pioggia e con il sole, con la gioia e col dolore, siamo arrivati fino a qui.
C’è chi questo traguardo importante lo festeggia con la ripetizione del rito del matrimonio, con la stampa di biglietti di annuncio contenenti il raffronto dell’immagine di allora con quella di oggi, con pranzi, con gite o con crociere nei paesi esotici.

Noi abbiamo preferito ricordarlo nella quiete e nella serenità della quotidianità avendo ben custodito nel nostro cuore le immagini di allora.
Guardiamo compiaciuti alle nostre immagini un po’ ingenue, impacciate, emozionate, ma molto innamorate di quel giorno.
Guardiamo alle immagini e i sentimenti di tutti i nostri cari e dei molti amici che quel giorno hanno condiviso la nostra gioia.
Guardiamo e accettiamo oggi, ciò che siamo diventati.
Siamo sicuramente diversi fisicamente, siamo diversi anche dentro di noi, ma il nuovo soggetto che, pian piano, abbiamo costruito, è sicuramente più ricco di sentimenti e di affetti.
Il raggiungimento di un obiettivo spinge a guardarci indietro per osservare tutto il cammino fatto.

Per impedire che questo “Sguardo all’indietro” possa sconfinare nella nostalgia del tempo passato o peggio ancora nel rimpianto per non aver sempre saputo sempre scegliere al meglio o per non aver sempre saputo cogliere le opportunità che la vita ci ha presentato, ci appoggiamo ad un piccolo trattato del famoso psicologo Alberto Pellai.
La forza dell’amore
(tratto dal libro “La vita si impara”)
Amare non vuol dire essere sempre e costantemente felici.
Amare davvero a volte significa dover fare fatica, accettare frustrazioni inaspettate, sperimentare emozioni che ci possono lasciare disorientati o confusi.
La forza dell’amore sta invece, nella sua capacità di dare significati alla nostra vita, impossibili da conquistare in solitudine.
Diventare compagno di vita di una persona, prometterle di essere fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarla e onorarla tutti i giorni della propria esistenza vuol dire fare un salto incredibile nell’ignoto.
Chi sarai tu, mio amore, tra vent’anni? E chi sarò io di fronte a te?
Accettare l’amore per sempre, nonostante il cambiamento del corpo e la fatica della quotidianità che giorno dopo giorno ci chiede di essere presenti a noi stessi, alle persone di cui siamo responsabili, ai nostri impegni e doveri, significa imparare a costruire un’esistenza fondata sul concetto di “noi”, ovvero di “io per te”.
L’amore con la A maiuscola è un impegno.
E’ un diritto che si basa su un’infinità di doveri.
E’ costruire un “noi” dove “io” e “te” insieme diventano tutt’altro di quello che siamo stati prima di incontrarci.
Diventiamo qualcosa che non sapevamo bene cosa fosse, e che alla fine della vita potremo definire ”la nostra magnifica storia d’amore”.
Proprio come un maratoneta che taglia il traguardo. Un traguardo che gli da una gioia infinita, ma per arrivare al quale ha fatto fatica, sudato anche l’anima, provato il terrore di non farcela.
Ecco, l’Amore vero è come una maratona. Ne scopri il senso e sai chi sei solo quando sei arrivato in fondo. Durante il percorso ti dici “Non ce la farò mai”. E invece, passo dopo passo, arrivi. E guardando tutta la strada fatta sorridi. Perché sai chi sei.
E sai che nella vita hai Amato davvero.
(Dott. Alberto Pellai)
Alla luce della profonda analisi di uno specialista del calibro del Dott. Pellai, i nostri momenti di ombra durante il corso di questi 50 anni non appaiono più come una sconfitta ma come un lavoro necessario per il percorso di trasformazione del “io” e del “tu” in quella nuova unità che si chiama “noi”.

È un lavoro a volte faticoso, un lavoro che non si può mai considerare definitivamente concluso ma che costituisce quell’entità chiamata “casa”, e non si parla certo di quella fisica, ma la casa dei sentimenti dentro la quale ciascuno dei due si ritrova a proprio agio e all’interno della quale, si sente protetto ed amato.
Siamo certi che il Dott. Pellai, al quale va la nostra stima incondizionata e il nostro grazie per offrirci degli spunti di riflessione così profondi, non si offenderà se noi preferiamo sostituire al nome “traguardo” il nome “tappa”.
Ci piace infatti considerare che i nostri 50 anni di matrimonio non siano un traguardo, ma una tappa del nostro cammino di coppia che è iniziato tanto tempo fa in un piccolo comune della Valcamonica.
Per ora ci accontentiamo di ritrovarci in ciò che siamo diventati e guardiamo al futuro sperando possa essere ancora lungo e prodigo di favori nei nostri confronti.
Guardiamo al nostro futuro ma soprattutto a quello dei nostri due bravi figlioli con le rispettive mogli che ci hanno regalato la gioia di sei meravigliosi nipotini.
A loro va il nostro pensiero, a loro le parole di questa letterina, a loro i sentimenti, le fatiche e i valori che i loro nonni hanno maturato e conquistato in 50 anni di vita comune.
Chiudiamo, con l’immagine di un tenero abbraccio di amore, di fiducioso abbandono e di riconoscenza reciproca per il dono di questi primi 50 anni.
Nonno Antonio e nonna Lina
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