Carissimi nipotini,
dopo aver già fatto gli auguri natalizi con la presentazione, nella mia ultima letterina, del presepe di quest’anno, volevo aggiungere un pensiero augurale un poco più profondo per me e per gli adulti.
Non abbiatene quindi a male se non parlo a voi e godetevi la magica atmosfera natalizia con le sue luci, i suoi regali e le sue lunghe giornate di vacanze.
Nel frattempo io recupero, per me, per i vostri genitori e per gli adulti che mi seguono, alcune riflessioni che il grande pianista Giovanni Allevi ha fatto durante il faticoso percorso della sua malattia e durante la sua, altrettanto faticosa, nuova rinascita.
Al capitolo “Rigenerazione” del suo libro “I nove doni” il grande artista così scrive:
“Sono convinto che ognuno di noi viva due dimensioni, tra loro opposte.
Una può essere rappresentata da una linea verticale, che ci porta verso altezze celesti, verso la trascendenza; l’altra è la linea orizzontale della nostra quotidianità.
Insieme compongono un simbolo potente già per il pensiero precristiano, e centrale nel cristianesimo: la croce, in cui si incontrano, in un unico punto, le due dimensioni – divina e terrena – che coinvolgono l’essere umano.
Ognuno di noi vive un rapporto differente con questa intersezione.
Entrambe le dimensioni hanno a che fare con il tempo: da una parte Kairos, l’attimo in cui tutto brilla, in cui si rompono improvvisamente le maglie della quotidianità e si apre uno sprazzo di eternità, dall’altra Chronos, il tempo lineare della nostra vita che scorre ordinato, in cui c’è spazio anche per la noia, la ripetizione, la prevedibilità. In genere il problema più comune è un eccesso di attenzione alla dimensione orizzontale.
Nella vita di ogni giorno fatichiamo a recuperare l’anelito all’assoluto, perché catturati dal tempo relativo della quotidianità”.
Due dimensioni che convivono in ciascuno di noi: la ricerca della vera felicità che non può prescindere dalla ricerca di una dimensione di eternità.
Parallelamente, la ricerca della realizzazione dei beni materiali per soddisfare le necessità del nostro vivere quotidiano.
La vera felicità, molto spesso viene ricercata nei parametri umani tanto decantati dai media, (successo, soldi e potere), ma invece spesso, la si può trovare solo in “quell’anelito all’assoluto” che fa gioire delle piccole cose quotidiane, dei colori di un’alba, del sorriso di un bimbo e della condivisione con i nostri fratelli del mondo.
Nella nostra società, la ricerca dei beni materiali spesso non si ferma al necessario, ma va oltre, inseguendo un benessere e una ricchezza talmente grandi che a volte non si è nemmeno in grado di utilizzarli in tutta una vita.
Entrambe le dimensioni sono fondamentali per il benessere psicofisico della singola persona e dell’intera umanità.
Se prevale però la dimensione orizzontale si rischia di far emergere l’egoismo umano che porta al mancato rispetto dell’altro e che, a volte, non esita a calpestare se è di intralcio al raggiungimento degli obbiettivi egoistici, di guadagno o di conquista di potere.
È proprio la mancanza dei più elementari valori a scatenare l’egoismo e la cupidigia umana che sono alla base dei troppi fatti di cronaca nera.
Sono alla base delle prevaricazioni del ricco sul povero, del potente sul debole. Prevaricazioni, piccole e grandi, a volte si consumano nel silenzio delle mura domestiche.
Prevaricazioni di intere nazioni, a volte mascherate o giustificate da ripicche o dettami pseudo religiosi, danno origine a guerre sanguinose e lunghissime alle quali assistono impotenti, o spesso indifferenti, intere nazioni.
L’augurio è che, il ricordo della nascita terrena di Gesù, possa stimolare lo sguardo verso l’alto in modo da far emergere, la dove si era sopita, la dimensione verticale di ciascuno di noi.
Forti della bilanciatura delle due dimensioni della vita, potremo raggiungere una nostra maggiore felicità individuale e contribuire alla creazione di un mondo più giusto e più umano per tutti.
Carissimi auguri,
Nonno Antonio
Ne approfitto per ringraziare il maestro Giovanni Allevi per avermi dato, attraverso le parole del suo libro, l’opportunità di fare questa riflessione e auguro anche a lui e famiglia un natale di pace e serenità.
L’immagine di copertina è di Marcin Wichary
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