Carissimi nipotini,
l’Immacolata concezione di Maria è un dogma proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre del 1854.
Con la bolla papale “Ineffabilis Deus” si sancisce che la Vergine Maria è stata preservata dal peccato originale.
Da qui appunto l’aggettivo di “Immacolata” perché pura, priva di ogni macchia di peccato.
In seguito, questa ricorrenza religiosa, è stata annoverata tra le feste civili nazionali.
Tradizionalmente la data dell’8 di dicembre identifica l’inizio del periodo natalizio e per questo si tende a preparare e ad esporre gli addobbi natalizi, nei negozi, nelle strade e nelle abitazioni private proprio entro questa data.
Nella mia famiglia da alcuni anni, alla data dell’8 di dicembre, si è aggiunto un altro motivo di ricorrenza e di festa: la nascita 8 anni fa di una nipotina, seconda dei nostri sei nipotini.
A lei vanno naturalmente i nostri migliori auguri.
Veniamo ora a parlare dell’esposizione degli addobbi natalizi e in particolare del presepio che esporremo nella nostra casa.
La tradizione dei presepi l’ha iniziata San Francesco.
Nel suo viaggio in Oriente come crociato, Francesco potè visitare i luoghi santi e in particolare rimase colpito dall’immagine dell’umile dimora di Betlemme.
Rientrato in Italia, in prossimità del natale del 1223, ebbe l’idea di organizzare una rappresentazione sulla nascita di Gesù.
Da varie regioni arrivarono frati, donne, uomini e pastori con le fiaccole e, utilizzando le numerose grotte naturali delle campagne di Greggio, realizzarono il primo presepio vivente.
Da allora questa tradizione si diffuse in Italia e in tutto il mondo.
Anche nella mia casa non è mai mancato un presepio.
Ho sempre cercato di realizzare presepi di fantasia utilizzando, quando era possibile, materiali naturali e di recupero.
È proprio in questa ottica che alcuni anni fa ho pensato di realizzarne uno con i tappi di sughero usati.
Ho allertato il vicino Circolino, i parenti e gli amici e nel giro di qualche mese ho raccolto una quantità sufficiente di tappi.
La parte centrale del presepio è naturalmente il luogo e l’edificio in cui è nato Gesù.
Incollando i tappi ho quindi realizzato una stalla anche se sicuramente è troppo moderna per ricordare le stalle contadine del periodo.

Per permettere una visione migliore dell’interno, ho creato una grande porta ad arco e sugli altri tre lati, ampie finestre rotonde con lo stesso diametro dell’arco della porta.
Per meglio evidenziare la porta e le due finestre laterali, le ho contornate con dei tappi rossi.
Il tetto e il pavimento hanno avuto bisogno di un supporto di compensato che ho poi rivestito con piccole quadretti di sughero ricavati sempre dai tappi con un paziente lavoro di squadratura del tappo e taglio dei quadratini.
Ecco quindi che il tetto è stato interamente rivestito di questi piccoli ritagli di sughero disposti a tegola.
Per il pavimento ho invece cercato di imitare la posa alternata delle piastrelle.
All’interno, con piccoli listelli ricavati dalle canne di bambù, ho realizzato una mangiatoia e con del compensato un soppalco, per il deposito del fieno.
Il fienile è collegato all’interno con una scaletta a pioli realizzata sempre con listelli di bambù.
Il deposito del fieno è raggiungibile anche dall’esterno con un’altra scala a pioli che appoggia su una piccola terrazza dalla quale, attraverso la finestra, si può accedere al fienile.
Con piccole canne di bambù tagliate a metà, ai lati del tetto, ho realizzato i canali di gronda con i relativi pluviali, uno dei quali scarica l’acqua in una vasca, abbeveratoio per animali, realizzata con la metà di un grosso tronco di bambù .
Sullo sfondo un castello, mi piace pensare che possa essere quello del Re Erode, con le torri di sorveglianza, il camminamento per le guardie in compensato e un ponte levatoio.
Il tutto naturalmente realizzato con tappi incollati e piccoli listelli di bambù.
La struttura, l’ho collocata su un cartone quadrato di circa 50 cm di lato, dove precedentemente ho incollato della carta stagnola argento per rappresentare il fossato perimetrale che veniva costruito a difesa del castello.

Il presepio l’ho montato su un tavolo rotondo dal diametro di 120 cm.
La strada che conduce alla stalla è volutamente aperta quasi ad invitare tutti ad entrare a visitare e a rendere omaggio al Bambino Gesù.
La strada, così come tutto il perimetro del tavolo, è delimitata da un muretto realizzato con una fila di tappi disposti verticalmente e incollati tra di loro.

Sul piano del tavolo, la disposizione di vari materiali naturali, danno colore e differenziano i vari ambienti.
I personaggi, pastori, artigiani e animali, sono quelli classici e vanno a distribuirsi e ad animare la scena della natività e del mondo esterno che la circonda.
Sicuramente, come ho già detto, non è una ricostruzione fedele del luogo della natività e non è certamente nemmeno un’opera d’arte.
Le tante ore di lavoro per realizzarlo e la presenza in casa durante il periodo natalizio, è un modo per ricordare e per riflettere sul significato della venuta al mondo di Gesù.
Con questo pensiero, questo obiettivo che è poi il motivo della rievocazione della nascita di Gesù ogni anno, assieme alla nonna Lina, auguro a tutti un felice e sereno Natale 2024.
Nonno Antonio e nonna Lina
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