Giornata mondiale dei diritti dei bambini

Carissimi nipotini,
una volta tanto un argomento che interessa direttamente voi bambini!

Questo tema l’ho già trattato una prima volta qualche anno fa, ma credo che non ci si debba mai stancare di ricordare questa giornata per sottolineare soprattutto quanti bambini al giorno d’oggi non godono ancora di questi elementari diritti.

La giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza è stata fissata annualmente in questa data, a ricordo del 20 novembre 1989 quando l’ONU adottò la dichiarazione dei diritti dei fanciulli, mentre l’Italia l’ha ratificava il 27 maggio del 1991.

In sintesi i diritti dei bambini possono essere riassunti nel seguente decalogo:

Diritto a giocare.

Diritto al cibo.

Diritto di avere una casa.

Diritto alla salute e al benessere psicofisico.

Diritto all’educazione.

Diritto alla vita e a crescere in una famiglia.

Diritto di avere una nazionalità

Diritto all’uguaglianza.

Certo che per voi nipotini e per molti bambini dei “cosiddetti” paesi civilizzati questi diritti vi sembreranno ovvi.

Purtroppo non è così e ancora oggi in molte parti del mondo questi diritti non sono garantiti o non possono essere garantiti a causa delle condizioni geopolitiche sfavorevoli.

Ho voluto provare a documentarmi brevemente sulla situazione attuale dei bambini nel mondo e ho scoperto numeri raccapriccianti:

Nel mondo, attualmente, i bambini gravemente malnutriti sono circa 60 milioni e tra questi purtroppo circa un milione all’anno non ce la fa.

Circa 160 milioni di bambini vivono per strada perché non hanno una casa, una famiglia e una nazionalità, insomma è come se non esistessero.

Circa 250 milioni di bambini non hanno la possibilità di accedere ad un’istruzione scolastica.

Non mi spingo oltre nelle statistiche perché, di fronte ad una quantità così grande di bambini che lottano quotidianamente per avere il minimo indispensabile per vivere, mi commuovo e mi vergogno un po’ per il mio benessere e, spesso, per il mio superfluo.

Purtroppo questo è un problema molto complesso che non dipende solamente dalle condizioni geografiche sfavorevoli nelle quali un bambino si trova a nascere.

Spesso tutto parte da un profondo e atavico egoismo dell’animo umano che non si accontenta mai di quello che ha ma continua a voler accumulare ricchezze a danno dei più deboli.

Non voglio e non posso entrare nel merito di questo immenso problema e mi accontento di evidenziare la piccola morale che sempre è contenuta nelle favole tanto care ai bambini.

A questo scopo, riporto il racconto di Aida Dattola, un’insegnante della scuola primaria laureata in pedagogia che con la sua storia parla del diritto al gioco.

La storia dei bambini senza sorriso

C’era una volta, in un Paese lontano, un re molto cattivo e tanto avido di denaro da costringere anche i bambini a lavorare. Un giorno vietò loro di giocare e ordinò che fosse ucciso chiunque non avesse ubbidito.

Fu un giorno molto triste per le famiglie di quel regno: i bambini spensero i loro sorrisi e si guardarono intorno con occhi malinconici.

Il sole, che brillava alto nel cielo, si nascose dietro una nuvola per non assistere a quello strazio. 

Il re sembrava non far caso a quanto succedeva e costringeva i bambini a lavorare nei campi, per potersi arricchire ancora di più.

Le strade erano diventate silenziose; non si sentivano più le risate argentine dei bambini che giocavano a nascondino, i giocattoli giacevano nei bauli coperti di polvere…

Che tristezza la vita senza i giochi dei bambini!     

Il mago Diritto non sopportò a lungo quella situazione e si presentò a corte.

Con il suo fare garbato, ma deciso, disse al re:
-Sua Maestà, io difendo i diritti dei bambini e le assicuro che ogni bambino ha diritto di giocare, perché per lui il gioco è vita e dal gioco impara tante cose.

Il re si mise a ridere.

-Ah, sì- gli disse- cosa può imparare un bambino giocando, se non a sbucciarsi le ginocchia?-

Il mago Diritto diventò serio:
-La invito a far giocare di nuovo i bambini per rendere felice il suo regno.-

Il re aveva già chiamato le sue guardie per farlo cacciare, quando arrivò il giardiniere di corte con le lacrime agli occhi.

-Sua Maestà, mi aiuti, mio figlio sta per morire!-

-Certo- rispose il re- quanto denaro ti serve?-
– No, Sua Maestà, non mi serve denaro… Lei deve soltanto far giocare il mio bambino. Senza il gioco è senza vita ed ha perso il suo sorriso-.

Il mago Diritto guardò il re negli occhi, come per dirgli:

-Avevo ragione?-

E il re, compreso il suo errore, ordinò che tutti i bambini tornassero a giocare.

Le strade del regno si animarono, il sole brillò felice nel cielo e sulle bocche dei bambini tornò il sorriso.

Tutto il mondo fu felice, perché ai bambini di quel regno era garantito il diritto al gioco.

(Aida Dattola) 

Anche se questo diritto non è tra i più fondamentali per la sopravvivenza, lo dedico e lo auspico per i miei nipotini e per tutti i bambini del mondo.

Mi permetto inoltre di suggerire di utilizzare soprattutto quei giochi che implicano il movimento, la fantasia e il coinvolgimento di altri bambini.

Un caro saluto dal vostro nonno Antonio

Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *