Carissimi nipotini,
dopo la mia letterina del 20 febbraio in cui parlavo della grandezza umana di questo artista, mai mi sarei aspettato di ricevere in dono il suo libro con la dedica personale.
È stato un regalo graditissimo ed inaspettato.
Non so è stato frutto di una coincidenza o di un calcolo voluto, ma il testo mi è giunto il 1° di ottobre, esattamente alla vigilia della festa dei nonni.
Più bello e più appropriato di così non si poteva, quindi a Giovanni Allevi va il mio più grande grazie.

Grazie per l’omaggio del libro, ma soprattutto grazie per la condivisione della positività dei valori profondi che lui, in seguito alla sua malattia, è riuscito a far riemergere dal profondo del proprio animo.
Il libro non parla della storia triste e strappalacrime del percorso doloroso di una malattia.
La malattia, nelle sue varie fasi, appare in punta di piedi, quasi fosse un’intelaiatura attorno alla quale inizia e si manifesta la materia della ricerca e della scoperta di valori e di doni molto profondi e gioiosi.
“Non è della sofferenza che desidero parlare, ma della scoperta che tra le più grandi difficoltà della vita possono presentarsi risvolti sorprendenti. I doni, appunto”. (pag. 9).
“In questo libro vi parlerò di loro. Ne ho individuato nove, i più importanti per me, ma potrebbero essercene molti di più”. (pag. 14)
Ed ecco l’elenco dei nove doni: unicità – libertà – prospettiva – gratitudine – consapevolezza – riconoscenza – spirito – rigenerazione – tomorrow.
Non li passerò in rassegna ma lascerò che ciascuno li interpreti, o si immedesimi in essi a modo suo, gustando maggiormente le parole e i sentimenti così profondi e commoventi.
Assieme all’invito a leggere queste parole che fanno veramente bene all’anima, mi permetto di chiudere la mia letterina con delle piccole considerazioni personali.
In tutte le pagine del libro si respira una grande positività, una grande cultura , un grande amore per la natura e una grandissima forza di volontà.
Una forza di volontà che non si ferma davanti a niente e costituisce l’atteggiamento trainante e vincente di tutte le sue traversie e di tutta la sua vita.
Una vita impostata da sempre su una ricerca continua e quasi maniacale dell’originalità e della perfezione della musica, una musica che è per lui importante al pari dell’aria che respira.
La durissima prova della malattia lo ha costretto a fermarsi e a guardarsi dentro e questo gli ha consentito di far emergere, parallelamente alla ricerca della perfezione della musica, la ricerca continua ad una spiritualità della vita e della vera felicità.
Dal letto dell’ospedale scopre che la vera felicità dell’uomo, molto spesso non sta nei parametri umani tanto decantati dai media (successo, soldi e potere), ma nelle piccole cose quotidiane, nei colori di un’alba, di un tramonto, nel sorriso di un bimbo, nell’amore dei propri familiari o più semplicemente in piccole e quotidiane emozioni e gioie contenute nel nostro cuore.
Anche adesso che il peggio della malattia sembra essere scongiurato, Giovanni da buon “guerriero”, così come nel libro chiama tutti coloro che come lui devono affrontare quelle terribili malattie, continua a lottare quotidianamente con gli inevitabili cambiamenti, restrizioni e fatiche che la malattia ha lasciato sul suo corpo.
Continua a scrivere la sua musica, continua ad esibirsi sui palcoscenici.
Ora, non ha più importanza in quanti lo applaudiranno, l’importante è che lui riesca, attraverso le note che sembrano uscire direttamente dalla sua anima, a trasmettere quei sentimenti di ansia, ma anche e soprattutto di gioia, di amore e di ammirazione per gli enormi doni che la vita, generosamente, offre a tutti.
Il segreto sta nel volerli e saperli cercare. Per trovarli, non dobbiamo passare per forza attraverso le tribolazioni della malattia, ma basta fermarsi un attimo e guardare dentro la nostra mente e il nostro cuore.
Voglio chiudere con l’augurio che Giovanni Allevi ha messo come sottotitolo nel suo brano “Tomorrow”, il primo che ha scritto dopo aver avuto la certezza che i suoi globuli bianchi si stavano formando, aprendo così la strada alla rigenerazione del suo organismo:
“Perché domani, per tutti noi, ci sia sempre ad attenderci un giorno più bello!”
Grazie ancora al grande Giovanni Allevi per la sua lezione di vita e a voi nipotini e a tutti i lettori, un arrivederci alla prossima letterina.
Nonno Antonio
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Questo testo può essere adatto ad una ragazza di 15 anni? Grazie