Carissimi nipotini,
in fondo ad un cassetto ho trovato questo quadretto nel quale una sessantina di anni fa, i miei genitori avevano sistemato le fotografie della mia famiglia.
Coincidenza vuole che anche la mia famiglia fosse composta, esattamente come le vostre, da cinque persone: mamma, papà, più tre figli.
Il quadretto è abbastanza rovinato dal tempo, ma per me è molto prezioso per le immagini che contiene perché sono tra le pochissime foto che ho della mia famiglia al completo dell’epoca della mia infanzia.
Ero entrato in possesso di questo quadretto nel 2003 dopo la morte della mia mamma e la chiusura della casa di famiglia, ma allora lo avevo riposto in un cassetto perché mi suscitava troppi ricordi tristi.
Ora, a distanza di altri 20 anni, quando ormai ne ho quasi 74 anch’io, l’ho ritrovato e guardando le persone raffigurate, non ho potuto fare a meno di andare con la mente al periodo della mia infanzia assieme a tutta la mia famiglia.
Un miscuglio di ricordi e sentimenti allegri, tristi e nostalgici, mi ha travolto portandomi a ricordare e a rivivere fatti ed emozioni lontane.
Forse è per questo che io normalmente non amo andare a rovistare nei ricordi fotografici del passato.
Questa volta però mi sono sentito di doverlo fare per ricordare e omaggiare soprattutto i miei genitori, in modo da mantenerli vivi nel mio cuore e nei miei ricordi e farli conoscere e consegnare il loro ricordo e i loro volti anche a voi.

Come si può vedere il quadretto ha solo quattro fotografie con uno spazio vuoto all’interno e, legato con uno spago, un involucro di carta che contiene il vetrino che andava a riempire lo spazio centrale.
La carta che avvolge questo vetrino, altro non è che il telegramma di mio zio Don Giuseppe, fratello del mio papà, che il 29 gennaio del 1971 ha mandato alla mia mamma, per far sentire la sua vicinanza per la morte della sua mamma, la mia cara nonna materna Angela.
Strana coincidenza!
Probabilmente la foto del mio papà è stata tolta dopo la sua scomparsa il 3-05-1981 per fare l’immaginetta ricordo e il vetrino che copriva la foto, è stato avvolto da un telegramma di condoglianze di 10 anni prima.
Questo involucro, per una strana e singolare associazione che ignoro, ha unito e mi ha riportato alla mente quattro tra le persone più care: il mio caro papà scomparso il 3-05-1981, la mia cara mamma scomparsa il 3-07-2003, la mia cara nonna materna scomparsa il 28-01-1971 e il mio caro zio Don Giuseppe scomparso il 07-02-1995.
Dopo la mia mamma e il mio papà, anche la nonna e lo zio, hanno avuto una grandissima importanza negli affetti e nella crescita e formazione della mia infanzia e sicuramente più avanti tornerò a parlare di loro.
Ora voglio spendere due parole su un antico mezzo di comunicazione.
Il telegramma al giorno d’oggi è stato soppiantato dai numerosi, più veloci e meno costosi strumenti di comunicazione digitali.
È un po’ quello che è successo anche per la corrispondenza epistolare.
Telegrammi e lettere sono diventati uno strumento anacronistico che pochi nostalgici utilizzano ancora.
Io, forse a causa dell’età, sono tra quelli e mi piace ancora scrivere e conservare gli scritti che ho ricevuto e i telegrammi che erano la testimonianza della vicinanza di parenti e amici, in caso di lutto o di partecipazione alla gioia di eventi felici quali matrimoni, battesimi comunioni e cresime.

Ora una breve descrizione sul lavoro della piccola ristrutturazione del quadretto.
Ho tolto il cartoncino sul retro del quadro e i riquadri con gli ovali, entrambi fissati con dei piccoli chiodini ormai arrugginiti.
Ho rifatto i riquadri con gli ovali, preparandone uno anche per il posto centrale. Ho pulito accuratamente i vetri, e trovato una foto del mio papà, anche se quella di cui dispongo lo ritrae in un periodo successivo dell’epoca del contesto del gruppo familiare (peccato, però se non altro è più vicina al ricordo che io ho di lui).
Ho cercato di pulire le due striscette con motivi floreali ma non essendo di metallo, avevo paura di rovinarle e quindi ho ripiegato colorandole con una vernice color oro.
Avrei voluto sistemare anche la cornicetta di legno, ma ho scoperto che è ricoperta da un piccolo strato di gesso sul quale è stata poi stesa una vernicetta lucida.
La copertura di gesso è saltata via in più punti e con essa la vernicetta marrone.
Qualsiasi tentativo di riprenderla avrebbe peggiorato le cose, quindi l’ho lasciata così, limitandomi a coprire con un pennarello marrone le parti bianche del gesso.
Sarà la testimonianza del tempo che è passato e la garanzia dell’autenticità del quadro.
Alla fine, ho assemblato il tutto evitando di utilizzare nuovamente i chiodini.
Ed eccola qui la mia famiglia di oltre sessanta anni fa!
A parte le foto dei miei genitori che sono riconoscibilissimi dall’età, lascio a voi individuare quale sono io e cercare nei miei lineamenti qualche tratto, qualche parallelo con il nonno che sono ora, con i vostri genitori o con voi.
Un caro saluto e un abbraccio dal vostro nonno Antonio
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