Gressoney con i bambini

Abbiamo trascorso tre giorni a Gressoney (in estate) con i bambini e condividiamo qualche suggerimento utile a organizzare una vacanza in questa splendida zona.

Qualche dato. In apertura ho parlato impropriamente di Gressoney, volendomi riferire ai due comuni confinanti Gressoney-Saint-Jean e Gressoney-La-Trinité.

Siamo in Valle d’Aosta, ad un’altitudine che spazia dai 1385 di Saint-Jean ai 1627 de La-Trinité, in un contesto molto scenografico con la vista sul ghiacciaio del Lyskamm e sul massiccio del Monte Rosa.

È la Valle del Lys, torrente che nasce proprio dal ghiacciaio per sfociare dopo tutto il suo corso nella Dora Baltea a Point-Saint-Martin.

Particolarità di questa parte della Valle d’Aosta è rappresentata dal legame con la comunità Walser, una popolazione di origine germanica giunta in questa zona più di 800 anni fa dal Colle del Teodulo.

Il patrimonio tradizionale è mantenuto vivo dal Centro Culturale Walser e dal gruppo folkloristico e si riflette nell’originale architettura con i caratteristici stadel, oltre che nel Titsch, una lingua locale vera e propria più che un dialetto.

L’offerta in termini di escursioni e esperienze da vivere in loco è davvero molto ampia. Come amiamo fare, qui troverete soltanto quanto abbiamo sperimentato personalmente.

Passeggiata da Gressoney-La-Trinité a Gressoney Saint-Jean con visita al Castello Savoia.

Itinerario facile, alla portata dei bambini. Si segnala soltanto che la lunghezza è di poco superiore ai 6 km. Noi, per il ritorno, abbiamo utilizzato il servizio di autobus pubblico.

Il dislivello è contenuto, di poco superiore ai 200 metri e, se lo percorrete da La-Trinité a Saint-Jean, è tutto in leggera discesa.

Il percorso costeggia nella quasi totalità il torrente Lys, troverete diverse possibilità per prendere acqua e sarà l’occasione per vedere alcune dei più bei villaggi Walser della zona.

Castello Savoia. Si tratta della residenza estiva della Regina Margherita di Savoia e si trova a pochi passi dal Lys, a Gressoney-Saint-Jean.

Consigliabile una visita agli interni. Acquistando il biglietto, anche direttamente in loco, si deve scegliere un orario.

L’accesso è consentito a gruppi con numero chiuso, accompagnati da una guida.

In circa 45 minuti si scoprono stanze, angoli, aneddoti e storie legate a questa castello fatato, alla sua padrona di casa che tanto ha amato queste terre.

Da Gressoney-La-Trinitè ai villaggi di Alpenzù Piccolo e Alpenzù Grande.

Poco più di 3 chilometri per un dislivello di circa 400 metri, portano a scoprire questi due villaggi davvero molto belli.

Una passeggiata un poco più impegnativa rispetto alla precedente ma comunque alla portata anche dei più piccoli, a patto che non siano alle primissime passeggiate.

Passando da boschi e pascoli, si raggiungono prima il villaggio di Alpenzù piccolo e, poco dopo, quello di Alpenzù grande, dove si trova anche un rifugio per rifocillarsi.

Siamo sul percorso del Grande Sentiero dei Walser, l’itinerario percorso dalle popolazioni d’oltralpe che, dal XII secolo, decisero di spostarsi qui.

Giunti ad Alpenzù Grande, ci sono due opzioni. Ritornare sui propri passi verso La-Trinitè oppure percorrere una mulattiera che porta a Saint-Jean.

Dove dormire? Nella nostra breve vacanza a Gressoney-La-Trinité siamo stati ospiti dell’Hotel Lo Scoiattolo.

Con vista davvero splendida sul Lyskamm e sul Rosa, l’hotel ha un’ampissima offerta di servizi per i propri ospiti, una cucina ottima (provare per credere!) e un’attenzione particolare per i bambini.

Personalmente, ho molto apprezzato la disponibilità dello staff nell’aiutarci a trovare soluzioni per le escursioni da vivere nella zona e per l’organizzazione degli spostamenti. Un valore aggiunto!

Per noi si è trattata di un’esperienza molto positiva.

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