Anniversario della morte di Papa Giovanni XXIII

Carissimi nipotini,
in occasione del 61° anniversario della sua morte, desidero ricordare il grande Papa, soprannominato anche “Papa buono” per la sua indole gentile e per il suo costante sorriso, al quale sono particolarmente affezionato e devoto tanto da chiamarlo affettuosamente “Papò Gioanì” utilizzando il termine dilettale bergamasco che ci accomuna per provincia di nascita.

Probabilmente voi bambini, finora, non avrete mai sentito nominare questo grande Papa ma potrete trovare facilmente le notizie della sua vita e delle sue opere sull’enorme materiale scritto e fotografico.

Io mi limito a riassumere brevemente la sua biografia.

Angelo Roncalli è nato a Sotto il Monte in provincia di Bergamo il 25 novembre del 1881.

È stato eletto Papa il 28 ottobre del 1958 scegliendo il nome di Giovanni XXIII.

È morto a Roma il 3 giugno del 1963.

È stato beatificato il 3 settembre del 2000 e canonizzato il 27 aprile del 2014 da Papa Francesco.

La Chiesa lo festeggia l’11 di ottobre data che ricorda l’apertura del Concilio Vaticano II, avvenuta appunto l’11 ottobre del 1962, da lui fortemente voluto.

Riservo a momenti successivi l’approfondimento di alcuni dei tanti fatti e dei tanti e discorsi toccanti del “Papa Buono”.

Quest’anno voglio riportare il modo curioso in cui il grande Papa è entrato nella mia vita lavorativa.

Eravamo attorno al 1990 e lavoravo da 3/4 anni alla tessitura Perego di Cisano Bergamasco.

L’azienda, in quegli anni, aveva deciso di fare un salto di qualità, integrando i tradizionali telai a licci con le prime macchine jacquard elettroniche Staubli.

In virtù delle mie conoscenze sulla lavorazione jacquard che avevo acquisito nella mia precedente esperienza lavorativa alla Galimberti di Osnago, partecipai alla visita alla sede centrale della Staubli di Lione, dove vennero definiti i particolari per l’acquisto delle prime tre macchine.

Installate le macchine, e collegate al telaio con i padiglioni (le cordicine che collegano la macchina ai fili di ordito), restava da scegliere e acquistare il giusto hardware e software per realizzare i disegni che tradotti su dischetto, sarebbe andati ad alimentare le macchine.

Come prova della capacità del “cad da disegno” individuato chiesi alla ditta produttrice che mi venisse realizzata l’immagine di Papa Giovanni.

Il concetto con il quale il cad lavora è quello di separare tutte le varie sfumature di un disegno, colorando ciascuna di esse con un colore simbolico al quale verrà poi assegnato un diverso intreccio che in gergo tecnico si chiama armatura.

Ho preso quindi una delle tante immaginette che ritraggono Papa Giovanni e  sono andato ad isolare e a colorare in modo diverso i vari effetti e le varie sfumature lasciando in bianco e nero sfumato solamente il viso e le mani.

Conoscendo l’impostazione della macchina e del tessuto sul quale sarei andato a realizzare il campione, nei due bozzetti, ho indicato il numero dei fili e delle trame che avrebbero composto il disegno.

A questo punto sono andato ad assegnare un diverso intreccio per ogni colore  e per ogni intensità di grigio così come è descritto e disegnato nelle specifiche allegate.

Tutte le indicazioni necessarie per realizzare il disegno sono ormai complete e pronte per essere caricate nel cad che andrà a realizzare il disegno tecnico che servirà per riprodurre il più fedelmente possibile l’immagine.

Naturalmente rimane fondamentale la mano dell’uomo che serve per dare una progressione armonica, agevolare e correggere le varie sfumature dell’intreccio.

Per far capire come l’operatore del cad vedrà trasformato a video il proprio disegno e non avendo la possibilità di mostrare quello specifico, allego uno spaccato di m.i.c. manuale (m.i.c. – letteralmente sta per messa su carta tecnica quadrettata di un qualsiasi disegno, secondo la riduzione del tessuto sul quale lo si vuole riprodurre).

In pratica è come se guardassimo il tessuto con una grossa lente di ingrandimento che ci mostra esattamente com’è l’intreccio.

Normalmente, nelle m.i.c. manuali si usava il rosso perché è un colore molto evidente e i quadratini rossi, così come i puntini neri del fondo, stanno ad indicare che in quel punto l’ordito rimane sopra, mentre i quadratini bianchi e in questo caso anche quelli gialli rappresentano la trama che rimane sotto.

Questo però è solo un accenno tecnico della tessitura, piuttosto difficile da capire che riprenderò eventualmente più avanti con esempi più semplici.

A questo punto non mi resta che inserire il dischetto nel controllore della jacquard e seguire l’avanzare del tessuto che è stato realizzato con un ordito bianco e una trama blu scuro.

Naturalmente questo è solo un tessuto semplice, con un solo ordito e una sola trama, e non a niente a che vedere con la complessità e la definizione dei particolari degli arazzi.

L’immagine è comunque fedele all’originale ed è servita a dimostrare la validità del cad da disegno.

Per l’affetto e la venerazione che nutro per “il Papa buono”, ne sto incorniciando uno che metterò in bella mostra nella sala di casa mia.

Nonno Antonio

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