Una culla per le bambole

Carissimi nipotini,
questa volta mi rivolgo in particolare alle mie due nipotine e a tutte le bambine e ai bambini che si appassionano al gioco delle bambole.

Parlare di gioco non è corretto perché spesso le bambole diventano vere e proprie compagne di vita con le quali condividere le proprie fantasie, le proprie ansie e i propri sentimenti di gioia.

Le bambole hanno origini antichissime e la prima bambola ritrovata risale addirittura a circa 4.000 anni fa.

I materiali usati per la costruzione del corpo sono svariati: creta, legno, stoffa, cera, porcellana, gomma, ecc., il tutto impreziosito con vestiti e con fili di vario materiale e colore.

Spesso i materiali con i quali vengono realizzate, o le sembianze più o meno reali, non hanno molta importanza perché ogni bambina si affeziona alla propria bambola e se ne prende cura come se fosse la sua creatura.

Le bambine tendono a riprodurre i gesti della propria mamma e quindi le abbracciano, le portano a letto insieme a loro, le parlano, le preparano la pappa, le danno il biberon, le cambiano il pannolino, le vestono, le mettono nella culla, le coprono con una copertina, le cullano e le cantano la ninna nanna.

In questo modo stimolano la loro fantasia ed esprimono il loro senso materno.

È appunto osservando i giochi delle mie nipotine con le bambole che ho pensato di preparare per loro una culla.

Come sempre mi aiuto ricercando alcune idee in internet e quando trovo quello che mi piace incomincio a realizzare il modello in cartone in modo da poter valutare meglio la forma e le misure.

Passo quindi a disegnare su cartoncino in misura reale le varie parti.

Come si può vedere dai modellini, le due testate hanno degli intarsi che ricordano in qualche modo le testate dei letti normali, mentre la parte bassa è arrotondata a mezzaluna in modo da rendere la culla basculante.

Sulle due spondine laterali ho pensato di riprodurre i due momenti fondamentali della giornata: la luna e le stelle rappresentano il lato della notte quando le bambole vengono sistemate nella culla per essere addormentate, mentre il sole e i fiori rappresentano il mattino quando le bambole si svegliano assieme alle loro piccole mamme.

Un semplice rettangolo rappresenta poi il fondo della culla.

Ora, preso un foglio di compensato di recupero dallo spessore di un centimetro, come sempre regalo del mio amico Gabriele, vado a riportare con la matita le cinque parti che compongono l’intera culla.

Con il trapano pratico un foro all’interno di ogni intarsio in modo da poter entrare con la lama del seghetto alternativo.

Dato che i disegni degli intarsi hanno spazi stretti e forme arrotondate, per ricavarli ho dovuto usare una lama particolarmente sottile e molta pazienza, rifinendo alla fine con una piccola lima.

Terminato il lavoro di taglio degli intarsi, ho tagliato lungo il perimetro esterno ed ecco pronti i miei cinque componenti della culla.

A questo punto non mi rimane che assemblare il tutto con colla vinilica e qualche piccolo chiodino.

Nel frattempo la nonna Lina, con materiali di recupero, con pazienza e maestria, ha preparato un materassino, un piccolo cuscino e una copertina.

La culla è stata rivestita di tutto il necessario ed è pronta per accogliere le bambole delle nostre nipoti.

Anche il modello di cartone non è andato distrutto, ma è stato rinforzato ed è andato ad allietare la più piccola delle nipotine che l’ha poi colorata a suo gusto e piacere.

Ai nonni rimane la soddisfazione di aver costruito un oggetto carino utilizzando materiali di recupero e la gioia delle nostre nipotine alla vista delle due culle.

Nonno Antonio e nonna Lina

Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *