“Il padre che c’è in me” di Alberto Pellai

Carissimi nipotini,
quest’anno voglio ricordare e commentare la festa del papà in un modo un po’ insolito.

In questa festa solitamente sono i figli a fare gli auguri ai papà, mentre quest’anno vogliono essere i papà a ringraziare e a fare gli auguri ai figli per ricordare il grande amore per loro e la gioia di essere genitore.

Insomma è una festa un po’ al rovescio ma è una festa ancora più grande.

Assieme alla tradizionale constatazione e dichiarazione di amore dei figli per i papà, si aggiunge la constatazione e la dichiarazione di amore dei papà verso i propri figli.

L’idea mi è venuta leggendo una bellissima poesia del famoso psicologo e scrittore Dott. Alberto Pellai tratta dal suo libro “La vita si impara” e mi permetto di riportarla integralmente.

Il padre che c’è in me.

Mi guardi e dentro ai tuoi occhi io trovo il senso di me.

Mi stringi forte la mano e capisco chi sono per te.

Se calmo ti addormenti, quando placo una tua paura,
mi mostri a che serve un padre e che la vita è preziosa e pura.

Che gioia bambino mio vederti crescere giorno per giorno.

La vita insieme è un viaggio di sola andata e senza ritorno.

Nell’esserti genitore, comprendo il significato
di quel mio cuore impazzito, il giorno in cui sei nato.

Un uomo che si fa padre tocca il cielo con un dito.

Tenere un figlio tra le braccia ti proietta nell’infinito.

Mi hai fatto alzare lo sguardo, mi hai fatto battere il cuore,
mi hai dato gioie e fatiche, mi hai reso un uomo migliore.

(Dott. Alberto Pellai)

Credo che non ci siano parole migliori per  descrivere i sentimenti del diventare e dell’essere padre.

Sentimenti che ho provato ormai oltre quaranta anni fa ma sono sentimenti ed emozioni che non si dimenticano più.

Anche ora che i miei due figli hanno passato la quarantina, per me sono e rimarranno sempre figli.

Le emozioni e le preoccupazioni dell’essere padre continuano, anzi direi che si amplificano, infatti si sa che con l’avanzare dell’età si è più facili alla commozione e anche alle preoccupazioni.

Ora io mi specchio orgoglioso negli uomini che sono diventati, nelle famiglie e nei nipotini che mi hanno regalato.

La gioia che provo tenendo in braccio i miei nipotini mi ricorda la gioia che provavo quando tenevo in braccio i miei figli.

Come nel finale della poesia, il mio cuore batte forte e io alzo riconoscente il mio sguardo verso il cielo riuscendo ad intravvedere l’azzurro dell’infinito.

Nonno Antonio

Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *