L’importanza di un costante esercizio fisico

La vita è come la bicicletta: per stare in equilibrio, bisogna muoversi. (A. Einstein)

Carissimi nipotini,
al giorno d’oggi, sono sempre più diffusi monopattini e volopattini elettrici, ascensori, scale mobili, sistemi pneumatici di sollevamento dei pesi, biciclette a pedalata assistita, motorini, auto, aerei…

La tecnologia progredisce sempre di più e va a soddisfare il desiderio innato dell’uomo di non fare fatica.

Oltre alla considerevole riduzione dell’attività fisica, la tecnologia, con l’utilizzo quasi continuo durante le ore di veglia giornaliere di televisori, schermi di computer, smartphone o cellulari, costringe ad assume delle posizioni rigide e innaturali per l’uomo.

Per questi motivi è più che mai necessario pensare a riattivare tutti i muscoli del nostro corpo, muscoli che diversamente tendono ad atrofizzarsi riducendo lentamente le loro funzioni e potenzialità e rischiando di produrre danni che, alla lunga, possono risultare anche molto seri.

Dall’alto dei miei 73 anni, mi sento di consigliare e spingere fin da piccoli ad una corretta “Educazione fisica” e di sponsorizzare l’incremento al movimento.

Movimento che, per chi ha la fortuna di abitare in un contesto tranquillo come il nostro dove esistono ancora percorsi nel cuore del verde, può tradursi in lunghe passeggiate o piccole corsette a contatto della natura.

L’immersione nella natura, il respirare aria più pulita, il godere della vista di cieli aperti e di paesaggi bucolici aiuta parallelamente a ritemprare il morale.

Non tutti però hanno la fortuna di avere ancora a disposizione delle aree verdi e non sempre la camminata o la corsetta riescono ad attivare i circa 650 muscoli presenti nel nostro corpo.

Chi ha subito dei traumi o coloro un po’ avanti negli anni come me che con il tempo hanno accumulato alcuni piccoli dolorini, hanno bisogno di essere curati con dei movimenti specifici e ripetuti.

Il consolidamento del benessere e la riduzione dei carichi lavorativi hanno generato la necessità di riempire una sempre maggiore quantità di tempo libero.

Parallelamente, la crescente consapevolezza e attenzione alla cura dell’aspetto fisico hanno favorito la nascita di molte palestre.

La maggioranza di queste sono finalizzate semplicemente al miglioramento dell’aspetto fisico secondo i canoni estetici propagandati dai media e quindi alla riduzione della massa grassa e al rafforzamento di quella muscolare.

Alcune invece si sono specializzate nella crescita armoniosa dei ragazzi, nella prevenzione e nella cura di problemi posturali, nelle riabilitazioni muscolari in seguito a traumi o ad interventi chirurgici e nel mantenimento delle funzioni muscolari globali nelle persone adulte e anziane.

È in questa ottica che una trentina di anni fa il dottore e atleta Paolo Angaroni ha aperto, a Cernusco Lombardone, una palestra chiamandola con la significativa sigla “Cefi” che sono appunto le iniziali di Centro di educazione fisica italiana”.

Il significato originale del termine la definisce così: “L’educazione fisica è l’insieme di esercizi tendenti a rendere più robusto il corpo e a favorirne l’armonioso sviluppo psicofisico”.

Questa definizione, conoscendo e frequentando questa palestra da alcuni anni, credo proprio che incarni perfettamente i servizi e le finalità offerte da questo centro di eccellenza.

Quattro o cinque anni fa un giovane appassionato e promettente laureando in scienze motorie e sportive, Daniele Carozzi, venne a fare lo stage in questa palestra e se ne innamorò al punto che una volta laureato, affiancò Paolo per poi rilevarne l’attività.

Il suo è stato comunque un cambio nella continuità e nella professionalità perché le sue competenze nulla hanno tolto alla sua umiltà e umanità che gli hanno suggerito di avvalersi ancora della consulenza e dell’aiuto sporadico del fondatore Paolo.

La palestra, pur completa di ogni attrezzatura, non è grandissima e questo permette a tutti di conoscersi e di lavorare in un clima sereno.

Ogni socio e non cliente, singolare e significativa anche la definizione dei vari frequentatori della palestra, all’arrivo per la prima volta, viene sottoposto ad una accuratissima visita.

Attraverso l’ascolto dei problemi e delle aspettative individuali e attraverso misurazioni e piccoli test motori, viene elaborata una scheda personale che viene illustrata pazientemente al socio e viene cambiata ogni circa tre mesi.

Daniele, come prima Paolo, sono costantemente presenti e attenti alla corretta esecuzione dei singoli esercizi.

Daniele, all’arrivo di ciascun socio, lo saluta sempre affettuosamente con il proprio nome.

Di tanto in tanto ti si avvicina, ti da una pacca sulla spalla per chiedere come va.

Nel corso della seduta che di solito dura circa un’ora può capitare una piccola chiacchierata per chiarimenti sulla corretta esecuzione di un esercizio o sugli effetti problematici di questo sul proprio corpo o semplicemente per commentare gli eventi sportivi o gli avvenimenti di cronaca.

Al termine degli esercizi lasciando la palestra, non manca mai da parte di ciascuno, il saluto a Daniele o a Paolo che contraccambiano uniti a tutti i soci ancora presenti nella palestra.

Insomma si respira e si vive un clima veramente sereno e familiare che aiuta e fa sembrare meno pesante l’esecuzione degli esercizi stessi.

Nel corso degli anni, Paolo prima e Daniele poi, non si sono accontentati della laurea iniziale, ma hanno continuato a studiare e a specializzarsi in tecniche specifiche che non sto ad elencare ma che vi invito a ricercare nei siti interessati o andando a fare una visita senza impegno alla palestra.

Voglio chiudere con una piccola osservazione e curiosità personale.

Questa ginnastica, questo insieme di esercizi specifici per ciascun problema e persona, non sono magici e non risolvono immediatamente i problemi.

I loro effetti benefici si avvertono nel tempo, nella costanza e nella perseveranza.

Un effetto tangibile e in qualche modo curioso che ho avvertito la prima volta e che si ripete ad ogni fine seduta, è un senso di momentaneo benessere generale e di momentaneo allungamento del corpo.

Quando entro in macchina per far ritorno a casa, mi sembra di essere più alto e mi viene tentazione di regolare lo specchietto retrovisore.

Curiosa e significativa è anche la frase di Albert Einstein che compare spesso nelle brochure e nei siti della palestra e che paragona la vita dell’uomo ad una bicicletta, mezzo tanto caro a Paolo e che gli ha consentito di compiere importanti imprese sportive.

Io mi sono permesso di riprenderla e di metterla in apertura di questa mia letterina.

Voglio chiudere questa mia piccola chiacchierata/riflessione in merito all’importanza di mantenere in forma il nostro corpo, sperando di avervi incuriositi se non addirittura “innamorati” del piacere del benessere fisico, invitandovi a perpetuarlo in natura e magari a visitare questo o altri centri specializzati.

Un grazie e un saluto a voi nipotini, a Paolo, a Daniele e a tutti i soci della palestra.

Nonno Antonio

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