Quando il romanticismo era ancora di moda

Auguri per il compleanno di mia moglie Lina con un pensiero scritto per lei 53 anni fa

Carissimi nipotini,
nell’occasione del 2 febbraio, compleanno della vostra nonna Lina, mi sono ricordato del pensiero che gli avevo scritto per l’occasione del compleanno dell’allora mia fidanzata, e ora vostra nonna, Lina.

Voglio riproporre pubblicamente a mia moglie Lina queste parole a conferma dei sentimenti di allora e come augurio e conferma dell’amore di oggi, amore che si è consolidato e ha generato quella numerosa e bellissima famiglia della quale voi siate una parte integrante e fondamentale e rappresentate la nostra proiezione ideale nel futuro.

Ho già detto in altre letterine che la vostra nonna Lina da nubile abitava in una frazione del comune di Costa Volpino, chiamata “Fermata Castello”.

Il nome derivava dal fatto che lì si fermavano le corriere di linea per far scendere o salire le persone che abitavano a Castelfranco di Rogno.

Infatti, proprio di fronte alla casa della nonna, c’era una stradina allora poco più di una mulattiera, che con una camminata in salita di un paio di chilometri, portava al paese di Castello.

Ho fatto questa premessa perché il pensiero che avevo scritto per lei e che ora gli voglio condividere con voi, è intitolato proprio così.

Fermata Castello.

Alla Fermata, alla Fermata Castello,
ecco lì c’è un cancello
e nel cancello una bella fanciulla
una fanciulla pulita e amabile e,
quando passa l’automobile,
l’automobile piccola e verde,
lei saluta quel verde
scopo di vita, speranza d’amore.

Saluta il barbetta, il suo volto ricorda
nel suo volto riposa.
Verde, rosa
di nuovo verde e poi sempre rosa,
Dio quando mi sposa?
Una casa, un bambino,
e il mio bel maritino.

Sogno o son desto?
Cosa voglio più di questo?
Il lavoro è pesante,
le delusioni sono tante,
ma tu amore sei confortante.

Tuo per sempre Antonio.

Questi pensieri di augurio non hanno alcuna pretesa letteraria.

Essi sono la fotografia dei sentimenti e della situazione di allora e accanto alla dichiarazione d’amore, traspare un velo di tristezza che deriva dall’immagine delle mie forzate partenze dal paese, al lunedì mattina.

Dovete infatti sapere che nel giugno del 1972 sono stato assunto nella tessitura Galimberti di Osnago che allora era provincia di Como.

Dalla Rondinera di Rogno, mio paese natale, Osnago distava 80 chilometri ma allora le strade non erano scorrevoli come adesso e per percorrere questa distanza mi ci volevano almeno due ore e quindi era impensabile poter fare i pendolari giornalieri.

Inoltre l’unico mezzo che potevo permettermi non era molto performante perché era una FIAT 500 di seconda mano, di colore verdino come appunto descritto nella poesia.

Per questo motivo, avevo trovato ad Osnago una pensioncina economica dove soggiornavo dal lunedì al venerdì.

Al lunedì mattina, alle 6 in punto partivo dalla Rondinera e la nonna Lina, allora sedicenne, si costringeva ad un’alzataccia per venire alla finestra a salutarmi mentre passavo.

Uno sguardo fugace, un suono di clacson e, con il cuore gonfio, mi avviavo alla mia settimana lavorativa, mentre la nonna Lina, asciugandosi una lacrima, rientrava in casa per iniziare la propria settimana, nell’attesa che venisse in fretta un nuovo venerdì.

All’epoca non esistevano i cellulari e non ci potevamo nemmeno telefonare perché poche famiglie potevano permettersi un telefono in casa.

Appena arrivato ad Osnago mi precipitavo a mandarle una cartolina e altrettanto faceva lei.

Non importa se a volte il venerdì le reciproche cartoline non erano ancora arrivate a destinazione, l’importante era che entrambi avevamo pensato uno all’altro.

Ricordando questi fatti ci commuoviamo ancora oggi.

E, ancora oggi abbiamo mantenuto questo rito di salutarci alla finestra quando uno dei due, di solito sono io, esce da casa anche per poco tempo.

Questo pensiero, nel quale ho cercato di rincorrere una rima, era appunto dettato dal grande sentimento d’amore, dalla fatica di quel forzato e momentaneo allontanamento e dal desiderio di raggiungere il sogno di ogni innamorato di sposarsi, vivere assieme e formare la propria famiglia.

Nell’augurare anche a voi di provare questi sentimenti per la persona della quale vi innamorerete, rinnovo pubblicamente a mia moglie Lina i miei sentimenti d’amore e miei più sinceri auguri per tanti e tanti altri anni di vita assieme.

Nonno Antonio

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