Gesù bambino venuto dal mare

Carissimi nipotini,
vi ho già parlato, qualche giorno fa, del presepe che ho allestito a casa mia, ma per quest’anno vorrei farvi gli auguri con un presepe vivente, non di quelli sceneggiati con i personaggi tradizionali di 2000 anni fa, ma una nascita reale in un contesto di estrema povertà.



È la scena di uno sbarco di migranti, uno dei tanti che ogni giorno si svolge nella nostra isola di Lampedusa, la più vicina geograficamente all’Africa e quindi ponte naturale per raggiungere l’Italia e l’Europa.

È proprio dall’osservazione di uno di questi arrivi, avvenuto in prossimità del natale scorso, che Mariella Panzeri, un’insegnante in pensione, matura l’idea di scrivere un libro per bambini che descrive un natale diverso da quello ricco e ovattato al quale siamo abituati.

Una nascita che impersona il vero spirito del natale e che punta a sensibilizzare i bambini al valore della solidarietà.

L’album, che poi verrà arricchito dalle illustrazioni della figlia Silvia, ha un titolo eloquente e inquietante allo stesso tempo.

Il testo, proprio perché pensato per bambini, è molto breve e fa quasi da corollario alle illustrazioni che la fanno da padrone.

Molto interessanti sono le notizie e le riflessioni della giornalista Sabina Pignattaro che in un suo articolo parla appunto di questo prezioso album che è scritto per bambini ma piace e fa riflettere anche gli adulti.

Per spiegare questa opera mi avvarrò quindi delle interviste e delle riflessioni della giornalista.

“Gesù bambino venuto dal mare”

Dall’articolo della giornalista, riportiamo una breve sintesi del libro.

È inverno e il piccolo borgo marinaro si prepara a festeggiare il Natale. Nel silenzio della notte un barcone sbanda in balia delle onde, ma nessuno è perduto.

La prima a scendere è una donna incinta, una madonna della pelle scura.

E mentre tutti vengono avvolti nelle coperte termiche, dorate e luccicanti, sotto una tenda nasce un bambino.

Soccorritori e migranti, che si muovono nella tendopoli allestita sulla banchina del porto, diventano le figure di un moderno presepe vivente, che rievoca i pastori e i re magi di duemila anni fa.

Ad una intervista della Pignattaro, l’autrice, risponde così:

«L’idea di “Gesù Bambino venuto dal mare” è nata dalle riflessioni e dai sentimenti suscitati dalle quotidiane cronache degli sbarchi, spesso drammatici, di migranti sulle coste italiane».

«In particolare, mi aveva colpito ed emozionato molto uno sbarco accaduto nel periodo dello scorso Natale, per la mobilitazione straordinaria e generosa della popolazione.

Così ho iniziato a pensare ad un racconto, in cui il tema dei migranti s’intrecciasse col vero significato del Natale e, a poco a poco, ho trovato le similitudini che mia figlia Silvia avrebbe saputo interpretare con la sua sensibilità artistica: la luce bianca del faro, che solca il cielo come una cometa; le coperte dorate in cui vengono avvolti i naufraghi, come i mantelli dei Re Magi; un bambino che nasce sotto una tenda, come Gesù in una povera grotta; gli abitanti che portano doni ai migranti, come i pastori duemila anni fa; la stella cometa accesa nel campo, come segno di speranza e di gioia per chi ha accolto e per chi è stato accolto».

La figlia Silvia, intervistata dalla giornalista, spiega così le sue illustrazioni e la scelta dei colori.

«Per ricreare quella atmosfera di stupore e magia che il periodo natalizio porta con sé, ho utilizzato nella prima parte del libro i blu, i viola e il nero, che pur esprimono la drammaticità di un salvataggio, sono sempre rischiarati da un segno luminoso, che dà gioia e speranza: la luce del faro, le stelle, le luci del Natale.

Mentre i colori più accesi e caldi (i rossi, gli arancioni, i gialli) li ho scelti per restituire il calore della risposta generosa dei soccorritori e al sentimento di gratitudine dei naufraghi».

La giornalista sintetizza lo scopo del lavoro letterario di Mariella e Silvia in queste parole: “Tenere vivo l’interesse verso il problema complesso delle migrazioni e sensibilizzare i bambini al valore universale della solidarietà”.

Conclude poi il suo articolo con l’ultimo pensiero raccolto dall’autrice:

 «Per questo abbiamo dedicato il nostro lavoro alle tante persone o associazioni, impegnate da anni sul fronte dell’accoglienza di chi fugge da situazioni estreme di guerra o di povertà, di chi lascia la propria terra con la speranza di un futuro migliore.

“Siamo tutti sulla stessa barca … compagni dello stesso viaggio” dice Papa Francesco.

Ci auguriamo che il libro venga accolto con lo spirito con cui è stato scritto e illustrato: “Per raccontare una storia di Natale fatta di sguardi e di gesti buoni, in cui la nascita di una vita è segno di speranza per tutti”.

Questo è l’augurio che facciamo nostro e estendiamo a voi tutti.

Ancora carissimi auguri da nonno Antonio e nonna Lina

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