Inghilterra del Sud: da Londra alla Cornovaglia

Alessandra e Marco ci portano con i loro bambini e il loro camper in un viaggio nell’Inghilterra del Sud, da Londra alla Cornovaglia.

Mancano ormai pochi giorni alla tanto attesa partenza estiva o alla “vacanza quella lunga” come ama chiamarla Gabriele.

L’entusiasmo tra i nostri ragazzi è alle stelle e sinceramente lo è anche per me che non ci torno dai tempi del liceo: finalmente si va a Londra!

Navigatore impostato e si parte in direzione nord. Il trasferimento di andata decidiamo di affrontarlo con estrema calma per evitare di imbarcarci a Calais nel caos del weekend e con le tariffe delle tratte marittime nettamente più elevate.

Dopo aver attraversato la Svizzera, che si rileva sempre impegnativa, non perché siano tanti i km ma per le strade poco scorrevoli e per l’attesa al traforo del San Gottardo, ci fermiamo per la notte nel parcheggio dell’Ecomuseo di Alsazia dove ci imbattiamo casualmente in una grande festa locale dove spopolano abiti e balli tradizionali.

Altra giornata di trasferimento e nel pomeriggio visitiamo la graziosa cittadina di Laon situata nel nord della Francia.

Per il pernottamento preferiamo spostarci nel vicino e tranquillo borgo di Bruyères et Montbèrault dove un piccolo e ordinato parcheggio camper ci aspetta.

Ormai siamo nei pressi di Calais dove lunedì di prima mattina ci imbarcheremo per Dover e per sfruttare al meglio la giornata di sole scegliamo il centro turistico di Wissant dove c’è un’area di sosta funzionale ed in fase di ultimazione che al momento del nostro passaggio è ancora gratuita.

Il caratteristico paese di mare ha una spiaggia di dimensioni importanti, i kite surf sfrecciano a tutta velocità e le dune circostanti sono l’attrattiva principale per i bambini che si divertono a correre fino in cima e a rotolarsi giù a più non posso!

Sopra la baia sono presenti anche alcuni resti di case matte della Seconda Guerra Mondiale.

Per la traversata rimaniamo “fedeli” alla P&O ferries che ci accompagna fino alle famosissime bianche scogliere di Dover:  eccoci, siamo in Gran Bretagna dove inizia il nostro vero viaggio.

Londra dista circa 2 ore di strada, raggiungiamo il camping Abbey Wood (prenotato in anticipo) per l’ora di pranzo, una rifocillata e poi via verso la prima giornata nella city.

In una decina di minuti a piedi si arriva alla stazione di Abbey Wood che è il capolinea dell’Elizabeth line che in circa 30 minuti porta in centro città.

Londra ha davvero molto da offrire sia come monumenti che come musei e meriterebbe almeno una settimana di permanenza, ma noi dobbiamo sfruttare al massimo i 3 giorni che abbiamo a disposizione.

Sotto una pioggerellina prettamente londinese iniziamo la nostra visita dalla zona del Leadenhall, famoso mercato al coperto ed anche noto set cinematografico.

Infatti è proprio qui che i nostri ragazzi riconoscono le scene della loro amatissima saga di Harry Potter.

Sempre in questo moderno quartiere si trovano numerosi palazzi dall’architettura slanciata dove presumibilmente si muove gran parte dell’economia e della finanza del Paese.

Purtroppo o per fortuna non riusciamo a far coincidere il nostro passaggio con la vista della city dall’alto salendo allo Sky Garden, ma grazie ai consigli di chi a Londra ci ha vissuto sappiamo che esistono altre buone opzioni, tra l’altro gratuite, come il The Garden at 120 per godersi comunque un buon panorama della città e del Tower bridge che vediamo prima dall’alto e poi giù su uno dei ponti più famosi e fotografati del mondo.

A tal proposito, per una bella foto vi consigliamo di decentrarvi di qualche decina di metri ed infilarvi nel Maggie Blake’s cause da cui si ha una bella veduta del ponte.

Una bella passeggiata lungo il Tamigi ci conduce fino alla zona di Clink street.

La mattina seguente la iniziamo dedicandoci alla cultura con la visita alla National Gallery (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria).

Dopo un paio d’ore sommersi da dipinti ci dirigiamo verso il palazzo e l’abbazia di Westminster, luogo veramente molto affollato.

La giornata è splendida e sembra essere fatta apposta per procurarsi del cibo di strada da consumare seduti nel prato del S.James’s park in compagnia di lavoratori e studenti londinesi in pausa pranzo.

Riposati e pieni di energia proseguiamo la passeggiata verso Buckingham Palace e Hyde park dove numerosi scoiattoli sguazzano qua e là senza timore come se ci trovassimo in piena foresta.

Puntatina a Soho, quartiere cinese poco esteso se consideriamo di essere in una grande metropoli e a Covent Garden, area commerciale dove oltre alle numerosissime attività è facile imbattersi in uno dei famosi spettacoli di strada davvero molto divertenti.

L’ultima giornata parte con la visita al museo di storia naturale che si rivelerà ricco di divertimenti e scoperte per i nostri ragazzi, molto interessante sia per i contenuti sia per l’architettura che con il salone principale sfoggia tutto il suo fascino.

Per il trasferimento verso Piccadilly Circus decidiamo di servirci del bus n°9 per vivere un’esperienza caratteristica di Londra su uno dei mitici double deck rossi.

Oggi giornata dedicata quasi interamente ai bambini, dapprima facciamo una sorpresa a Gabriele portandolo a vedere dove nasce uno dei suoi cartoni animati preferiti alla stazione di Paddington e poi via a King cross a trovare Harry Potter ed il suo mitico binario 9 e ¾ .

Salutiamo la città con l’immancabile tappa a Portobello ed al quartiere di Notting Hill con le sue variopinte abitazioni.

In direzione ovest verso la costa, per proseguire “L’Harry Potter tour” visitiamo l’abbazia ed il grazioso villaggio di Lacock nel Wiltshire.

Gli interni, visitabili a pagamento, sono ben tenuti e ben curati ed il chiostro con i suoi colonnati laterali mostra dei particolari molto interessanti mentre il borgo che si trova a poche decine di metri di distanza ospita case, botteghe e locande molto piccole e caratteristiche, se non fosse per le numerose auto parcheggiate che sono l’unica nota stonata, sembrerebbe di vivere un ritorno ad un passato remoto.

Bath è una bella cittadina attraversata dall’Avon in stile prettamente georgiano.

Lasciato il camper lungo le vie del parco nella zona alta si raggiunge velocemente il Royal Crescent, quartiere residenziale davvero unico nel suo genere, circa una trentina di abitazioni signorili sono disposte a mezzaluna in posizione privilegiata.

In centro si trova un’imponente abbazia e proprio al suo fianco si entra nei bagni romani che oltre ad essere la principale attrattiva sono anche le uniche terme di origine naturale della Gran Bretagna.

Il fiume sfoggia tutto il suo fascino nella zona del ponte Pulteney dove dei dislivelli artificiali  formano delle piccole cascatelle.

Tutt’altro che impresa facile è trovare un parcheggio per lasciare il camper ad una distanza accettabile dal centro di Glastonbury.

Bisogna avere fortuna a trovare libero uno dei due angusti posti riservati ai van in Silver street oppure unire l’utile al dilettevole utilizzando il park del supermercato (max 3 h).

La sua fama è dovuta all’abbazia considerata il primo ed il più ricco complesso monastico d’Inghilterra come riportato nel Domesday book, libro icona del catasto inglese.

L’abbazia ha anche giocato un ruolo importante nella creazione della leggendaria storia di Re Artù, la cui tomba si narra che fu scoperta dai monaci nel XII secolo.

Gradevole anche la via centrale che attraversa il paese dove si trovano diversi negozi in perfetto stile britannico.

Nel bel mezzo della brughiera di Bodmin Moor , lungo la A30 appena fuori dallo svincolo di uscita vi consigliamo vivamente di fare una sosta o ancora meglio consumare una colazione o un pasto al mitico Jamaica Inn, probabilmente il pub più famoso della Cornovaglia.

La sua notorietà è dovuta alla pubblicazione dell’omonimo romanzo di Daphne du Maurier che proprio in questo luogo trovò l’ispirazione per il suo racconto di maggior successo.

Un tempo luogo di intrighi e contrabbando oggi risulta essere uno dei più amati luoghi d’incontro della regione.

Incastonato in un fiordo in miniatura, Boscastle è un villaggio di pescatori che si sviluppa attorno ad un ristretto porto naturale.

Camminando oltre l’insenatura lungo il sentiero si sale di qualche decina di metri da dove si ha un assaggio dell’immensità dell’oceano Atlantico.

Ad accoglierci nel tardo pomeriggio a Tintangel c’è un tempo infernale, pioggia e vento fanno da cornice ad un luogo che ondeggia tra leggenda e realtà, è proprio qui che prendono corpo le storie di Re Artù e Mago Merlino.

Nonostante scendere dal camper sia contro le leggi della fisica mi spingo fino all’unico locale ancora aperto per prendere un take away e goderci una cena famigliare a base di fish and chips.

Del mastio che era un tempo oggi non ci sono che resti, una volta passato il ponte sospeso che porta al promontorio si può dare il via all’immaginazione e ricostruire la vita di allora.

All’estremità del percorso si trova la scultura del mitico Re Artù che mostra con orgoglio la sua spada.

Nei momenti di bassa marea e quando il tempo lo consente è possibile scendere fino alla spiaggetta per vedere la grotta di Mago Merlino.

A Port Isaac è tassativo lasciare il camper nella parte alta del paese e scendere a piedi fino al porticciolo percorrendo la via principale con i suoi graziosi negozietti.

Il nucleo centrale è molto piccolo ma decisamente caratteristico e approfittando della bassa marea facciamo una passeggiata in mezzo a barche adagiate su un lato lungo l’insenatura, fino alle mura che difendono il porto.

Il sole splende e l’ora dell’aperitivo di mezzogiorno invita a consumare una bevanda seduti per terra ad ammirare il paesaggio nel locale di fronte alla sede della locale guardia costiera.

Anche nel caso di St. Ives si parcheggia sulla collina nella parte alta della città da cui si può godere del panorama sia sulla baia, sia sulle tipiche casette inglesi situate una a fianco dell’altra e tutte sfalsate dall’alto della strada fino al mare.

Qui il clima è decisamente diverso da quello che abbiamo vissuto finora, la città è vivace, ricca di vita, di locali e di giovani.

Appena giunti al porto abbiamo la fortuna di imbatterci nell’ospite più ricercato dalla cittadina ovvero uno splendido esemplare di leone marino che da anni vive nelle acque del lungo mare e pare tutt’altro che infastidito dalla presenza delle persone.

Per vivere a pieno St. Ives consigliamo di visitarla verso il tramonto e magari consumare una cena in uno dei tanti locali oppure mangiando qualcosa di volante per strada e, nel mio caso, lo spuntino è stato proprio volante!

In un battibaleno uno splendido gabbiano mi ha letteralmente derubato dalle mani uno squisito Cornish pasty appena sfornato!

Non essendo né possibile, né consigliabile per la pendenza dormire nel parcheggio, per il pernottamento ci spostiamo a qualche km di distanza presso il The Engine Inn, tipico pub della Cornovaglia che in cambio di una pinta di ottima birra locale Altantic Pale Ale, spillata in un modo proprio, offre la possibilità di sosta ai camper.

Oltre ad accaparrarci l’ultimo posto disponibile (3/4  mezzi al massimo) abbiamo anche la fortuna di presenziare ad una bellissima festa per un’ottantesimo compleanno con musica cornovagliese dal vivo.

Evidentemente da queste parti il pub ce l’hanno nel Dna.

Di buonora raggiungiamo la punta di Land’s End dove anche in questa parte del mondo… è considerata la fine del mondo!

Nel centro visitatori sembra di essere in un piccolo parco divertimenti, villaggi in miniatura e spettacoli per i bambini animano la piazza.

Imbocchiamo il coast path per fare una delle tante escursioni  possibili raggiungendo il paese di Sennen dove si trova una bellissima spiaggia dall’acqua cristallina che invita a fare un tuffo.

È ora di pranzo e, prima di riprendere il sentiero del ritorno, mangiamo degli squisiti panini alla polpa di granchio presso il Sennen Cove Cafe.

Sulla via del rientro, così come era stato difficile all’andata, impieghiamo diverso tempo per distogliere Gabriele che è affascinato dalla storia e dai resti di un mercantile tedesco andato alla deriva nei primi anni ’90.

Soddisfatti della giornata ci dirigiamo ignari di quanto ci starà per succedere verso Treen che sarà la nostra base per visitare il Minack Theatre.

Lasciata da poco Land’s End abbiamo la sfortuna di incrociare un bellissimo bus a due piani proprio nel tratto di strada mono corsia che ci costringe a fare qualche centinaio di metri in retromarcia in mezzo a due muri di siepi alla ricerca di un punto in cui sia possibile il passaggio per entrambi.

Durante questa entusiasmante manovra si è anche reso necessario far arretrare decine di macchine ed il fatto che nessuno abbia espresso una lamentela mi ha lasciato uno spunto di riflessione sul nostro modo di vivere rispetto alla classica tranquillità britannica.

Cosa sarebbe successo se l’episodio fosse accaduto in Italia magari di ritorno da una bellissima spiaggia?

Il nostro sudato arrivo a Treen è salutato da un branco di mucche che rientrano in stalla guidate dalla signora Terry che incurante del passaggio stradale blocca la circolazione per diversi minuti spiegandoci che se gli animali vedono le macchine si spaventano e quindi hanno bisogno di tranquillità per “rincasare” e questo ci sembra più che giusto… fantastico!

Visto che è impossibile raggiungere il famoso teatro a picco sul mare in camper, il nostro consiglio è quello di parcheggiare in paese, dove è possibile anche pernottare e raggiungere il sito con una passeggiata lungo il sentiero costiero.

La visita va prenotata con anticipo on line e per aspettare l’orario di ingresso si può fare un bagno nella spiaggia ai piedi del Minack a cui si accede con una scalinata lungo la scogliera.

Nel tardo pomeriggio, perfettamente sincronizzati con la marea, raggiugiamo Marazion e l’isolotto di St.Michael’s Mount che è collegato alla terra attraverso un piccolo istmo fatto di lastricato che scompare durante l’alta marea.

Certamente imparentata con la francese Le Mont Saint Michel a cui lo accomuna non solo il nome ma anche la leggenda legata all’arcangelo Michele, l’isola inglese e la baia circostante offrono un bel colpo d’occhio soprattutto in orario di tramonto.

Dopo giorni di tour ci concediamo un’intera giornata di puro mare sulla spiaggia di Praa Sand dove le onde non troppo imponenti ci invogliano a fare le nostre prime esperienze con il surf.

Non si può dire che abbiamo imparato ad andarci ma certamente ci siamo molto divertiti, anche i ragazzi con le loro tavolette ne hanno fatto una pelle!

A Lizard siamo ospiti del Kynance Campsite gestito da due estroverse sorelle davvero simpatiche che tanto ricordano la cultura hippie.

Il campeggio si rivela una bellissima esperienza d’altri tempi, toilette in stile far west e nessuna struttura fissa, molto basic. Anche qui ci siamo divertiti!

Il paese dista solo 5 minuti a piedi mentre per raggiungere l’inizio delle Kynance cove e di Lizard point occorrono circa 20 minuti.

Il sito è considerato uno dei punti più belli d’Inghilterra ed in effetti il panorama è molto interessante e con il sole l’acqua risulta all’occhio trasparente e cristallina avvicinandosi parecchio a quella di altre location decisamente più rinomate.

Truro merita un passaggio grazie alla sua cattedrale e le sue acciottolate vie del centro, ma la vera attrattiva di giornata è l’Eden Project con le gigantesche biosfere che ospitano i due biomi mediterraneo e tropicale con più di 100.000 piante.

Il progetto è realizzato molte bene sia a livello architettonico che a livello di organizzazione.

All’interno del parco ci sono numerose esperienze ludiche e culturali da poter fare.

Per chi non soffre di vertigini consigliamo di salire per mezzo di una scala traballante nella parte più alta della sfera grande da cui si può vedere la piantagione in tutta la sua grandezza.

Per raggiungere il sito, che è una ex cava eccellentemente riqualificata, è necessario seguire le indicazioni stradali accantonando quelle del navigatore che inducono all’errore.

Dopo una tranquilla notte trascorsa in un parcheggio lungo la ciclabile a Bodmin, raggiungiamo il parcheggio dal costo esorbitante (£20 senza neanche la possibilità di pernottamento) per visitare la Durdle Doors e Lulworth cove che distano circa 30 minuti di cammino abbastanza impegnativo l’una dall’altra.

Stiamo per subire il fascino della leggenda di Stonehenge, è quasi l’ora del tramonto quando ci posizioniamo in una dissestata e sterrata via laterale per goderci lo spettacolo dei colori rossastri che calano sul sito.

Queste sono le soste che amiamo, quegli spettacoli che neanche i resort di lusso possono regalarti!

Winchester oltre ad un centro storico caratterizzato da edifici caratteristici e dalla cattedrale gotica tra le più grandi d’Europa è più che altro nota per la presenza della tavola rotonda di Re Artù custodita nel castello cittadino.

Secondo la leggenda quando Re Artù ed i suoi cavalieri furono seduti intorno a questa tavola gli apparve l’immagine del Santo Graal e si impegnarono a trovarlo.

Nel bel mezzo del West Sussex si trova il castello medievale di Arundel, fortificazione dalla storia interessante e conservato in maniera ineccepibile.

Arundel vanta anche un piccolo ma grazioso centro storico ricco di negozietti e bistrot.

Il “The Barn Caravan Park” di Lancing è situato a 500 metri dalla spiaggia di ghiaia e poco meno dalla fermata di bus che in circa 30 minuti porta in città e a nostro avviso è una soluzione ideale per sfuggire al caos di Brighton.

Questa città ha un clima stravagante e molto vivace, nettamente differente da tutto quello che abbiamo visto finora.

Migliaia di giovani animano il lungo mare e le vie del centro.

Il capolinea è vicinissimo al mitico Pier che con le sue sale gioco ed il luna park situato in fondo al molo fa respirare aria di spensieratezza e divertimento.

Attratti dalla musica a tutto volume che viene dall’imbocco della passerella ci dirigiamo verso un mitico van Volskwagen Bulli davanti al quale una nostalgica band anni’70 fa ballare e divertire decine di persone di ogni sesso ed età.

Lasciamo il Pier di Brighton sulle note di I’m Gonna Be dei The Proclaimers per addentrarci nelle vie interne dove decine di negozi di vestiti e dischi usati attraggono la nostra attenzione.

Da non perdere il quartiere dei murales, dove la street art sfoggia tutta la sua espressione, pareti variopinte colorano le strade dello shopping, tra i tanti ricercate anche quelli dello storico Prince Albert Pub che ritraggono numerose star ed il famosissimo “Kissing Coppers” (il bacio dei poliziotti) di Bansky.

Lasciata Brighton torniamo nel mezzo della natura visitando le Seven Sister, eccezionali scogliere di gesso che si affacciano sulla Manica.

Tempo permettendo si prende il coast path e si cammina sulla cresta delle scogliere.

Ci sono diversi punti per poterle raggiungere. Noi abbiamo parcheggiato a Birling Up, purtroppo anche in questo caso la cifra per la sosta è esorbitante ma nostro malgrado non ci sono molte alternative per i mezzi grandi dimensioni se non quella di sistemarsi a qualche km di distanza e raggiungerle in autobus o bici.

Rye è un caratteristico paese situato lungo il Rother River, qui di prima mattina andiamo a fare colazione nella minuscola e deliziosa “The Cobbles tea room” dove ci gustiamo del buonissimo cream tea servito in autentiche porcellane inglesi accompagnato dagli scones, tipici panetti morbidi da farcire e da fette di torte fatte in casa.

Non sono le 17 come vorrebbe la tradizione ma l’esperienza è comunque molto british.

Senza saperlo ci troviamo nel bel mezzo del rinomato Rye jazz festival dove veniamo a sapere che la sera prima si era esibito anche il nostro acclamato Mario Biondi.

Whinstable è una cittadina turistica di mare molto meno attraente e particolare di altre che abbiamo visitato, ma ricca di negozi e van che offrono una varietà infinita di cibo di strada.

Seppur in un clima diverso dal quello del nord della Francia qui si allevano ostriche e le tonnellate di prodotto che si consumano da queste parti rendono la località molto nota ai palati fini.

Il nostro lungo tour sta giungendo al termine e decidiamo di trascorrere l’ultima giornata britannica in attesa del traghetto a Canterbury dove peraltro troviamo l’unica vera e propria area attrezzata per camper.

Canterbury ha un paio di vie commerciali con numerose boutique anche di alto livello, ma la sua notorietà è indubbiamente dovuta all’imponente cattedrale e al suo legame con la Via Francigena.

NOTIZIE DI VIAGGIO

Prenotando i traghetti in anticipo si possono trovare tariffe molto vantaggiose.

Nella zona di Londra è necessario registrare il proprio mezzo alla LEZ per evitare di incorrere in sanzioni salate (www.tfl.gov.uk).

Le strade sono generalmente ben tenute ed in buono stato, in alcune parti della Cornovaglia la circolazione dei mezzi di grandi dimensioni può risultare piuttosto difficoltosa viste le strade strette, prive di passing place e spesso contornate da fitte siepi e mura di pietra che impediscono la flessibilità di manovra durante gli incroci con altri mezzi.

Da tener presente anche il fatto che essendo in una nazione con la guida a destra per noi praticamente tutte le curve risultano essere cieche, pertanto si raccomanda molta prudenza.

Fatta eccezione per pochi beni, l’Inghilterra è un paese notoriamente costoso ma preparatevi a spendere una cifra decisamente importante, a volte spropositata, per i parcheggi che sono nella quasi totalità a pagamento.

In questa zona sono praticamente inesistenti le area attrezzate per i camper al di fuori dei campeggi.

 

CORNOVAGLIA A TAVOLA

La Cornovaglia è certamente conosciuta per i suoi corinsh pasty, fagottini di pasta frolla tipicamente ripieni di carne e verdura leggermente speziate ma che col tempo sono stati proposti anche in altre varianti, da mangiare sia come pasto sia come spuntino.

Non da meno è il formaggio di Kern, semiduro dall’aroma intenso caratterizzato dalla sua crosta nera.

La regione ha parecchi km di coste e per questo non può mancare il pescato, il granchio è davvero gustoso ed è anche molto diffuso il consumo del più semplice fish & chips.

Essendo in Inghilterra dalla tradizione non possono mancare le innumerevoli varietà di te servite nelle tea room, la bevanda tipica del pomeriggio può anche essere servita in versione cornish cream tea: scones, piccoli panetti zuccherati, crema di panna rappresa ed il classico te nero.

DOVE ABBIAMO TRASCORSO LE NOTTI

  • Parcheggio Ecomuseo d’Alsazia Unghersheim GPS N 47.852514, E 7.284125 (Francia)
  • Area di sosta Bruyères et Montberault Place du Jeu de Paume/Av. De Verdun GPS N 49.5252, E 3.6608 (Francia)
  • Area di sosta attrezzata Wissant 4 rue de Calais GPS N 50.8872, E 1.6710 (Francia)
  • Camping Abbey Wood Londra Federation road GPS N 51.48635 E 0.11971 caravanclub.co.uk
  • Parcheggio Glastonbury Silver street GPS N 51.1473, W 2.7149
  • Parcheggio con possibilità di scarico Tintangel Fore street GPS N 50.6636, W 4.7518
  • Parcheggio presso The Engine Inn pub Penzance Cripplesease, Nancledra GPS N 50.1785, W 5.5026
  • Parcheggio Treen Treen Hill Penzance GPS N 50.0498, W 5.6407
  • Parcheggio con possibilità di carico e scarico Praa Sand South West Coast Path GPS N 50.1039, W 5.3905
  • Kynance campsite Lizard Mile End GPS N 49.9732, W 5.2058 kynancecamping.co.uk
  • Parcheggio Bodmin Scarletts Well Park GPS N 50.4744, W 4.7332
  • Parcheggio Salisbury lungo strada sterrata (Stonehenge) in una traversa della A303 GPS N 51.1779, W 1.8319
  • Parcheggio Arundel Mill road GPS N 50.8538, W 0.5492
  • The Barn caravan park Lancing Old Salts Farm road GPS N 50.8266, W 0.3095 barncaravanpark.co.uk
  • Rye Regent square GPS N 50.9525, E 0.7321 (attenzione all’ingresso del parcheggio perché le coordinate potrebbero farvi imboccare della strade non adatte ai camper)
  • Area attrezzata park & ride (bus incluso nel ticket) 246 New Dover Road GPS N 51.2614, E 1.1004

Articolo a cura di Alessandra e Marco, viaggiatori zaino in spalla prima e camperisti da 14 anni e con 170.000 km all’attivo sulle ruote!
Con i loro tre figli, curiosi e appassionati compagni di viaggio, partono non appena possono alla scoperta di “ciò che c’è là fuori…”.

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