Arrivederci fratello mare

Carissimi nipotini,
anche quest’anno abbiamo avuto la possibilità di passare una settimana sulle rive del mar Adriatico.

Anche quest’anno abbiamo avuto la fortuna di godere delle spiagge e della bellissima cittadina di Cattolica.

Anche quest’anno siamo stati accolti e coccolati dall’efficienza della struttura e dalla gentilezza del  personale dell’Hotel Panorama.

Anche quest’anno abbiamo avuto la gioia di condividere la nostra vacanza con i nostri amici Gabriella e Gabriele.

Tre anni di fila nella stessa città, nello stesso Hotel e con la stessa compagnia.

Probabilmente potrà sembrare monotono, ma per noi ha significato una settimana di tranquillità, di certezza di comfort e di ottima compagnia.

Una settimana di passeggiate sul bagnasciuga, di buona tavola, di chiacchierate e confidenze che ci hanno permesso di staccare dalla routine quotidiana e di ricaricarci per un nuovo anno che immaginiamo ricco di impegni ma anche di soddisfazioni.

Alla fine delle vacanze si prova sempre un po’ di nostalgia perché l’evento atteso per un anno intero è terminato.

Come il rullare del mare porta a riva acqua e sabbia per poi riprenderseli, così la nostra mente fa affiorare ricordi, speranze, riflessioni e tante emozioni per poi riportarle là nel “magazzino” della nostra memoria.

Durante l’anno, ogni tanto riaffioreranno i ricordi e le emozioni di questi giorni di vacanza, andando a lenire alcune giornate grigie e alimentando il desiderio della prossima vacanza.

Per questo motivo mi è sembrato appropriato parlare di “arrivederci”, prendendo in prestito il titolo e le parole di una poesia di Nazim Hikmet, uno dei più importanti poeti turchi del ‘900.

Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

(Nazim Hikmet)

Il mare con il suo eterno rullare, con il suo orizzonte infinito, con il mistero dei suoi fondali, con la varietà e la ricchezza delle sue creature, è vitale per l’uomo che ne è sempre stato affascinato ed attratto.

Nella poesia, il mare non è considerato semplicemente come un elemento naturale ma come una cosa viva, addirittura il poeta lo chiama amico e fratello.

Il poeta ha instaurato un dialogo e un confronto con il mare al quale confida i suoi dubbi sul destino ultimo, le sue aspettative e le sue emozioni più profonde.

Da questo dialogo il poeta e quindi l’uomo ne escono rincuorati:                                                               “Ci hai saputo dir molte cose sul tuo destino di mare” alludendo alla sua “infinità” e facendo il parallelo con il destino umano.

Naturalmente il verso: “mi porto via un po’ della tua ghiaia” è simbolico mentre è reale che questi vacanzieri se ne tornano a casa arricchiti di “Un po’ più di speranza” e di “Un po’ più di saggezza”.

La poesia non si chiude con un addio, ma con un arrivederci, come è giusto che sia.

L’amico e fratello mare verrà ritrovato di nuovo il prossimo anno e il rapporto profondo proseguirà.

Questo è lo spirito e l’augurio con il quale abbiamo vissuto la nostra breve ma intensa vacanza. Ora ce ne torniamo a casa con qualcosa in più, desiderosi di rivedere e riabbracciare i nostri carissimi nipotini e ritrovare le nostre cose e i nostri affetti quotidiani.

Un caro saluto da nonno Antonio e nonna Lina

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