Pasqua 2022

Carissimi nipotini,
quest’anno vogliamo dividere il nostro pensiero pasquale in due momenti: uno più semplice e gioioso per voi nipotini e per tutti i bambini e uno più “serioso” per gli adulti.

Il tema e il messaggio è per entrambi lo stesso: la pace.

Per il messaggio ai più piccoli utilizziamo una bellissima poesia di Gianni Rodari.

L’UOVO DI PASQUA

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

(Gianni Rodari)

È una poesia, una filastrocca molto semplice. Il linguaggio delle favole, caro ai bambini, contiene un messaggio grande e importante.

Questo pulcino che nasce magicamente da un uovo di buon cioccolato, sei tu, sono io, sono tutti i bambini e gli adulti del mondo che nel loro piccolo ambiente familiare seminano semi di amore e di pace.

Amore e pace che si diffondono a centri concentrici fino a raggiungere e abbracciare il mondo intero.

Per il messaggio “più serioso” degli adulti ci affidiamo invece ad alcune parole di Papa Francesco:

“Ecco cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitù del peccato del male, alla libertà dell’amore, del bene”.

E ancora: “Ecco il primo annuncio di Pasqua che vorrei consegnarvi: è possibile ricominciare sempre, perché sempre c’è una vita nuova che Dio è capace di far ripartire in noi al di là di tutti i nostri fallimenti.

Anche dalle macerie del nostro cuore – ognuno di noi sa, conosce le macerie del proprio cuore – anche dalle macerie del nostro cuore Dio può costruire un’opera d’arte, anche dai frammenti rovinosi della nostra umanità Dio prepara una storia nuova.

Egli ci precede sempre: nella croce della sofferenza, della desolazione e della morte, così come nella gloria di una vita che risorge, di una storia che cambia, di una speranza che rinasce.

E in questi mesi bui di pandemia sentiamo il Signore risorto che ci invita a ricominciare, a non perdere mai la speranza”.

Con la prima frase, Papa Francesco, ricorda il significato della pasqua ebraica che era il ricordo dell’esodo del popolo ebraico verso la libertà dalla schiavitù dell’Egitto.

Ecco quindi che, come il popolo ebreo 1300 anni a.C., anche le attuali popolazioni oppresse dalla fame e dalle guerre, si spostano in massa verso le terre più tranquille in cerca di “una terra promessa” che permetta a loro e ai loro figli di sopravvivere.

Anche la seconda frase, preparata per la Pasqua del 2021, ben si presta alla situazione attuale nella quale alla pandemia si è aggiunta la tragedia dell’ennesima guerra che insanguina il mondo.

Una guerra forse più sentita perché vicina a noi e particolarmente diffusa dai media, ma che si somma alle tante altre più lontane e spesso dimenticate, ma non per questo meno cruente.

Ogni guerra porta con sé distruzione, dolore, divisioni, vittime innocenti e spinge intere popolazioni a cercare rifugio in terre più tranquille.

Il messaggio cristiano testimonia che è possibile uscire dalla schiavitù del peccato e dalle macerie del nostro cuore  per costruire una storia nuova, addirittura “un opera d’arte”.

Mai come in questo momento c’è la necessità di ricominciare e di ricostruire l’uomo e il mondo, psicologicamente e materialmente.

Ecco che allora la frase “è possibile ricominciare sempre” è più che mai necessaria e auspicabile.

Naturalmente affinché ciò sia possibile è necessario che ciascuno di noi, già nel suo piccolo quotidiano, abbandoni la cultura dell’io e abbracci la cultura della comprensione e dell’amore fraterno, indipendentemente dal credo religioso dei vari popoli.

L’augurio/impegno che ci facciamo, e condividiamo a tutti voi, è che ciascuno di noi in questa Pasqua rinasca un po’ pulcino e, “volteggiando di qua e di là” diffonda il suo messaggio di pace a tutto il mondo.

Carissimi auguri,
nonno Antonio e nonna Lina

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L’immagine di copertina è di Thomas Vlerick

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