8 dicembre: Immacolata e addobbi natalizi (i bastoncini del gelato diventano presepe)

Carissimi nipotini,
per il giorno 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, la tradizione popolare vuole che siano pronti ed esposti gli addobbi natalizi.


Quando i miei figli erano piccoli e a maggior ragione ora che ci sono i miei cinque nipotini, la preparazione degli addobbi natalizi, diventa un appuntamento immancabile e una festa ancora più bella.

Comunque credo che in casa mia, nei miei ormai 46 anni di matrimonio, non sia mai mancato un segno del Natale.

Personalmente preferisco il presepio ma, compatibilmente con lo spazio, di solito faccio entrambi ed è quello che farò anche quest’anno.

Negli ultimi anni l’albero di Natale, rigorosamente sintetico, veniva addobbato completamente con preziosi soggetti in cotone realizzati, con tanta pazienza e maestria con la tecnica del chiaccherino, dalla nonna Lina (vedi addobbi in chiaccherino del 20-12-2020).

Quest’anno invece ritorneremo agli addobbi tradizionali di palline, fili e lucine colorate.

Per il presepe, quest’anno ho pensato di recuperarne uno che ho costruito una decina di anni fa.

E’ un presepe molto particolare perché è interamente costruito con i bastoncini del gelato.

Sono partito con la preparazione di un ripiano rettangolare di circa 85 x 45 cm bordato con un piccolo steccato costituito da un alternanza di bastoncini tondi di 2,5 cm con uno diritto di 2 cm.

Al suo interno ho previsto lo spazio per la capanna e per il massiccio montuoso e, dalla capanna, ho fatto partire una stradina, realizzata con piccolissimi pezzetti di bastoncini, con pavimentazione in effetto pavè.

La stradina si snoda tortuosa per tutta la base attraversando il fiume con un ponticello e andando a finire nell’angolo opposto alla capanna.

Ho realizzato poi una capanna di circa 28 x 20 x 18 cm interamente fatta con bastoncini e con il pavimento a spina di pesce ottenuto incrociando e incollando pezzi di bastoncini.

Con pezzetti ancora più piccoli di bastoncino e con tanta pazienza, ho poi realizzato un massiccio montuoso di circa 30 x 20 x 25 cm che è composto da cinque cime tra le quali si incunea un ruscello che va ad alimentare il fiume e il laghetto sottostante.

Il laghetto l’ho realizzato con bastoncini che si sormontano in modo da dare l’effetto increspato delle onde. L’ho poi spalmato con della vernice da legno in modo che il lucido richiami al bagnato dell’acqua.

Ho iniziato quindi a preparare tutti i vari soggetti che compongono un presepio tradizionale. Naturalmente il tutto sempre e rigorosamente realizzato con bastoncini da gelato.

Ecco quindi che ho preparato sei pecorelle di circa 5 x 3 cm; sei piante di circa 11 cm; tre omini che stanno suonando il flauto; due omini con la zappa sulle spalle che tornano dalla campagna; un pescatore; un omino che sta scopando; un omino con le racchette; una barca a vela con la rete nel laghetto; i tre re magi, riconoscibili dalla corona posta sulla testa, con i loro preziosi doni appoggiati a terra.

Infine ho cercato di riprodurre la natività. Ecco quindi il bue, l’asinello, S. Giuseppe riconoscibile dal lungo e ricurvo bastone, la Madonna e il bambino Gesù in una culla appoggiata su un cavalletto.

Non mi resta ora che appoggiare sulla base la grotta, sul cui tetto ho fissato la stella cometa, il massiccio montuoso e andare a posizionare i vari personaggi sullo sfondo dove precedentemente ho sparso della segatura sottile fissandola con della colla vinilica.

Per dare un po’ di colore, a tratti, ho colorato la segatura con un po’ di rosso anche se complessivamente l’insieme risulta monocromatico.

Certo non è il presepe tradizionale con il verde del muschio e le statuine colorate, ma credo che abbia il suo fascino nell’unicità del materiale con il quale è stato realizzato e nella fantasia con la quale ho cercato di realizzare i vari soggetti.

Al di là del significato simbolico della nascita di Gesù, quello che vorrei trasmettere a voi nipotini e a tutti i lettori, è di non perdere mai la fantasia e la voglia di realizzare i vostri sogni.

Conserviamo sempre un po’ di quel bambino che c’è in ciascuno di noi e sognando contribuiremo a sdrammatizzare le difficoltà della vita e riusciremo a godere di quella magica atmosfera natalizia che solo i bambini sanno creare.

Un caro saluto da nonno Antonio

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