Alla scoperta di borghi in Basilicata con i bambini

Il nostro viaggio in Basilicata è stato intenso e abbiamo avuto la possibilità di visitare tanti piccoli borghi. La regione ne ha tantissimi e tutti hanno un fascino particolare.

La dimensione del borgo, oltretutto, si adatta molto bene anche ai bambini. Un conto è visitare una grande città, dove gli spazi sono ampi e spesso vi sono più pericoli (traffico in primis!).
Diversa cosa è passeggiare per i vicoli di un piccolo paese!

Qui trovate una piccola selezione. Si tratta di quanto abbiamo visitato noi, personalmente. Li elencherò in puro ordine cronologico rispetto alla nostra “agenda di viaggio”, così da non fare torti a nessuno.

Nova Siri. Si tratta di un comune della costa jonica (noi abbiamo alloggiato per una settimana nella parte “marina”) e regala una bella vista sul mare.

Il borgo è carino e, come vedrete in molti altri luoghi della Basilicata, molte case sono disabitate. Da questa terra sono partiti e partono tutt’oggi molte persone, alla ricerca di un lavoro stabile in altre regioni o in altre nazioni.

Questo aspetto rende questi borghi affascinanti ma c’è ovviamente anche un brutto lato della medaglia. Paesi dove non si investe più, dove le attività chiudono, destinati, se non si invertirà la tendenza, all’abbandono. E sarebbe davvero un peccato perché sono dei piccoli gioielli.

La stessa considerazione ci è stata confidata anche dal proprietario del ristorante Briganti in Piazza il quale, scusandosi per poterci cucinare soltanto delle pizze (buonissime!), ci ha spiegato che non riesce a trovare personale per la sua attività.

Rotondella. Accanto a Nova Siri, sorge il comune di Rotondella. La guida turistica che avevamo acquistato alla vigilia del nostro viaggio, dedica a questo borgo un piccolo trafiletto. Peccato perché si tratta di un posto davvero speciale.

Il borgo è molto carino, ancor più di Nova Siri ma il suo punto di forza è, a nostro avviso, un altro. Rotondella ha un belvedere incantevole che regala uno sguardo su tutto il tratto costiero del Golfo di Taranto, dalla Puglia fino alla Calabria (passando ovviamente per la Basilicata).

Per questo motivo la città è nota anche come il “balcone dello Ionio“. Da vedere assolutamente!

Se passate da qui vi consigliamo di fare una pausa pranzo o cena a La mangiatoia. Pietanze lucane cucinate con cura, pasta fatta rigorosamente a mano. Il tutto su una terrazza con vista!
Come se non bastasse qui vi troverete come a casa, con un’accoglienza che non è così scontato trovare.

Vaglio Basilicata. È il comune che abbiamo scelto per la seconda settimana del nostro soggiorno in Basilicata. Purtroppo non abbiamo avuto modo di visitarlo a fondo, ammaliati dalla pace e dalle coccole della Dimora dei Cavalieri, agriturismo dove abbiamo pernottato e che è stato la base per molte altre escursioni.

Vaglio è in provincia di Potenza, è posto ad un’altitudine di circa 950 metri s.l.m.. Nel suo territorio si trova un importante sito archeologico.

Melfi. Abbiamo inserito Melfi in questo articolo per nostra comodità anche se, va precisato, si tratta di una vera e propria città con i suoi 17000 abitanti.

È una città con una storia importante, prima capitale della dominazione normanna nel sud Italia, poi residenza di Federico II nel periodo svevo

Per la prima volta ci siamo avvalsi di una guida per la visita del Museo archeologico nazionale del melfese “Massimo Pallottino”. È stata un’esperienza positiva e Giusi, la persona che ci ha accompgnato, ha cercato di rendere la sua narrazione adatta ai bambini e di adeguarsi ai loro tempi.

Il Museo è allestito all’interno del Castello di Melfi. Splendidi i due sarcofagi che è possibile ammirare nella prima sala e interessanti le esposizioni di reperti come gioielli, armi, elmi rinvenuti nel territorio.

Sempre in compagnia della nostra guida ci siamo spostati da Melfi verso la Badia di San Michele, sopra i laghi di Monticchio. Si tratta di un’abbazia da cui si gode una vista d’eccezione sui laghi sottostanti.

Fu eretta su una grotta scavata nel tufo che la rende davvero suggestiva.
Vale la pena salire qui, sia per visitare il sito religioso, sia per godere del panorama.

Dopo aver visitato l’Abbazia abbiamo raggiunto i laghi per un picnic.

I laghi di Monticchio sono indubbiamente molto carini (anche per noi abituati alle bellezze dei “nostri” laghi). Andrebbero sicuramente valorizzati e meglio tenuti. Non abbiamo apprezzato l’abbondante sporcizia nei luoghi adibiti al picnic, segno di poca civiltà dei frequentatori ma anche di poca cura.

La giornata di Melfi è stata indubbiamente la più intensa. Dopo il Castello, l’Abbazia di San Michele e i Laghi di Monticchio, ci siamo spostati a Rionero in Vulture per una visita guidata con degustazione alle Cantine del Notaio.

Perché dopo tanta cultura, arte, storia e natura, avevamo bisogno di un giusto ristoro!

Molto interessante il recupero, da parte di queste Cantine, delle antiche grotte, risalenti al 1600 ed utilizzate dai Padri Francescani.

Si tratta di antri naturali, scavati nel tufo vulcanico. Anche in estate potrebbe essere utile avere una felpa per visitarle.

Temperatura, umidità costante e ventilazione: sono queste le condizioni speciali di affinamento del vino, all’interno di barriques di rovere francese.

Ottima anche la degustazione, accompagnata da un buon aperitivo. Non siamo usciti a mani vuote (quasi impossibile farlo!) e passando da queste parti credo sia doveroso rendere giusto omaggio all’Aglianico che ha reso famose queste terre.

Castelmezzano. Borgo delle Dolomiti Lucane, vi rimando all’articolo specificatamente dedicato. Un luogo unico e suggestivo, da mettere in agenda!

Acerenza. Ennesimo borgo molto bello. Ultimo nell’elenco per pura cronologia ma è quello che ci ha affascinato di più. Come in altri luoghi simili, noterete molte case disabitate a causa della forte emigrazione.

Si tratta di uno dei “borghi più belli d’Italia” e il suo fiore all’occhiello è la Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo.

Uno stile asciutto, semplice che ci è piaciuto molto. Visitate anche la cripta sotto il presbiterio. Basta una moneta da 1 euro per accendere le luci e osservare questa importante testimonianza del Rinascimento.

Non mancate anche qui di scoprire vicoli e angoli nascosti. Acerenza è un borgo davvero meritevole di una visita e godrete di una vista a perdita d’occhio dal belvedere sito nelle vicinanze della cattedrale.

Ecco i “nostri” borghi della Basilicata. Ce ne sono altre decine che per ovvi motivi di tempo non abbiamo potuto visitare.

Non fidatevi della scarsità di informazioni delle guide cartacee (alcuni non vengono nemmeno citati). Affidatevi piuttosto alla vostra curiosità. Ogni borgo ha qualcosa da dire, provare per credere!

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