Il pianista di Yarmouk

Carissimi nipotini,
il Natale appena trascorso, io e la nonna abbiamo ricevuto in dono dalla nostra consuocera Giovanna (che salutiamo e ringraziamo) un libro molto bello (Il pianista di Yarmouk).



È la storia vera di Aeham Ahmad, un ragazzo di origine palestinese la cui famiglia era dovuta emigrare in Siria e più precisamente nella città di Yarmouk.

Aeham, nato a Damasco nel 1988, dopo un’infanzia felice si trova a vivere l’esperienza della guerra della Siria e, in particolare, il dramma dell’assedio di Yarmouk e, infine, la fuga drammatica verso l’Europa.

Probabilmente, voi nipotini, leggerete di questa guerra nei libri di storia. Desidero però segnalare e consigliare questo libro a quanti seguono il blog perché il racconto della testimonianza diretta dell’autore di questo libro, con un crescendo della crudeltà e drammaticità della guerra, ma anche di un’indomabile speranza, mi ha molto commosso e fatto riflettere.

Volendo sintetizzare a caldo i sentimenti e le emozioni che questa storia vera mi ha suscitato, credo di poterli raggruppare così.

Ho potuto conoscere meglio le crudeltà di una guerra vicina a noi geograficamente e temporalmente. Iniziata attorno al 2011 e, anche se l’assedio di Yarmouk è terminato nel 2018, la Siria, ancora oggi, non ha trovato la pace.

– Attraverso l’esempio della forza d’animo e la determinazione del papà del protagonista, diventato cieco da bambino, ho avuto la conferma del valore delle persone diversamente abili. Pur essendo cieco egli conduceva una vita normale nella sua famiglia:

“Di notte per risparmiare staccava la corrente e il nostro appartamento diventava nero come un tunnel; se dovevo andare in bagno lo chiamavo. Lui si alzava e mi accompagnava. Non andava a sbattere da nessuna parte, non faceva cadere nulla, avanzava con passo tranquillo, sicuro. Ero io il cieco che lo seguiva senza vedere niente”.

Il papà, oltre ad esercitare l’attività di falegname, da sempre coltivava l’arte e la passione per la musica che trasmise, con grande entusiasmo e determinazione, al figlio. Più avanti unirà la sua professionalità alla sua passione diventando uno degli accordatori di pianoforte più ricercato e avviando una produzione di violini che esporterà in tutto il mondo.

– Con questa storia, ho avuto la conferma dell’universalità e della forza della musica. Infatti, con l’amore per la musica ereditata dal padre e con l’esperienza pratica di molti anni di studi, Aeham diventerà un concertista e un qualificato insegnante di pianoforte e, quando incomincerà l’assedio, utilizzerà il suo suono per accompagnare canzoni di denuncia e protesta.

Le sue canzoni, realizzate in mezzo alle macerie, piano piano arriveranno in tutto il mondo e contribuiranno ad eliminare l’assedio e ad avviare un processo di mediazione internazionale per riportare la pace in tutto il paese.

– Con questa storia ho avuto la conferma dell’importanza di non perdere mai la speranza.  Le ultime  parole del libro saranno proprio: “C’è speranza. C’è sempre speranza”.

Mi piacerebbe riportare anche alcuni dei numerosi e commoventi testi delle sue canzoni ma non voglio svelare tutto, ma lasciare la curiosità della lettura.

Nell’augurarvi una buona lettura e una costruttiva riflessione vi saluto e vi do appuntamento alla prossima letterina.

Nonno Antonio

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