La tradizione dell’albero di Natale (addobbi in “chiacchierino”)

Carissimi nipotini,
come anticipato nella precedente letterina, dopo avervi parlato del presepio, voglio illustrarvi l’albero di Natale che viene allestito a casa mia.

Mentre l’inizio della tradizione del presepe viene attribuita a San Francesco nel 1223, la tradizione dell’albero di Natale pare che sia nata in Germania nel 1611 ad opera della duchessa di Brieg che, durante l’allestimento del suo castello per festeggiare il Natale, si accorse che un angolo del salone era completamente vuoto.

Diede quindi ordine di trapiantare un abete del giardino in un vaso e di collocarlo a riempimento dello spazio vuoto. Sembra che, per renderlo più appariscente, fece appendere ai rami mele, datteri e fiori di carta.

Questa idea probabilmente piacque molto perché piano piano si diffuse prima nei paesi del nord e poi lentamente in tutto il mondo fino al giorno d’oggi in cui l’albero è ormai diventato il simbolo del Natale.

Io ricordo gli alberi di Natale della mia infanzia in cui, assieme alle poche palline colorate, si appendevano anche dei piccoli dolci costituiti da caramelle di zucchero o da dei cioccolatini che avevano la forma di monete o piccoli orsetti.

Le lucine colorate erano a forma di piccole candeline forse a ricordare che in passato venivano utilizzate delle candele vere. Il tutto veniva arricchito con festoni natalizi rossi, gialli e verdi.

Per tutto il tempo in cui rimaneva esposto i bambini facevano buona guardia ai piccoli dolci, già pregustando il momento che si sarebbe disfatto l’albero e i dolci sarebbero stati distribuiti.

Con la crescita economica l’albero di Natale andò sempre più arricchendosi nelle forme e negli addobbi, utilizzando sempre più alberi artificiali evitando così di sacrificare alberi veri.

E così che anche nella mia famiglia utilizziamo ormai da anni un albero sintetico e per i suoi addobbi, oltre alle lucine colorate che hanno ormai molteplici programmi di accensione e perfino musichette, la nonna Lina da qualche anno li ha personalizzati e impreziositi con soggetti natalizi fatti esclusivamente in cotone con la tecnica del “Chiaccherino”.

In pratica il “chiaccherino” è un merletto costituito da una serie di anelli e archetti realizzati con delle piccole navette sulle quali si va ad avvolgere una discreta quantità di filo. Questi anelli ed archetti possono poi dare origine a centrini o manufatti di forme e dimensioni estremamente varie.

La loro preparazione presuppone molta fantasia, inventiva e uno studio accurato che termina con la stesura del disegno appropriato, mentre la loro realizzazione, anche se il punto base è molto semplice e invariato, può risultare molto complicata e richiedere tempi molto lunghi.

Questa tecnica è molto antica e sembra che sia nata in Francia tra il 1600 e il 1700.
Le dame di corte si riunivano a lavorare questo merletto a navetta che per la semplicità del punto base permetteva di lavorare in leggerezza, lasciando spazio alla conversazione tanto che inizialmente venne chiamato “Frivolite” cioè frivolezza che poi in Italia venne sostituito con il curioso sostantivo di “Chiaccherino”.

Pian pianino questa tecnica si diffuse in tutta Europa. In Italia il “chiaccherino” comparve nel 1800 e per prima arrivò nei conventi dove le suore si ingegnarono a preparare centrini e soggetti che andavano ad impreziosire soprattutto gli arredi sacri.

Successivamente questa tecnica si diffuse su tutto il territorio e divenne una vera moda e molti di questi pizzi cominciarono ad essere applicati sugli abiti eleganti femminili e sulla biancheria di casa.

Ultimamente l’applicazione dei merletti di “chiaccherino” nell’abbigliamento e nei corredi matrimoniali è quasi completamente scomparsa. Attualmente, le poche donne che ancora amano e praticano questa preziosa tecnica, tra cui anche la vostra nonna Lina, hanno convertito i loro articoli nella creazione di “piccoli gioielli” quali orecchini, collane, bracciali, spille, e oggetti vari, perché la fantasia di queste artiste non ha limiti.

In quest’ottica ecco che alla nonna Lina è venuta l’idea di creare tanti soggetti natalizi per arredare il proprio albero. E’ iniziato così un lungo lavoro serale attorno a soggetti dalle forme e dalle lavorazioni varie che si è protratto per più di un anno.

Come si può vedere sono dei “veri e propri piccoli gioielli”. Si passa dai soggetti piatti quali fiocchi di neve in varie forme, alberi di natale, angioletti, per arrivare a soggetti tridimensionali quali i giullari o palle sferiche ottenute inserendo all’interno un palloncino gonfiabile che viene rotto dopo che il soggetto è stato inamidato e quindi è in grado di mantenere la forma data.

Durante l’anno, il tutto viene custodito con cura: i soggetti piatti vengono adagiati in una scatola, mentre quelli tridimensionali vengono appesi ad un bastoncino in modo che non rischino di perdere la loro forma.

Quando si riprendono per l’addobbo dell’albero c’è sempre un’emozione nuova perché si torna a vedere questi piccoli capolavori e perché si ritorna a sognare e ad assaporare la magia del Natale.

Anche se quest’anno sarà un Natale diverso, privo delle grandi feste o dei grandi pranzi in famiglia, cerchiamo di accontentarci e di sognare attraverso i nostri piccoli, ma grandi addobbi familiari.

Carissimi auguri di Natale sereno e di pace

nonna Lina e nonno Antonio

Famigliaontheroad è un blog in continuo aggiornamento! Se volete rimanere aggiornati, seguiteci sui nostri account social Instagram e Facebook.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *