Addobbiamo casa per il Natale (il presepe di nonno Antonio)

Carissimi nipotini,
speriamo che la gravissima situazione sanitaria dovuta alla seconda ondata del Covid, migliori e, se non potremo godere degli addobbi e delle luminarie delle strade e delle città, cercheremo di ritrovare l’atmosfera natalizia curando ancor di più gli addobbi nelle nostre case.

In quest’ottica, sfruttando il maggior tempo disponibile a causa delle necessarie restrizioni, cerco di preparare con anticipo agli addobbi natalizi di casa mia, addobbi che la tradizione popolare vuole che siano pronti ed esposti per l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione.

Quando i miei figli erano piccoli e ora che ci sono i miei quattro nipotini, la preparazione degli addobbi natalizi diventa un appuntamento immancabile e una festa ancora più bella. Comunque credo che in casa mia, nei miei ormai 45 anni di matrimonio, non sia mai mancato un segno del Natale.

Personalmente preferisco il presepio ma, compatibilmente con lo spazio, di solito faccio entrambi ed è quello che farò quest’anno.

Ultimamente l’albero di Natale, che è rigorosamente sintetico, viene addobbato completamente con preziosi soggetti in cotone realizzati con tanta pazienza con la tecnica del chiaccherino dalla nonna Lina che illustrerò prossimamente in una letterina specifica a questo argomento.

Per il presepe, di solito utilizzo le vecchie statuine, realizzando una disposizione tradizionale con materiali naturali quali legno, sassi e muschio oppure cerco di realizzare dei presepi artigianali e di fantasia con materiali vari.

Quest’anno ho pensato di recuperare dalla soffitta un presepe che ho costruito per il Natale del 1978 e quindi ben 42 anni fa.

È un presepe al quale sono particolarmente affezionato perché nella preparazione della struttura portante mi sono avvalso della mano esperta di saldatore del mio povero papà che è mancato nel 1981.

All’epoca ho pensato di rappresentare la nascita di Gesù all’interno di una stella e ho quindi pensato ad una struttura portante in ferro.

Preparato lo scheletro in tondino rimane da rivestirlo e per questo ho pensato di utilizzare del compensato dello spessore di 5 mm. Per far vedere la natività che andrò ad inserire sul fondo, ho lasciato vuoto il pentagono davanti.

Per rivestire il pentagono posteriore, sono andato a tagliare due pannelli gemelli di compensato tra i quali ho incastonato la forma di una natività stampata su una pellicola in plastica trasparente.

Rimangono ora da tagliare quattro triangoli per ciascuna delle cinque punte. Per personalizzare e aggiungere un ulteriore significato natalizio, ho pensato di disegnare su ognuno dei quattro lati delle cinque punte dei soggetti che richiamino il presepe.

Sulle due punte che guardano verso l’alto ho disegnato la figura dell’Arcangelo Gabriele che annuncia a Maria la nascita del Salvatore.

Sulle due punte laterali ho disegnato un pastore con al seguito due pecorelle. Il pastore è inginocchiato in atteggiamento di adorazione.

Infine, nella punta in basso. ho disegnato la scritta: “Venite adoriamo, è nato il re dei re”.

Ipotizzando di illuminare l’interno della stella con delle piccole lucine colorate, ho pensato che sarebbe stato bello far uscire la luce con una serie di piccoli forellini ravvicinati posti sul contorno del disegno.

A questo punto, eseguito il disegno a matita, con una pazienza certosina, sono andato a fare tanti piccolissimi fori. Non ricordo più quanto tempo ho impiegato. Ricordo che questo lavoro lo facevo la sera dopo la cena nel solaio della mio primo appartamento, con pochissima attrezzatura (una piccola morsa montata su un tavolo e un trapano a mano libera, mentre sarebbe stato molto utile un banco da falegname e un trapano a colonna).

Il tutto in un ambiente poco illuminato e non riscaldato. Credo che, mal contati, possano essere attorno ai 7000 fori! Comunque la passione e la voglia di portare avanti questo progetto non mi ha fatto sentire il freddo né pesare il lavoro e, ogni sera ritornavo in casa soddisfatto pensando al lavoro fatto e a pianificando quello che restava da fare.

Terminata la foratura dei venti triangoli, è seguita una paziente pulitura con carta vetrata e poi è incominciato l’assemblaggio che ho realizzato unendo assieme tutte le parti con colla vinilica facendole aderire allo scheletro in ferro.

A completare il tutto la verniciatura dell’intera struttura. Trattandosi di una stella ho pensato di colorare in giallo le punte in compensato e in argento la struttura portante in tondino di ferro.

A questo punto non mi rimaneva che predisporre e installare le varie lucine colorate. Per fare in modo che non si vedessero fili, ho pensato di mettere tutte le lucine e i relativi fili di collegamento sul lato posteriore, nascondendo la discesa del filo per l’allacciamento alla corrente, sul piccolo traliccio di sostegno alla struttura.

Per l’illuminazione dell’intera stella ho utilizzato delle piccole lucine colorate a goccia collegandole, direttamente sul soggetto, con due circuiti in serie. Il primo è quello che va ad illuminare le cinque punte.

Ho posizionato 4 lampadine per ciascuna punta unendole con il filo necessario a raggiungere il punto successivo e formando così un circuito di 20 piccole lampadine di colore rosso.

Il secondo è quello che va ad illuminare il pentagono di fondo ed è stato realizzato posizionando 2 lampadine per ciascun lato e quindi formando un circuito di 10 lampadine di colore verde.

I due circuiti sono indipendenti e possono essere fatti funzionare alternativamente. Di solito uso una presa intermittente a due posizioni in modo che si accendono e si spengono alternativamente le lucine rosse delle punte e le lucine verdi del fondo, ottenendo un simpatico effetto soprattutto in un ambiente poco illuminato.

La stampa della natività posta nel pentagono posteriore, mi sembrava che si vedesse poco, per cui ho pensato di sfruttare la profondità della stella mettendo un ripiano in vetro dove sono andato a posizionare la scena della natività utilizzando le mie statuine e questa è la disposizione che ho utilizzato ogni volta che, in questi 42 anni, ho esposto il presepio.

Concludendo, vorrei dire ai miei carissimi nipotini e ai lettori tutti, che ho ripercorso e condiviso tutte le fasi della costruzione di questo presepio non certo per vanto ma per ricordare il lavoro e la figura del mio caro papà e nella speranza di stimolare la voglia di personalizzare i propri addobbi e contribuire così a creare un’atmosfera natalizia ancora più magica.

Carissimi saluti e auguri di un sereno Santo Natale

nonno Antonio

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