Museo del falegname Tino Sana con i bambini, che sorpresa!

Abbiamo visitato il Museo del falegname Tino Sana con i nostri bambini in compagnia dei nonni (come festeggiare meglio la loro festa?!?). Confessiamo che non avevamo mai sentito parlare di questo spazio espositivo e ne siamo stati piacevolmente colpiti.

Dove si trova? Vi diamo innanzitutto le coordinate per raggiungere il Museo. Siamo a Almenno San Bartolomeo, provincia di Bergamo, all’inizio della Valle Imagna. Un paesaggio collinare gradevole e un borgo carino!

Un po’ di storia del Museo del falegname. Il Museo nasce nel 1987, grazie alla grande passione per l’arte del mestiere del falegname di Tino Sana, recentemente scomparso. Si tratta di un uomo che, negli anni del boom economico, partendo da zero, ha costruito un piccolo impero, specializzandosi nella realizzazione di arredi per alberghi e navi da crociera.

Partendo come un piccolo spazio di conservazione di vecchi attrezzi del mestiere, è divenuto un museo molto ricco e interessante, un viaggio che passa dal mestiere del falegname ai mestieri popolari ormai scomparsi, tocca l’arte del burattinaio fino a giungere alla storia della bicicletta e della motocicletta.

L’esposizione si sviluppa su tre piani, collegati tra loro con l’ascensore (rendendo quindi la visita accessibile ai passeggini e a chi ha difficoltà motorie).

Il piano terra è dedicato prettamente al falegname e a tutti gli arnesi del mestiere. Utensili e macchine antiche, di cui molte dalle dimensioni importanti e ricostruzioni di botteghe dell’epoca. Una vera arte quella della falegnameria!

Troverete le botteghe da falegname Lonni e Bonavita e Tino Sana, la bottega del seggiolaio, dell’intarsiatore, del liutaio e del gabbiaio, la bottega Rota Nodari per costruire pavimenti intagliati, la bottega dello scultore di Enrico Manzoni e la torniera Pelaratti.

Il piano superiore è dedicato all’arte del burattinaio e alla storia della motocicletta e della bicicletta. E’ la parte del museo che, personalmente, mi ha più entusiasmato e che ha interessato molto anche i nostri bambini.

Anche qui non mancano le ricostruzioni di ambientazioni del passato, con un tuffo nei paesi di una volta dove c’erano l’osteria, il calzolaio, il barbiere…

Troverete una bicicletta per ogni mestiere. La due ruote dello straccivendolo, del lattaio, del panettiere, del barbiere, del cartolaio e moltissime altre (l’elenco sarebbe davvero lunghissimo!). Pezzi unici che vorrete ammirare uno ad uno.

Spazio, come dicevamo, anche alla motocicletta con una ricca collezione e ai burattini.

Proseguendo sempre sullo stesso piano avrete la possibilità di ammirare la collezione di Felice Gimondi, grande amico di Tino Sana. Moltissime le biciclette del campione bergamasco e avrete la possibilità di osservare le biciclette, tra le altre, di Marco Pantani, Stefano Garzelli, Francesco Moser.

Non nascondo l’emozione provata in questa sala dello spazio espositivo nel vedere da così vicino biciclette che hanno fatto letteralmente la storia del ciclismo!

Il piano inferiore ospita carri, carrozze, barche, slitte e anche un’automobile datata 1924. E non solo. Qui troverete altri macchinari realizzati in legno e ambientazioni fedeli legate a mestieri popolari.

Si tratta di un percorso che partendo dall’albero, risorsa indispensabile per l’uomo, racconta la sua trasformazione per strumenti agricoli e per la vita quotidiana.

Il Museo del falegname Tino Sana è stata una vera sorpresa per noi e ciò che abbiamo più apprezzato è la passione che il suo fondatore è riuscito a riversare in tutto il percorso espositivo.

“Chi visiterà il mio museo proverà quello che provo io nel vedere questi oggetti e nel capire quello che rappresentano: l’impegno, la fatica, l’arte e soprattutto l’amore per uno dei mestieri vecchi come l’uomo”, Tino Sana.

Per conoscere gli orari di visita e avere maggiori informazioni, vi invitiamo a visitare il sito internet del Museo (http://www.museotinosana.it/).

Dove mangiare? Dopo aver visitato il Museo, abbiamo fatto due passi nel centro di Almenno San Bartolomeo (distante circa 1 km dallo spazio espositivo). Vi segnaliamo il Ristorante Quarenga, dove abbiamo pranzato. Buon rapporto qualità/prezzo, un parco giochi a 50 metri, servizi con fasciatoio e servizio molto cordiale.

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