La Rocca di Angera con i bambini

La nostra visita alla Rocca di Angera con i bambini è avvenuta in occasione di un compleanno speciale. Per i 70 anni del nostro Nonno Antonio, abbiamo deciso di passare una giornata insieme sulle rive del Lago Maggiore per restituirgli, in modo del tutto simbolico, parte del tempo che ci dona ogni giorno.

Angera si trova in provincia di Varese, sulla sponda sud-orientale del Lago Maggiore. Si raggiunge facilmente in automobile e dista circa 45 minuti dalla città di Milano.

Fiore all’occhiello di Angera è, senza dubbio, la sua Rocca Borromea. Un complesso ottimamente conservato, al cui interno, tra le altre cose, trovate il Museo della Bambola e del Giocattolo. Potete inoltre visitare i suoi splendidi giardini e godere di una vista d’eccezione sul Lago Maggiore.

La Rocca è il risultato di cinque diversi corpi di fabbrica costruiti a partire dal secolo successivo al Mille fino al Seicento. Si tratta della Torre Castellana, l’Ala Scaligera, l’Ala Viscontea, la Torre di Giovanni Visconti e l’Ala dei Borromeo.

Informazioni per la visita. Se avete intenzione di organizzare una visita alla Rocca di Angera, vi lasciamo qualche informazione. In prossimità dell’ingresso è disponibile un ampio parcheggio gratuito.

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro per gli adulti mentre fino ai 6 anni è gratuito. Sconsigliato l’utilizzo del passeggino, data la presenza di molte scale e diversi livelli.

Quattro percorsi di visita. Abbiamo effettuato un tour partendo dal Museo della bambola e del giocattolo, passando poi alle Sale Storiche e terminando con il Giardino Medievale. Abbiamo saltato l’Ala Scaligera (che apriva alle 12) che ospita, fino al 1° novembre, la mostra “Fantastic Utopias”.

Museo della Bambola e del Giocattolo. Fondato nel 1988, si tratta di una ricchissima collezione, caratterizzata da grandi varietà, qualità e rarità. Sono dodici le sale (collocate nell’Ala Viscontea e Borromea) che ospitano più di mille bambole in un viaggio dal XVIII secolo fino ai giorni nostri.

Trovate anche giocattolini e modellini di mobili (splendidi!). I nostri bambini (e anche la nonna Lina) hanno molto apprezzato la visita a questo Museo davvero ben allestito e curato.

Sale Storiche. Qui vi trovate al secondo livello della Rocca. Si parte dalla Sala della Mitologia, per passare alla Sala del Buon Romano. Avete poi modo di visitare la Sala dei Fasti, la Sala di San Carlo, la Sala delle Cerimonie e la Sala di Giustizia, indubbiamente la più bella dove potete ammirare gli affreschi della battaglia di Desio del 1277.

E’ da quest’ultima Sala che potete accedere alla torre, il miglior punto panoramico dell’intera Rocca!

Giardino medievale. La sua realizzazione è piuttosto recente e datata 2008. E’ stato creato dopo un attento studio basato su codici miniati e documenti d’epoca. Potete ammirare fiori ed erbe officinali nel Giardino delle erbe piccole, il Boschetto con i suoi noccioli, cipressi e lecci, il Giardino dei Principi e il Verziere.

Per la visita della Rocca mettete in conto almeno un paio d’ore. Tenete ovviamente in considerazione la pazienza dei vostri bambini…

Dopo la Rocca? Angera si trova sul Lago Maggiore e dopo la sua visita non può mancare una passeggiata sul lungolago. Qui trovate un’ampia offerta di bar e ristoranti, un grande prato antistante la passeggiata e un parco giochi ben tenuto ed accessoriato.

Per mancanza di tempo ed opportunità, non abbiamo visitato il centro storico della cittadina che, tra le altre cose, ospita anche un interessante Museo Archeologico. Sarà per la prossima volta.

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1 commento

  1. Ringraziamo nostro figlio e la sua famiglia per questa bellissima giornata e ci accodiamo nel sottolineare l’ottima conservazione, la bellezza della struttura e la ricchezza delle mostre contenute nella Rocca Borromea. Il tutto è stato amplificato da una limpida giornata di sole, nella stupenda cornice del lago Maggiore. E’ una meta che ci sentiamo caldamente di suggerire, anche a famiglie con bambini piccoli perchè anche i nostri nipotini hanno camminato volentieri per tutto il percorso e hanno fatto capire di apprezzare gli oggetti esposti, trattandosi anche di bambole e giochi per bambini di altri tempi. Nonna Lina e nonno Antonio.

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