Nonno Antonio e i suoi lavoretti in tempi di coronavirus

Carissimi nipotini,
dopo il lavoretto della personalizzazione delle vostre cassette, ho pensato di realizzare (era già da un paio d’anni che la rimandavo) una struttura a sostegno della passiflora che ho nel giardino dietro casa.

Purtroppo non dispongo di un’attrezzatura adatta a lavorare il ferro e in questo periodo di “forzato confino in casa” non è possibile nemmeno uscire ad approvvigionarsi di eventuale materiale mancante e quindi ho dovuto arrangiarmi alla meglio con quel poco che avevo.

Mi sono ricordato che anni fa avevo portato a casa, prelevandoli dal rottame dell’oratorio, alcuni tubi con una forma a semiarco e con una sezione quadrata di 2 cm.

La piegatura di questi tubi non è però perfettamente a semiarco, bensì è una piegatura che tende verso il basso e, supponendo di unirne due, non viene un arco (forma alla quale io sono particolarmente affezionato) sufficientemente largo e con una forma esteticamente accettabile.

Per spiegarmi meglio, allego la foto del bozzetto che ho preparato per la realizzazione dell’arco stesso.

A sinistra è rappresentata la forma che si otterrebbe dall’unione dei due tubi, forma che non mi piace e che comunque darebbe origine ad una struttura troppo stretta per l’utilizzo che ho in mente io.

A destra è rappresentata la trasformazione della struttura ottenuta distanziando maggiormente i due tubi a semi arco e unendoli con dei tondini di ferro (probabilmente avanzi da costruzioni edili, recuperati in solaio).

Il tondino superiore (rappresentato in rosso nel disegno) è stato piegato in modo da ottenere un arco regolare e, a questo punto, non avendo la saldatrice e per non lasciare degli antiestetici monconi, ho pensato di preparare (rappresentati in verde nel disegno) due riccioli di tondino che vanno ad unire tutta la struttura conferendo anche un gradevole aspetto estetico.

La parte finale del ricciolo verde l’ho infilata fin dove è stato possibile (per circa 30 cm) all’interno del tubo, mentre l’unione dei tondini tra di loro e con i due tubi a semiarco, l’ho realizzata con delle semplici fascette elettriche.

Nella piegatura a mano dei tondini ho avuto un po’ di difficoltà e ho ricordato e rimpianto la vecchia officina del mio papà di cui più volte vi ho parlato in precedenti lettere pubblicate nel blog.

Con quella attrezzatura avrei fatto meno fatica e avrei potuto ottenere una piegatura più regolare.

Ho poi preparato due tondini di circa 80 cm (vedi figura al centro del disegno) che infilati per metà nel terreno, dove vengono bloccati da una flangia, e l’altra metà all’interno dei tubi, serviranno per sostenere l’intero arco.

Per fare in modo che il mio arco abbia una profondità, ho preparato due strutture gemelle che, una volta piazzate a distanza di 30 cm circa nel terreno, sono andato a unire con dei travetti di plastica anche questi ancorati alla struttura con delle fascette elettriche.

Dopo una mano di vernice verde la mia struttura è pronta e ho quindi provveduto a legare alla stessa il tronco, ancor privo di foglie, della mia pianta di passiflora.

Ora non mi resta che aspettare che la natura faccia il suo corso facendo germogliare le foglie e i meravigliosi fiori chiamati anche “fiori della passione di Cristo”.

Nel darvi appuntamento alla pubblicazione dell’immagine dell’arco coperto dalla passiflora e alla spiegazione di questo bellissimo e originale fiore, vi saluto caramente.

Nonno Antonio

Le fotografie sono della nonna Lina

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