Scuole chiuse, bambini al parco: scarico di responsabilità sui genitori?

In queste giornate di emergenza Coronavirus abbiamo fatto tante riflessioni. Ci ritroviamo in quarantena con tre bambini sotto i 5 anni e come molti stiamo affrontando difficoltà legati agli aspetti più pratici e a quelli socio-educativi.

Proprio qualche giorno fa abbiamo condiviso con chi ci legge una riflessione sul fatto che sia praticamente impossibile continuare (o riprendere) le nostre attività lavorative con scuole chiuse e nonni in quarantena.

Altrove la scuola e soprattutto le esigenze dei bambini sono state messe in primo piano. Non in Italia dove, per esempio, sembra più importante far riprendere il campionato di calcio di Serie A (credo che ogni commento in merito sia superfluo…).

Abbiamo interpellato anche una voce autorevole come quella del Prof. Alberto Pellai in un’intervista che vi invitiamo a leggere. Le sue parole sono sempre illuminanti e lo sono state anche questa volta.

Tra quanto ha scritto riportiamo la chiusura del suo intervento:

Siamo tutti capitani di una zattera che si trova in aperto mare e nel bel mezzo di una tempesta. Forte è la stanchezza e spesso viene la tentazione di mollare: ma se guardiamo chi c’è sulla nostra zattera, ovvero i nostri figli, sappiamo che vale la pena rimanere solidi e compatti, al comando di questa situazione difficile. Se noi ce la facciamo, ce la faranno anche loro con noi.

La data del 4 maggio è dietro l’angolo e le voci di possibili e parziali riaperture si rincorrono su tutti i giornali. E’ fisiologico, l’economia deve riaprire e con essa molti di noi (altri come il sottoscritto già lo stanno facendo) dovranno tornare ad uscire dalle proprie abitazioni.

Tra i vari provvedimenti si parla della riapertura dei parchi pubblici. Ad oggi sono ipotesi ma è verosimile che ciò avverà o comunque questi spazi verrano resi nuovamente fruibili prima della riapertura delle scuole.

Vi immaginate cosa succederà appena i parchi apriranno dopo più di 2 mesi di clausura nelle proprie abitazioni? Penso alle città, per esempio. Ma non solo. I parchi si ripopoleranno e sfido tutti voi a far rispettare il distanziamento sociale ai più piccoli.

Distanziamento che, tra le altre cose, in molti casi già non si rispetta oggi. Perché gli spazi condominiali spesso sono già luogo di ritrovo dei bambini che abitano in questi contesti.

Non so quale sia il vostro pensiero. A mio avviso, in questo modo, le responsabilità vengono scaricate unicamente sui genitori, cui spetterà il compito di far rispettare tale distanziamento.

Giusto e scontato che la responsabilità dei figli spetti ai propri genitori ma qualcosa in più si potrebbe fare. Pensare ad una scuola diversa, vissuta su turni, prediligendo gli spazi aperti.
Centri estivi dove garantire bisogni dei bambini come la socialità, dando nel contempo un aiuto a quei genitori che devono lavorare.

Sono soltanto alcune idee…
L’auspicio è che i diritti dei bambini vengano considerati in modo prioritario e non lasciati al caso o al buon senso delle famiglie. Anche perché, purtroppo, non esistono soltanto famiglie del “Mulino bianco”.

1 commento

  1. I bambini non sono stati presi in considerazione..è scandaloso questo. Si potevano riaprire le scuole ,anche solo due ore al giorno ,dividendo i bambini in piccoli gruppi, si potevano organizzare lezioni all’ aperto solo per avere un minimo di confronto e di socialità. Mi viene voglia di cambiare paese..un paese dove le famiglie e i bambini vengono al primo posto. Sono loro il nostro futuro

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