Il Coronavirus secondo Nonno Antonio

Carissimi nipoti,
oggi voglio parlarvi un poco di questo nuovo contagio (Coronavirus) che sta cambiando il nostro modo di vivere. Voi siete troppo piccoli per conservare la memoria di questi eventi straordinari e quindi credo sia importante che vengano messi per iscritto non tanto le problematiche e le spiegazioni tecnico scientifiche, abbondantemente trattate dai media, ma soprattutto i sentimenti e le riflessioni che questo evento suscita e muove nella vita della popolazione e in particolare in quella dei nonni.

Oltre allo stato di ansia, alimentata dai dati incalzanti del numero dei contagiati, la nostra vita è cambiata soprattutto dai necessari provvedimenti di restrizione o addirittura di annullamento di molte attività fondamentali quali la scuola, in qualche caso anche il lavoro,
o quelle apparentemente meno importanti che vanno dal turismo, agli spettacoli, alle funzioni religiose o alle manifestazioni sportive o quelle di qualsiasi genere che prevedano un assembramento di persone.

Personalmente le mie settimane erano scandite da impegni sociali nel campo del volontariato che occupavano alcune ore di ogni giorno lasciando a malapena lo spazio per i nipoti, la casa, l’orto. Con le restrizioni di assembramento pubblico, tutti questi impegni sono stati annullati e quindi mi trovo ad avere più tempo per la mia famiglia e per me stesso.

E’comunque una strana sensazione perché, abituati a correre tutti i
giorni, quando ci si ferma sembra che manchi qualcosa e ci vuole un po’ ad accettare e ad imparare a valorizzare questo “apparente vuoto” che può diventare invece una grande opportunità e ricchezza.

Abbiamo ormai iniziato la terza settimana di restrizioni e purtroppo
le previsioni propendono per un inasprimento e ulteriori proroghe. La limitazione dei contatti è l’unica arma di rallentamento del contagio. E’ dunque meglio rassegnarci e imparare a sfruttare al meglio questo tempo.

In questo periodo i nonni sono diventati una risorsa preziosa per la cura dei nipoti che non potendo più andare a scuola, necessitano di essere seguiti per permettere ai genitori di continuare a lavorare. Questo è un compito impegnativo ma allo stesso tempo bello e ricco di soddisfazioni perché permette ai nonni di godere a lungo della compagnia dei nipoti.

Dovendo poi principalmente stare in casa, il dialogo aumenta e viene sollecitata la fantasia per trovare modi di occupare e intrattenere i bambini. Io parlo in particolare dei miei nipoti che spaziano dai 9 mesi ai 4 anni, con i quali ci si ingegna (da questo momento parlerò al plurale aggiungendo necessariamente la nonna Lina che condivide con me l’ansia di questi giorni, la fatica ma soprattutto la gioia della presenza dei nostri cari nipotini).

Cerchiamo di giocare un po’ all’aria aperta nel nostro giardino, li impegniamo con giochi classici e, molto spesso, si ricorre a racconti del nostro passato o di fantasia inventati sul momento, oppure si sfogliano o si leggono libri di favole e di avventure.

Capita spesso che questi argomenti sollecitino da parte dei bambini, le domande più strane e curiose che spesso ci commuovono e ci spiazzano, e alle quali cerchiamo di dare una risposta.

Tutto questo rafforza il legame nonni-nipoti, riempie e arricchisce il nostro tempo e crediamo accresca il bagaglio culturale e affettivo dei bambini che è fondamentale per una loro crescita sana ed equilibrata.

Esaurito l’impegno con i nipoti, si può trovare lo spazio per pensare maggiormente a se stessi. Se il tempo lo consente si possono fare delle belle passeggiate nelle campagne che circondano il nostro paese.

Abbiamo la fortuna di avere a portata di mano il bellissimo Parco del Curone che offre una infinità di sentieri, uno più bello dell’altro. Camminare nel verde oltre che ad essere piacevole, aiuta a rilassarsi e a consolidare le difese immunitarie.

E’ anche il momento per riprendere quei lavoretti di casa che, nel normale tran tran, vengono accantonati per mancanza di tempo.
Che dire poi della gioia e del valore di riprendere o intensificare la lettura di qualche buon libro.

Personalmente tutto quanto sta accadendo attorno alla diffusione di questo virus, mi ha fatto venire alla mente alcune pagine dei Promessi Sposi (XXXI e XXXII capitolo che sono andato a rileggere) dove si parla della terribile diffusione della peste attorno al 1630.

Fortunatamente l’attuale virus sembra essere meno virulento e gli attuali mezzi medico-scentifici sono di assoluta eccellenza, ma quello che mi ha colpito è la similitudine dei sentimenti, non sempre edificanti, che “di fronte alla paura” l’uomo riesce a muovere e far emergere.

Cerchiamo quindi di far tesoro degli sbagli del passato e, consapevoli che la soluzione di questo problema non dipende solo dagli altri ma dal comportamento corretto e consapevole di ciascuno di noi, cerchiamo di seguire le indicazioni che ci vengono date.

Approfittiamo inoltre del “tempo” che deriva dalle restrizioni, per curare, seguire ed amare di più i nostri cari e noi stessi.

Nella speranza che questi sentimenti condivisi aiutino anche altri a rendere emotivamente meno pesante questo periodo, solidarizziamo con i parenti di quanti non ce l’hanno fatta e con tutti coloro che sono attualmente colpiti augurando loro una veloce e completa guarigione.

Vi diamo l’appuntamento al prossimo aggiornamento in materia, sperando che sia l’annuncio della fine dell’emergenza.

Un caro saluto

da nonno Antonio e da nonna Lina

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