Coronavirus: come si vive in quarantena a Codogno

Abbiamo già parlato su questa pagine di coronavirus. Abitiamo in Lombardia e siamo sottoposti ad alcune misure che, in qualche modo, inficiano sulle nostre libertà. Decisamente più pesante è la situazione di chi abita nella “zona rossa”.

Per questo motivo abbiamo contattato la Dott.ssa Sara Boschiroli, psicologa e psicoterapeuta, mamma e legata a Codogno, dove abita e lavora. Perché di questo coronavirus si è detto di tutto, anche troppe cose a sproposito.

Ci sembrava però giusto parlare di coloro i quali sono stati toccati in prima persona dai disagi legati alla quarantena.
Grazie infinite a Sara per la disponibilità e un abbraccio virtuale a tutti i suoi concittadini.

A più di una settimana dalla quarantena, come descriveresti la situazione di Codogno e dei suoi abitanti?

Dopo i primi giorni in cui le persone faticavano ad uscire di casa e c’erano molta psicosi e paura generalizzata, oggi le persone girano per le vie del paese in modo molto più tranquillo pur mantenendo tutte gli accorgimenti stabiliti dalle autorità.

Nei giorni scorsi, durante giornate quasi primaverili, le piste ciclabili erano affollate da adulti e bambini perché passeggiare all’aria aperta non è in alcun modo proibito.

I generi di prima necessità sono garantiti e, a parte i primi giorni, le code all’ingresso dei supermercati sono sparite.

L’unica cosa che permane è il silenzio delle strade rotto dal suono delle ambulanze, a quello difficilmente ci si abitua…

Ci descrivi in cosa consiste la quarantena? Potete uscire di casa? E’ proibito incontrare altre persone del paese?

La quarantena prevede che si possa circolare all’interno della zona rossa ma non possiamo accedere all’esterno di questa. Le uscite devono comunque essere limitate ed incontrarsi con gli altri è poco consigliato per il rischio di contagio.

Certo che non viviamo da reclusi, facciamo passeggiate e possiamo incontrare persone preferibilmente all’esterno mettendo in atto tutti gli accorgimenti dettati dal Ministero della Salute.
Naturalmente tutto ciò vale per chi non è stato contagiato dal virus.

Approvvigionamento di cibo e spese per esigenze personali: come siete organizzati?

Come già detto, reperire generi alimentari o di prima necessità non rappresenta più una difficoltà. I supermercati ed i negozi di generi alimentari hanno riaperto solo con qualche limitazione oraria, aperte anche le farmacie e le edicole. Naturalmente, per precauzione ci rechiamo solo noi adulti in questi luoghi.

Quanti anni hanno i tuoi bambini? Come organizzi le loro giornate?

Abbiamo due bambini di 9 e 3 anni. Le nostre giornate trascorrono tra compiti in quanto la scuola si è attivata in modo da garantire una continuità nonostante non vi sia frequenza scolastica, giochi da fare in casa e in giardino.

Non vi è molta differenza rispetto a quelle giornate di pioggia che ti costringono a rimanere in casa, l’unica differenza è che ci vuole un po’ di fantasia in più perché questa “pioggia” potrebbe (speriamo) durare 14 giorni.

Tu e tuo marito lavorate? In questi giorni è tutto fermo per le vostre professioni?

Mio marito svolge una professione in ambito IT quindi può tranquillamente svolgere il suo lavoro da casa. Io gestisco uno studio di psicoterapia qui a Codogno quindi il 21 febbraio ho dovuto chiudere e annullare tutti gli appuntamenti fino al 7 marzo.

Ho dato comunque la possibilità ai miei clienti di effettuare le sedute via Skype o un supporto telefonico in questi giorni di emergenza.

A tuo avviso l’assistenza ricevuta da forze dell’ordine, protezione civile e personale medico è sufficiente?

In momenti come questi è facile criticare, io mi limito a dire che la situazione è davvero difficile, molte persone lamentano scarsa assistenza e difficoltà ad accedere ai numeri telefonici di emergenza.

Io fortunatamente non ho avuto un’esperienza diretta quindi mi limito a riferire quanto riportato da persone a me vicine.

A tal proposito, anche per snellire l’accesso a tali numeri, insieme alle colleghe dello studio abbiamo istituito un servizio di sostegno psicologico totalmente gratuito per i residenti della zona rossa, al quale possono accedere compilando un form e vengono contattate da professionisti qualificati (https://saraboschiroli.com/contatti/contattami/).

Un pensiero e ringraziamento va sicuramente a tutto il personale medico ed infermieristico che sta lavorando in una situazione di vera emergenza e a tutte le persone che sono ricoverate senza poter avere la vicinanza fisica dei propri cari.

Cosa vi manca di più in queste giornate?

Cosa ci manca di più… Sicuramente i rapporti umani, la possibilità di abbracciare chi sta affrontando un momento di difficoltà

Spero che questa situazione ci porti a posare gli smartphone e ad apprezzare maggiormente i rapporti umani, la possibilità di parlare guardandoci negli occhi perché se è vero che abbiamo un sacco di mezzi di comunicazione, è altrettanto vero che nulla può sostituirsi ad un abbraccio!

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