Marina P: essere mamma in Francia, a ritmo di reggae

Eccoci con una nuova “puntata” delle nostre interviste a mamme o papà italiani emigrati all’estero. Abbiamo iniziato con Cecilia e l’Austria. Il nostro intento è quello di conoscere come funzionano le questioni legate a maternità, paternità e diritti per le famiglie nel resto del mondo (temi che ci sono particolarmente cari!).

Eccoci dunque con una nuova intervista. Abbiamo fatto due chiacchiere con Marina P, cantante reggae e mamma di due bambini. E’ in Francia da molti anni… Spazio dunque alle sue parole e grazie ancora a lei per la disponibilità. Buona lettura e, se come noi amate anche il reggae, vi consigliamo di ascoltare le sue canzoni!

Ci racconti in poche parole la tua storia? Come e perché sei finita in Francia?

Sono arrivata con una borsa di studio Erasmus nel 2001 e dopo essermi laureata nel 2004 sono tornata con un’altra borsa di studio per essere insegnante madrelingua e sono rimasta a vivere qui a Parigi con il mio compagno francese.

Fare figli in Francia: quale assistenza si riceve durante la gravidanza?

La politica natalista della Francia è nota, qui si fanno molti figli. Le mie gravidanze sono state abbastanza semplici quindi ho avuto un’assistenza classica con una visita mensile all’ospedale e tre ecografie gratuite.

C’è una buona assistenza anche per le gravidanze più difficili che hanno bisogno di essere seguite più da vicino. Le spese extra sono rimborsate di solito dalla “mutua” privata che completa quella pubblica e che è obbligatoria per tutte le persone che lavorano ma a carico del datore di lavoro.

Dopo la nascita quali sono i diritti per mamme e papà?

Dopo la nascita del primo e del secondo figlio le mamme hanno diritto a 12 settimane a casa e i papà soltanto 12 giorni. Si può poi interrompere il lavoro per 6 mesi per uno e chiedere un contributo della CAF (Caisse des affaires familiales) per restare a casa. I tempi si allungano a partire dal terzo figlio.

Noi abbiamo scelto l’alternativa del part-time per i primi 3 anni dei nostri bambini e abbiamo ridotto entrambi i nostri orari di lavoro. Abbiamo ricevuto un complemento sullo stipendio da parte della CAF.

Viene garantita un’assistenza economica ai figli da parte dello Stato? Se sì. in quale misura?

Al settimo mese di gravidanza ogni famiglia riceve un assegno di quasi 800 euro per ogni figlio ed è un contributo molto importante per il materiale di puericoltura. Poi, per i primi 3 anni, c’è un contributo in funzione della situazione economica che puo’ raggiungere i 130 euro al mese. A partire dal secondo figlio si riceve una “allocazione familiare” per tutti, senza condizioni, di 120 euro al mese.

Per i primi 3 anni siamo quindi molto aiutati. Per il grande, a partire da 6 anni, ogni anno il primo giorno di scuola riceviamo un aiuto di 90 euro per il materiale scolastico, ma vale solo per le famiglie non imponibili.

Capitolo istruzione: ci sono differenze sostanziali rispetto al sistema italiano?

L’anno scolastico in Francia è scandito da molte “vacanze”, due settimane ogni 7 settimane. Questo puo’ essere utile per i bambini che affrontano giornate molto lunghe, dalle 8h20 alle 16h30 dal lunedi al venerdi (ma il mercoledi restano a casa).

Poche famiglie possono godere dell’aiuto dei nonni e molti genitori che lavorano lasciano i figli al dopo scuola, un servizio municipale che dura fino alle 18h30 fatturato alle famiglie in funzione del loro quoziente familiare. Anche durante i periodi di vacanza il centro municipale accoglie i bambini dalle 8 alle 18. Questo ovviamente per quanto riguarda la scuola pubblica.

Sei una cantante reggae. Come si coniugano i tuoi impegni artistici con la gestione di due figli?

Effettivamente la nostra è un’organizzazione un po’ atipica. Ho cominciato ben prima di avere dei bambini e ci siamo adattati ai cambiamenti piano piano. Sono a casa durante la settimana ma parto il week end in giro per l’Europa, è quindi il mio compagno che si occupa di loro durante le mie assenze.

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Sono livornese quindi mi manca sopratutto il mare! Torniamo in Italia 3/4 volte l’anno per vedere i nonni e questo grazie anche ai periodi di vacanza da scuola!

Perché consiglieresti (se lo faresti) ad una famiglia di trasferirsi in Francia?

La Francia è un paese molto burocratico, ci vuole del tempo per capire quali sono i propri diritti ma ci sono moltissimi aiuti per permettere alle famiglie di avere una buona organizzazione. A Parigi in particolare il problema principale sono gli affitti (molto alti) e gli appartamenti (molto piccoli). Non direi che è una città a misura di bambino.

In generale si cerca di spostarsi fuori città per avere più spazio soprattutto dopo la nascita del secondo o terzo figlio. Invece per quanto riguarda le attività culturali e ludiche Parigi è il top! Sono comunque molto felice di aver potuto conciliare le mie ambizioni professionali con la vita di famiglia e per riuscirci gli aiuti statali ci hanno dato davvero un bell’aiuto.

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