Spazio gioco: l’importanza dell’esperienza nonno-nipote

Carissimi nipoti,
questa esperienza l’ho vissuta sempre assieme alla nonna Lina e quindi questa letterina sarà scritta a quattro mani. Circa tre anni fa, quando il primo di voi nipotini aveva solo pochi mesi, sentivamo spesso parlare, da un’amica di famiglia, dello spazio gioco. Quando entrava nell’argomento si entusiasmava e lasciava trasparire tutta la sua soddisfazione, la sua gioia e soprattutto quella del suo nipotino per la validità di questa iniziativa. Lo spazio gioco che la nostra amica frequentava era la “Casa dei piccoli” di Ronco Briantino.

Le argomentazioni della nostra amica furono talmente convincenti che, dopo aver partecipato ad un open day, decidemmo di fare anche noi questa esperienza. Iniziammo così con un nipote; l’anno dopo portammo anche la sua sorellina, mentre quest’anno abbiamo proseguito solo con lei perché il maggiore ha iniziato l’asilo.

Una giornata tipo

Attraversata la nuova piazza della Chiesa di Ronco, all’inizio di una piccola discesa, attraverso le ampie vetrate, già si intravvede l’interno del grande salone dove appaiono ben in ordine tutti le varie tipologie di giochi. Alla vista, la nostra nipotina, accelera il passo e ci trascina in una piccola corsa, ansiosa di raggiungere il salone.

All’ingresso, una delle volontarie saluta la bambina per nome intavolando con lei e con noi un piccolo discorso. La bambina però ha fretta di “buttarsi” nei giochi e quindi, il più velocemente possibile, la spogliamo, le mettiamo le calze antiscivolo e via che va ad impossessarsi di una delle tante macchinine per bambini.

Inizia così una mezz’ora di gioco libero dove i bambini si alternano a piacere sui vari modelli di macchine, di carrelli e di cavallini. Da queste passano alternativamente a giocare con piste varie, animali di ogni tipo, libri, bambole o infilandosi in colorati serpentoni di tela.

Le volontarie, i genitori e i nonni li seguono da lontano e raramente intervengono se non per interrompere qualche piccolo contrasto sull’utilizzo dei giochi, spiegando ai bambini che i giochi sono di tutti e che se proprio non riescono a giocare insieme, devono quantomeno alternarsi nell’utilizzo dello stesso gioco.

Questo infatti è il primo campo di socializzazione e di esercizio di condivisione che il bambino, abituato alle proprie cose, si trova ad affrontare.

Dopo la prima mezz’ora di cosiddetti “giochi liberi” viene l’ora della merenda. Ecco che magicamente compaiono dalla porta di un ripostiglio una pigna di tavolini e seggioline colorate. I bimbi, anche quelli più piccoli che hanno da poco imparato a camminare, sono attratti da questi oggetti e fanno a gara a spingerne uno ciascuno, scegliendo il colore preferito, nel posto predisposto per la merenda.

Ad uno ad uno si siedono nelle piccole sedie contro i tavolini che sono stati disposti in fila e normalmente ci sono almeno una decina di tavolini a fronte del doppio dei bambini. Qualche adulto provvede a distribuire un piattino e un bicchiere  per ciascun bambino, e una volontaria invita tutti al silenzio perché la merendina deve essere preparata e preceduta da una canzoncina (fame fame, sete sete…) tanto orecchiabile quanto appropriata a quello si sta per fare.

Inizia quindi la distribuzione di alcune fettine di frutta (in genere mela e banana) che i bambini mangiano molto volentieri. Segue poi la parte più attesa della merenda e cioè la distribuzione e la consumazione di un biscotto. Quasi sempre i bambini che lo desiderano possono usufruire di un bis sia della frutta che del biscotto, mentre agli adulti viene offerto un caffè o a piacimento un the caldo.

Terminata la pausa merenda, le volontarie e qualche adulto puliscono e sistemano tavolini e sedie nel ripostiglio e viene preparata l’attività di gruppo studiata per quel giorno. Ecco quindi che si può trovare l’attività di pittura murale con tempere. In questo caso i genitori vengono avvisati qualche giorno prima perché possano provvedere a vestire i bambini con vestiti di recupero o con grembiulini di plastica.

Dopo le prime pennellate, magari guidati dagli adulti, che quindi vanno a segno sui grandi fogli di carta applicati ad una parete, le successive incominciano ad andare un po’ dovunque e presto il pennello viene abbandonato e sostituito dalle mani e veramente se ne vedono di tutti i colori con qualche preoccupazione per gli adulti ma con grande divertimento dei bambini.

Altri giochi educativi di gruppo possono essere la manipolazione del pongo, della farina, il collage e altre ancora. Terminato il gioco di gruppo i bimbi vengono riuniti in circolo per il momento conclusivo che è costituito da alcune canzoncine guidate e mimate dalle volontarie. Anche questo è un momento molto atteso dai bambini (in particolare dalle bambine) e che coinvolge anche gli adulti.

Tutti in cerchio mano nella mano, adulti e bambini incominciano con un giro tondo per proseguire con altre canzoncine e terminare con un “vi dico ciao, vi dico ciao” che rappresenta il saluto finale.

Approfittiamo del fatto che siamo ormai vicini alla sospensione estiva per ringraziare tutte le varie volontarie che, con grande competenza, dedizione ed entusiasmo portano avanti questa importante iniziativa. A Paola, Virginia, Alessandra, alle volontarie della cucina e all’oratorio di Ronco che mette a disposizione il salone va il nostro più sincero ringraziamento.

Non sappiamo se con questa nostra testimonianza siamo riusciti ad entusiasmare mamme e nonni e a trasmettere loro le emozioni gioiose e positive che abbiamo vissuto in questo luogo. Se così non fosse li invitiamo a consultare il sito “La casa dei piccoli di Ronco Briantino” o quello di uno dei numerosi spazi giochi sparsi sul territorio ed eventualmente a partecipare ai relativi open day che di solito si tengono a fine estate.

Ai nostri nipotini che rileggendo da adulti questa letterina potranno ricordare questi momenti felici e alle mamme e ai nonni che vorranno seguire il nostro esempio porgiamo il nostro saluto e l’arrivederci alla prossima letterina.

Nonno Antonio e nonna Lina

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