Stop al bonus per baby sitter e nido: 3600 euro in meno per le neomamme

Con il messaggio n. 1353 del 3 aprile 2019 INPS ha annunciato la mancata proroga del beneficio “contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all’infanzia”. Tale misura permetteva alle neomamme di rinunciare al congedo parentale (la famosa maternità facoltativa di 6 mesi pagati al 30%), beneficiando di un contributo fino a 600 euro mensili per sei mesi (3.600 euro in totale) da spendere per baby sitter e asilo nido.

Il bonus baby sitter era stato introdotto nel 2013 per permettere alle madri di rientrare più serenamente al lavoro dopo la gravidanza e, nel corso degli anni, era stato utilizzato sempre di più.

Le mamme che avessero presentato domanda entro dicembre 2018, potranno usufuire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019.
Il contributo per far fronte agli oneri degli asili nido, invece, potrà essere fruito fino alla data del 31 luglio 2019.
Da tenere sempre presente il limite di 600 euro al mese. Gli importi non utilizzati verranno convertiti nuovamente in mesi di congedo parentale.

Parallelamente, per onestà di cronaca, bisogna ricordare che il bonus asilo nido è stato portato da 1000 a 1500 euro (anche se con la mancata proroga dell’altro beneficio le neomamme interessate perderanno 3600 euro…), consentendo di recuperare fino a 136,37 euro al mese per le rette documentate.

Confermato anche il bonus mamma domani (premio alla nascita) di 800 euro una tantum.
Peccato, a mio avviso, che sia il bonus asilo nido che il bonus mamma siano erogati a tutti, senza limiti di reddito.
Sarebbe buona cosa dare di più a chi ne ha davvero bisogno e togliere a chi ha redditi alti.

Inoltre ricordiamo che il congedo papà obbligatorio è stato portato da 4 a 5 giorni. Ancora troppo poco per consentire una vera parità dei sessi e una più equa distribuzione di carichi e responsabilità genitoriali tra madre e padre.

Attendiamo fiduciosi una rivisitazione di tali strumenti. Perchè maternità e paternità vanno sostenuti!
Sarebbe tempo di permettere anche ai padri di usufruire di un periodo di congedo più consistente, come, per esempio, sta avvenendo in Spagna o come sostenuto da un’azienda privata come P&G.

L’immagine di copertina è di Jessica Pankratz

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