Sciopero globale studenti: 15 marzo in piazza per il clima

Abbiamo già parlato in questi mesi di riscaldamento globale, inquinamento e più in generale dell’urgenza di affrontare i temi relativi al clima da parte dei nostri governanti.
Per questo avevamo anche realizzato un’interessante intervista al Prof. Luca Mercalli che vi invitiamo a leggere.

L’emergenza clima andava affrontata già qualche decennio fa e in tal senso si erano già espressi moltissimi scienziati. Oggi è quasi troppo tardi ma qualcosa si può ancora fare se, oltre alla presa di coscienza di ciascuno di noi, i leader politici di tutto il mondo dovessero decidere di affrontare insieme e con interventi immediati un’emergenza che rischia di stravolgere nel giro di pochi decenni il Pianeta Terra.

Venerdì 15 marzo gli studenti di tutto il mondo scenderanno nelle piazze per una manifestazione in cui chiederanno ai propri governanti di prendere in mano la situazione. Perché proprio loro (ma in realtà già i loro genitori) potrebbero trovarsi a toccare con mano gli effetti catastrofici del riscaldamento globale.

Motore di tutto questo movimento è la sedicenne svedese Greta Thunberg che dal 20 agosto 2018 ha iniziato a mostrare il proprio disappunto verso il suo governo accampandosi ogni venerdì davanti al Parlamento. Una protesta silenziosa ma che ha fatto molto rumore varcando ben presto i confini della sua nazione.

Greta, con un carattere e una forza fuori dal comune, ha parlato così ai più grandi leader mondiali: «Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Molte persone dicono che la Svezia sia solo un piccolo Paese e a loro non importa cosa facciamo. Ma io ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. Se alcuni ragazzi decidono di manifestare dopo la scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente. Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. 

Voi parlate solo di una crescita senza fine in riferimento alla green economy, perché avete paura di diventare impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino. Ma non mi importa risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e di un pianeta vivibile. Nel 2078 festeggerò il mio 75esimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente un giorno mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi».

Proprio ieri anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso tutta la sua preoccupazione: «Siamo sull’orlo di una crisi globale. Salvare il clima per salavare vite. Occorrono misure concordate a livello globale. È questo il senso della sollecitazione sottoscritta, nell’autunno scorso, da alcuni Capi di Stato europei. Gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute hanno, sin qui, conseguito risultati significativi ma parziali e ancora insufficienti».

Appuntamento dunque per venerdì 15 marzo per questo “sciopero bianco” che interesserà i ragazzi delle scuole superiori ma che, a nostro avviso, avrebbe dovuto coinvolgere in qualche modo anche quelli più piccoli. Perché saranno proprio i nostri figli i protagonisti del futuro e stiamo consegnando loro un Pianeta destinato ad affrontare stravolgimenti catastrofici.
Tornare indietro non è più possibile ma qualcosa si può ancora fare, iniziando immediatamente, senza ulteriori attese.

 

 

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