Bonus bebè e congedo di paternità riproposti per il 2019

E’ stato presentato un emendamento alla Legge di Bilancio (“Pacchetto Famiglia“) in cui vengono riproposti anche per il 2019 bonus bebè e congedo di paternità. Proprio ieri avevamo denunciato su queste pagine la grande “dimenticanza” che era avvenuta all’interno della nuova Legge di Bilancio.



Al momento si tratta soltanto di una proposta del Ministro Fontana che andrà vagliata dalla Commissione Bilancio della Camera. Un pacchetto che prevedere diverse azioni e stanziamenti a favore delle famiglie.

Una delle misure principali è il rinnovo del bonus bebè, in scadenza a fine anno. L’emendamento prevede anche un incremento del bonus pari al +20% per ogni figlio successivo al primo, oltre a due fasce di reddito (fino a 7mila e da 7 a 25mila euro).

Confermato, se l’emendamento verrà recepito, anche il congedo di paternità di 4 giorni. Altra carenza che avevamo denunciato proprio nell’articolo di ieri. Significativo il fatto che tutte queste misure non siano state ritenute prioritarie nella stesura della Legge di Bilancio ma apprezzabile a nostro avviso il tentativo di recuperare quanto “dimenticato”.

Interessante la misura inserita relativamente al congedo parentale (maternità facoltativa). Ad oggi tale diritto permette alle madri (e anche ai padri) di assentarsi dal lavoro per 6 mesi con una retribuzione del 30%. La nuova misura permetterebbe di dimezzare il periodo di congedo con una retribuzione del 60%. Flessibilità a nostro avviso apprezzabile.
Inoltre il “pacchetto famiglia” estenderebbe a 16 anni (rispetto ai 12 attuali) l’età dei figli entro la quale si può usufruire del congedo parentale.

Ecco le parole del Ministro Fontana: “Con il nuovo fondo e le nuove misure di incentivo alla natalità abbiamo voluto perfezionare il meccanismo precedente e rendere le misure più efficaci considerato che i dati emersi dall’impiego del precedente bonus bebè hanno evidenziato un allarmante calo demografico di 22mila neonati dal 2015 al 2017 e una contrazione del -16% – nel periodo 2008 – 2016 – sui figli di ordine successivo al primo. Era quindi fondamentale – numeri e studi alla mano – operare una riflessione, quindi potenziare e ristrutturare la misura, che il precedente governo aveva peraltro previsto in scadenza.

Ho inoltre inserito il nuovo incentivo in un più ampio pacchetto di misure, organico e strutturato, per ampliare benefici e risposte alle famiglie. Si tratta del primo passo di un percorso che nel corso dei prossimi anni mi auguro ci porterà ad avere una politica di rilancio demografico completa ed efficace, anche con un codice specifico a favore della famiglia e dell’incremento della natalità”.

Attendiamo dunque che tali variazioni vengano ratificate.

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