La mindfulness con i bambini, anche in vacanza: Lavinia Costantino spiega di cosa si tratta

Famigliaontheroad ospita con molto piacere Lavinia Costantino, Mindful Educator e molto, molto altro ancora (un cenno alla sua biografia lo trovate in calce a questo post). Lasciamo la “parola” a lei per scoprire il mondo della mindfulness e la sua correlazione con il mondo dei bambini e dei viaggi. 
Un ringraziamento speciale a Lavinia per il prezioso contributo!

Benchè io mi occupi prevalentemente di teatro e di progetti artistici per il sociale, e solo da qualche anno abbia integrato la mindfulness alle mie competenze, sempre più genitori mi chiedono: “si ma cos’è questa mindfulness, a cosa mi serve, e come la faccio con il mio bambino?“.
La domanda mi rende molto felice perché dimostra un interesse e un’apertura per una pratica che va via via diventando sempre più conosciuta, almeno a livello colloquiale, ma che ancora appare forse un po’ esotica e lontana dai nostri stili educativi.
Nella definizione del suo fondatore, Jon Kabat-Zinn, la mindfulness è la possibilità di “portare l’attenzione al qui e ora, in maniera non giudicante, e in modo intenzionale”: decisamente non una spiegazione a prova di bambino, e forse neanche di adulto!

Che cosa vuol dire, quindi, nel concreto, fare mindfulness? Ai bambini io lo spiego così: è un modo di scoprire che la nostra attenzione è come un raggio laser, e che siamo noi a poterla dirigere dove è meglio che stia. Si inizia con elementi semplici come l’ascolto del respiro, delle sensazioni del nostro corpo o dell’ambiente circostante, per poi approfondire lo sguardo verso i propri pensieri e le proprie emozioni, imparando così ad accorgersene, a osservarle, e magari a nominarle. Non dimentichiamo l’ultimo ingrediente che Kabat-Zinn ci indica, cioè la qualità non giudicante: la mindfulness ci permette di imparare a stare con noi stessi e con il momento presente senza voler cambiare, ma anzi imparando ad essere disponibili e gentili con noi stessi e con ciò che ci accade.

Che benefici ha tutto questo? Ve ne dico solo alcuni, per non farla troppo lunga, e per non togliervi la sorpresa di scoprirli quando inizierete a praticare:

1. Portando l’attenzione al respiro e alle nostre sensazioni ci sentiamo subito, adulti e bambini, più calmi e radicati, meno trasportati dai pensieri che sempre ci assillano, dalle preoccupazioni per il domani o dai rimpianti per ciò che è accaduto ieri. In una parola, più sereni.

2. Imparando a manovrare il suddetto raggio laser dell’attenzione, sperimentiamo come le circostanze esteriori non possano del tutto trasformarci a loro piacimento: al timone ci siamo sempre noi! Potete raccontare ai vostri bambini che la mindfulness è come la capacità che il capitano sviluppa di tenere la sua barca più al sicuro possibile, manovrando il timone a seconda delle circostanze esteriori, anziché mollarlo e fuggire in cabina se c’è la tempesta, o distrarsi a pescare se c’è bonaccia.

3. Sviluppando l’attenzione al famoso “qui e ora”, diventiamo più attenti a tutto ciò che ci circonda, comprese le cose belle che spesso ci sfuggono nel trambusto quotidiano. Provate a fare qualche respiro mindful mentre siete semplicemente al parco, e vedrete con quale ricchezza la natura verrà incontro alla vostra attenzione risvegliata!

Proprio per questo ultimo aspetto, in particolare, penso che le vacanze siano un ottimo momento per incominciare a fare mindfulness con i bambini: avrete sicuramente più tempo libero, sarete in posti nuovi che stimoleranno la vostra attenzione e curiosità (due qualità estremamente mindful), mentre la lontananza da casa potrebbe mettervi a confronto con la piccola sfida di relazionarvi – in modo non giudicante – a qualcosa di diverso dal solito.

Vi propongo allora tre piccolissimi giochi mindful che potrete sperimentare nei vostri luoghi di villeggiatura:
In montagna: sedetevi in un posto tranquillo e, con gli occhi chiusi, inspirate ed espirate. Quando inspirate, immaginate di sentire il profumo di un fiore vicino a voi (magari c’è davvero: in quel caso, usatelo!) e quando espirate immaginate di soffiare via le nuvole dal cielo, magari prolungando lievemente l’espirazione per un effetto extra relax! Per coinvolgere di più i vostri bimbi, chiedete loro di contare fino a 10 respiri, aiutandovi così a tenere il tempo.

Al mare: sdraiati sulla sabbia percepite il contatto con il suolo, e, con un’espirazione alla volta, immaginate di rilassare ciascuna parte del corpo, fino a renderla morbida “come il budino”. I genitori possono aiutare i bimbi, nominando le parti da rilassare, e poi toccandole gentilmente per aiutare a percepirne il peso e la rilassatezza. Ovviamente poi invertite i ruoli!

Nelle città d’arte e all’estero: questa è forse la tipologia di viaggio che più sollecita la curiosità e l’uscita dalla zona di comfort, quindi…sfruttiamo queste possibilità! Il caro vecchio gioco di contare tutte le macchinine rosse (ma potete cimentarvi anche in altre conte, magari fermandovi prima di chiedere “chi vede più statue rinascimentali”!) è già di per sé mindful perché favorisce un radicamento nel qui ed ora che contiene ansia, fretta e insofferenza ma ciò che vi consiglio maggiormente è di invogliare i bimbi a osservare le emozioni che provano di fronte a tutto ciò che è nuovo e diverso dal quotidiano, e a descrivervele: dove sono nel corpo? Che intensità hanno? Come si chiamano?

Ho raccolto altri suggerimenti nel mio ultimo ebook, rivolto proprio alle famiglie che vogliano portarsi la mindfulness in vacanza: potete scaricarlo gratuitamente qui e mi farebbe immensamente felice se poi mi mandaste le foto dei vostri momenti mindful!

Vi auguro una splendida estate e vi aspetto a settembre, a Milano in Semplicemente Spazio, per gli incontri di mindfulness con bambini, famiglie e adolescenti – se siete curiosi potete già sbirciarli qui: https://www.semplicementemindfulness.com/tag/mindfulness-bimbi-e-teens-2018-19/

 

Lavinia Costantino è attrice e formatrice teatrale, esperta in artiterapie, e Mindful Educator secondo il metodo Mindful Schools – USA. Attrice e autrice in spettacoli di teatro sociale e per l’infanzia, sia in italiano che in inglese, insegna teatro a bambini, adolescenti e persone con bisogni speciali, e tiene incontri individuali di narrazione in terapia a Monza e Milano, in collaborazione con diverse equipe multidisciplinari. Negli ultimi anni tutta la sua pratica artistica è informata ai principi di ascolto e non giudizio propri della mindfulness e tiene gruppi o incontri individuali di mindfulness per famiglie, bambini e adolescenti presso Semplicemente Spazio di Carolina Traverso.

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