In viaggio con i bambini: sperimentare il babywearing

Famigliaontheroad ospita, con molto piacere, il contributo di Eleonora Denti, consulente del portare in formazione (tutti i riferimenti per contattarla li trovate nella sua pagina Facebook!). Lasciamo spazio immediatamente alle sue parole. Buona lettura e grazie ad Eleonora per la disponibilità!

La nascita di un bambino porta sempre grandi rivoluzioni nella vita di una famiglia e, diciamocelo, certe volte è difficile adattarsi alle regole dettate dal nuovo arrivato, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni negli spostamenti, specialmente per genitori viaggiatori.

Si sceglie passeggino o carrozzina con la stessa cura con cui si medita l’acquisto di una supercar: ultima generazione, tutti i comfort, quello che con una semplice mossa diventa un’astronave auto pilotata; e poi arriva il fatidico giorno e LUI nella carrozzina proprio non ci sta e la carrozzina nel baule proprio non ci entra e l’acciottolato non è un problema così da poco… Poi gli amici che organizzano la gita in montagna, i gradini, l’aperitivo in quel locale con i tavoli tanto fitti che dove la parcheggio l’astronave? Per non parlare delle persone che le si affollano intorno e magari allungano pure le mani all’interno per qualche moina! E allora si comincia a dire di no al pranzo fuori, alla gitarella fuori porta, a quella vacanza al mare, in attesa che LUI cresca un po’.

Ma le cose stanno davvero così?
Davvero bisogna avere un furgone per andare in vacanza? Davvero è meglio evitare le code ai check-in, i luoghi non ben serviti o disagevoli, i mezzi pubblici, lo shopping in città? E quando i figli sono due?
Ebbene, la risposta è no! C’è un’alternativa! Si può essere genitori viaggiatori, amanti del trekking, amanti della passeggiata con gli amici al rifugio o in centro; si possono avere mani libere e attenzioni per il figlio un po’ più grande senza che il piccolo ci scappi via su quattro ruote. Come?
Con il babywearing!

Il babywearing (letteralmente “indossare il proprio bambino”) è il porto a cui approdano quasi tutti i genitori che hanno voglia di muoversi agilmente con i propri figli e sono abbastanza fortunati da non cadere nelle “trappole” di marketing delle più grosse aziende di mezzi di trasporto per l’infanzia.
E di cosa si tratta? Quali trappole?
Come dice la parola stessa, il babywearing consiste nel portare i “bimbi addosso”, con l’aiuto di supporti vari più o meno strutturati, come fascia, mei-tai, ring, marsupio ergonomico, portando enormi vantaggi pratici (mani libere, abbattimento di tutte le barriere architettoniche, possibilità di andare ovunque senza intralci e con il proprio bambino ben protetto) e salutari (riduzione del pianto del neonato, delle coliche, del rischio di depressione post partum, favorisce il sonno del bimbo e l’avvio di un buon allattamento al seno…).

Ormai tutti i produttori di passeggini propongo anche alcuni modelli di marsupio finalizzati a questo scopo. Alcuni addirittura fin dalla nascita, ma qui stanno le “trappole”. Per questo bisogna fare un po’ di chiarezza, perché se la giungla dei passeggini è frequentata da molti esploratori più o meno esperti, quella dei supporti portabimbi è una giungla quasi inesplorata, e i pochi che provano a districarsi tra le varie informazioni devono faticare molto (e avere un po’ di fortuna) per trovare la strada della buona informazione.

Come scelgo un buon supporto per portare il mio bimbo?
Innanzitutto fate attenzione e comprate supporti ergonomici. “Supporto ergonomico” è un termine che viene utilizzato (purtroppo) anche per prodotti che tanto ergonomici non sono, perciò ecco alcuni principi basilari da tenere in considerazione nella scelta:

  • Non sono ergonomici i supporti che prevedono il fronte-mondo, perché non rispettano la forma della schiena del bambino e lo spalmano sul genitore in una posizione innaturale (senza contare l’esposizione agli stimoli esterni: è un bambino non una go-pro!); se il bimbo è curioso lo si può portare sul fianco o sulla schiena con altri tipi di prodotti;
  • Non sono ergonomici gli zaini da montagna porta bimbo (quelli con tutte le impalcature in metallo, per intenderci);
  • NESSUN marsupio, anche se ergonomico, è adatto ai neonati fino ai sei mesi circa, mentre si può praticare il babywearing anche prima, grazie a strumenti più contenitivi, tipo la fascia, ma non solo.

Infine, il supporto deve essere ergonomico in entrambi i sensi: sia per il bambino sia per chi lo porta, quindi no a spallacci sottili e non imbottiti che vi segano le spalle, e ricordatevi che più il bimbo è attaccato a voi, più il suo peso viene scaricato in modo ottimale sul vostro corpo, alleviando la fatica e dandovi più equilibrio e stabilità.

Ecco, vi state appena affacciando sul mondo del babywearing. Un mondo ricco di possibilità ed emozioni nuove. E per guidarvi e mostrarvene tutte le sfaccettature, il consiglio è di affidarsi ad una persona esperta, preferibilmente una consulente del portare (non è come cacciare unicorni, siamo in tante, rintracciabili e super disponibili), che vi possa aiutare nella scelta e magari, chissà, costruire con voi un percorso. Perché portare i bimbi non è solo pratico e agevole, ma è tutto un altro modo di approccio al bambino che vale la pena provare.
Per info clicca qui Koalalà.

Le fotografie utilizzate sono di Suzanne Shahar.

1 commento

  1. Benché la fascia sia il miglior supporto per i neonati, ci sono molti marsupi adatti dalla nascita…. Valutando insieme ad una Consulente certificata Babywearing Italia è possibile portare un neonato nel marsupio

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