Eroica: un ciclismo d’altri tempi alla portata di tutti

Ho conosciuto il mondo de L’Eroica ormai 6 anni fa, un mondo fatto di biciclette da corsa d’altri tempi, un ciclismo dal sapore genuino. Un mondo che mi è entrato letteralmente nel cuore e che voglio condividere con chi ci legge. Perché fa parte di me e perché è stato condiviso anche dalla nostra mammaontheroad, come supporter e photoreporter, poco prima che la nostra famiglia si allargasse.

Dove si svolge? Iniziamo localizzando questa manifestazione. Fulcro de L’Eroica è Gaiole in Chianti (in Toscana), un piccolo centro abitato della provincia di Siena. Da qui si snoda un percorso permanente dove sono le strade bianche a farla da padrone. Strade non asfaltate che sono state sapientemente conservate.

Di cosa si tratta? L’Eroica è un movimento capace di attrarre migliaia di appassionati da tutto il mondo (e il marchio è stato esportato fuori dall’Italia!). La prima domenica di ottobre (dal 1997) migliaia di cicloamatori (e non solo) si ritrovano a Gaiole.

Le biciclette devono essere rigorosamente “eroiche”: pedali “a gabbietta”, fili dei freni esterni, cambi montati sul telaio. Biciclette rispolverate dopo lunga permanenza nei solai e abbigliamento d’altri tempi, maglie di lana, scarpette super vintage…
Vi assicuro che soltanto osservare questi appassionati (di ogni età) in sella alle loro biciclette è uno spettacolo!

Diversi i percorsi, a seconda del proprio allenamento e propensione. Nella mia seconda (ed ultima ad oggi) partecipazione mi ero cimentato con il percorso medio (da 135 km).
L’importante a L’eroica non è vincere ma partecipare, divertirsi e soprattutto godere di paesaggi spettacolari!

I ristori, disseminati lungo il percorso, sono un momento unico. Integratori e gel vengono sostituiti da ribolitta, vino rosso, salame, uova. Pause che divengono infinite prima di ripartire sulla propria due ruote.

Per i bambini? L’eroica propone alla fascia 6-14 anni una pedalata di 6 km (con iscrizione gratuita comprensiva di un piccolo gadget e di una merenda) in ricordo del personaggio simbolo di questa manifestazione, ovvero di Luciano Berruti, scomparso 2 anni fa.

L’Eroica è una manifestazione davvero speciale alla quale vi consiglio di partecipare almeno una volta. Non serve essere grandi atleti (c’è anche il percorso breve…). Respirare quell’atmosfera è un’esperienza unica, anche da spettatori.

Per concluedere vi lascio qui in calce il racconto della mia seconda Eroica che, a suo tempo, avevo pubblicato sulle pagine di Urbanpost. Buona lettura e buona Eroica a chi domenica 6 ottobre sarà a Gaiole in Chianti!

Se l’anno scorso la mancanza totale di allenamento mi avevano spinto verso il percorso da 75 km, quest’anno, con una decina di uscite nell’ultimo mese nelle gambe, ho optato per i 135 km. Una scelta davvero azzeccata.

Alle 5 sono già nel centro di Gaiole in Chianti e, in religioso silenzio, mi avvio al primo timbro e alla partenza. Dopo 40 minuti il via, un freddo gelido intorpidisce le mani e soltanto quando la strada comincia a salire il corpo comincia a carburare. Il primo tratto di strada bianca è il più suggestivo: una lunga fila di ciclisti si arrampica sulla salita del Brolio illuminata soltanto dalle fiaccole a bordo strada: poesia pura.

Lasciato Brolio il percorso porta verso Siena mentre le prime luci del mattino si alzano dietro le colline. Pian piano si alza anche la temperatura e si raggiunge anche il primo e atteso ristoro di Radi.
Il ristoro è il vero ristoro dell’eroico: salumi di ogni genere, pecorino, pane, olio, vino e molto altro accolgono gli amanti delle due ruote.

E via che si riparte. Obiettivo: prossimo ristoro. Sì, perché la fatica è ben ripagata ad ogni pausa. Dopo Asciano si affronta il Sante Marie: la strada raggiunge pendenze importanti e se sei costretto a mettere il piede a terra non riesci più a risalire in bicicletta fino al successivo scollinamento. Ma poco importa. Chi sale a piedi incita chi, grintoso e con grande coraggio, resta in sella.

Dopo Castelnuovo ecco gli ultimi trenta chilometri. La fatica indurisce ogni pedalata e, senza vergogna, quando la strada bianca sale ancora una volta verso Brolio scendo dalla bicicletta e salgo a piedi, ammirando chi, senza demordere, scala questa ultima asperità. Scendendo verso Gaiole si ripensa ai chilometri fatti e si viene accolti da un pubblico festante che applaude nello stesso modo il primo e l’ultimo.

 

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