Il primo annuncio che sarei diventato nonno

Carissimi nipoti,
quando mi faccio convincere da mio figlio Pier Luigi, papà di Niccolò ed Emilia, a tentare di tenere questa piccola rubrica intitolata “Nonno Antonio”, il mio primo nipote Niccolò ha ormai tre anni (in un’altra “lettera” vi avevo parlato della culla che avevo costruito con le mie mani).
Le particolarità che andrò a sottolineare saranno quindi relative all’annuncio della sua nascita, ma le considerazioni generali, le emozioni e la gioia di diventare nonno sono rivolte a tutti e tre gli attuali miei nipoti. Sicuramente avrò modo più avanti di riprendere anche gli annunci, non meno importanti, della nascita degli altri nipotini e cercherò di arricchirli con particolari a loro specifici.

E’ questa una condizione e una stagione della vita importantissima sia per il nonno che per il nipote e credo meriti di essere definita con un nome specifico che ho trovato e che mi è piaciuto moltissimo: “nonnità”.

Questo neologismo è stato usato per la prima volta da Rosina e Gino Costa nella loro pubblicazione “Piccola guida pratica alla riscoperta delle radici della famiglia” intitolata appunto “nonnità”.
A giustificazione e sostegno della scelta di questo neologismo riporto la loro premessa: «Qualche tempo fa, in vena di…puntualizzazioni linguistiche, ci è parso strano, anzi assurdo, che nessuno avesse inventato un termine adatto a definire la situazione dei nonni. A “maternità”, “paternità”, “fraternità”, bisognava aggiungere…ecco trovato: la “nonnità”. Il vocabolo è piaciuto e da allora lo abbiamo fatto nostro, usandolo quando pensavamo e parlavamo dell’argomento».

Il primo annuncio che sarei diventato nonno l’ho avuto (io parlo e continuerò a parlare a nome personale perchè la rubrica è intitolata “nonno Antonio” ma forse sarebbe stato meglio intitolarla “nonno Antonio e nonna Lina” perchè tutti i sentimenti, le emozioni di questo evento e tutto il vissuto che lo ha reso possibile è sempre stato determinato, condiviso e voluto da tutti e due) in un modo particolare con questa frase «papà devi farti crescere la barba».

Ecco Nonno Antonio. La barba in questa fotografia era già cresciuta…

Per comprendere il significato di questa frase bisogna ricordare che spesso i miei figli, ricordando che per anni in passato avevo portato la barba, mi dicevano: perchè papà non fai crescere nuovamente la barba? Io non mi ci vedevo più con la barba anche perchè sapevo che nel frattempo si era fatta bianca in parecchi punti e probabilmente mi avrebbe invecchiato. Puntualmente allontanavo la loro richiesta con la scusa di un evento che allora ritenevo poco probabile e sicuramente lontano nel tempo e rispondevo: «la farò crescere quando mi farete diventare nonno».

Quindi, alla richiesta di far crescere la barba, io e mia moglie abbiamo capito immediatamente ed è stata un’emozione fortissima, ci siamo abbracciati con le lacrime agli occhi e, naturalmente, non ho potuto sottrarmi dalla promessa/scommessa.

Riporto ora alcuni pensieri che ho rivolto ai genitori alla nascita di Niccolò:

“…Ancora, ancora il miracolo della vita si è ripetuto; ancora nel grembo di una donna si è formata, piano piano, una bellissima creatura. Ancora una volta è venuta al mondo una creatura che ha alcuni tratti fisici e caratteriali dei due genitori e dei loro avi ma che rimane unica e irripetibile. Quando viene alla luce un esserino così piccolo e così completo, è impossibile non emozionarsi; gli occhi non si stancano di guardarlo cercando nei lineamenti, nelle espressioni alcune somiglianze; quando poi lo si prende in braccio, quando si sfiora delicatamente la sua pelle vellutata, quando le sue manine si chiudono attorno ad un nostro dito, quando i suoi piedini ci sfiorano la faccia, viene voglia di coprirlo di baci ed è allora che nasce la famosa espressione: ”sei tanto bello che ti mangerei tutto…”.

E’ nostro nipote, il nostro primo nipote e quindi per la prima volta e per sempre noi saremo nonni… E’ un’emozione grandissima; presto potremo averlo tra le braccia: presto potremo sentirlo trotterellare dietro di noi. Presto potremo sentire la sua vocina chiamare: nonna Lina, nonno Antonio… A qualcuno il titolo di nonno fa un po’ paura perchè sembra che li faccia invecchiare. L’età avanza comunque ed essere chiamati nonni da un esserino tanto tenero e bello è la cosa  migliore che possa capitare a due genitori ed inoltre mantiene giovani perchè si riprende l’entusiasmo, la spensieratezza, i giochi e le favole di quando si era bambini…

Questo bambino ha qualcosa di te, di me; questo bambino che ci trotterella attorno cercherà nei suoi nonni quell’affetto particolare che i genitori definiscono “i vizietti dei nonni” che nella giusta misura non hanno mai fatto male… In questo bambino i nostri occhi cercheranno di volta in volta un atteggiamento o un’espressione conosciuta che ci farà dire: assomiglia a te o a me… In questo bambino i nostri occhi colmi d’amore sapranno vedere solo il “bello” del loro nipotino e brilleranno ogni volta che ne parleranno con qualcuno perchè, per i nonni, i loro nipotini sono sempre i più bravi e i più belli e anche noi cadremo nel luogo comune che spesso esce con l’espressione: non perchè è nostro nipote, ma…è il più bello, il più bravo, il più….

Ora che i nipoti sono tre e, dovrei confidare un piccolo segreto, è in arrivo anche il quarto, un fratellino/sorellina di Niccolò ed Emilia, mia moglie mi ha detto: «Antonio, forse sarà meglio che adesso ti tagli la barba».

 

1 commento

  1. Caro nonno Antonio e nonna Lina. Che bel racconto di emozioni e valori. Vi seguiremo d’ora in poi. E siamo sicuri che c’è una “nonna di elezione” che diventerà una vostra follower speciale anche senza PC…
    B&V

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