La mia prima culla: Nonno Antonio e la sua esperienza

Carissimi nipoti,
dopo l’annuncio che, per la prima volta, sarei diventato nonno ho pensato di tentare di costruire una culla in legno per il mio nipotino. Ma non volevo accontentarmi di qualcosa di normale: il mio nipote, il mio primo nipote (allora non potevo sapere che ne sarebbero seguiti altri) doveva avere una culla particolare, una culla che lo facesse sognare, che durasse nel tempo e che potesse dire un giorno: questa è la culla nella quale ho dormito da piccolo e me l’ha costruita il mio nonno Antonio!

Io non sono un falegname ma mi piace fare lavoretti manuali e quindi ho incominciato ad informarmi, attraverso internet, sulle culle artigianali.
Quando ho visto questa a forma di luna me ne sono innamorato subito e, anche se all’inizio mi sembrava un’impresa troppo ambiziosa, caricato dalla gioia del momento, ho deciso che dovevo provarci.

Ho incominciato a mettere giù degli schizzi dei vari pezzi necessari cercando di ipotizzare le misure corrette e più funzionali per accogliere un neonato.

Come sempre mi succede, le misure sulla carta non mi convincono mai completamente e quindi, dopo essere andato alla ricerca di un cartone sufficientemente grande, ho realizzato un modellino in cartone (ora stivato in solaio come si evince dalla fotografia…).

Terminato lo studio e verificato che il modellino in cartone sembrava soddisfacente sia dal punto di vista estetico che da quello delle dimensioni e della funzionalità, si è posto subito il problema dei materiali. Trattandosi di un mobile destinato ad accogliere un neonato, il legno doveva essere il più naturale possibile per impedire che gli eventuali trattamenti potessero rilasciare pericolose esalazioni dei prodotti chimici normalmente impiegati nelle lavorazioni del legno e derivati.

Dopo alcune domande ad amici ed ulteriori ricerche la scelta cadde sui listoni in abete grezzo con una larghezza di 120 mm e uno spessore di 20 mm. I listoni sono a forma di perline con l’incastro maschio e femmina e quindi ben si prestano per l’assemblaggio. Nei giorni successivi ho visitato alcune rivendite di materiali legnosi e, alla fine, la miglior combinazione di qualità/prezzo l’ho trovata nel grande magazzino Bricoman di Carate.



Scelto il materiale, il personale del Bricoman me lo ha tagliato, con gentilezza e precisione, a misura laddove era possibile o in modo approssimativo tanto da essere trasportabile con l’automobile. Arrivato a casa, non avendo un garage o tantomeno un laboratorio, ho eretto a luogo di lavoro una vecchia stanza in soffitta.

Qui ho trasferito il materiale appena acquistato e i miei pochi attrezzi: una pialla come quella di San Giuseppe, una sega manuale, un trapano, un piccolo seghetto alternativo, un barattolo di colla vinilica, un martello di ferro, un martello di gomma, due cavalletti di legno, spinette di legno zigrinate, carta vetrata in varie grane, piccoli pezzi di vetro che si renderanno particolarmente utili nella fase finale di levigatura e lisciatura, tanto entusiasmo e soprattutto tanto, tanto “olio di gomito”.

Utilizzando il modello in cartone, ho ricavato un’ulteriore forma di mezzaluna in cartone che ho appoggiato al pavimento del mio laboratorio improvvisato e su questa sono andato ad incastrare, utilizzando anche la colla, vari pezzi di listoni fino a coprire completamente la forma di mezzaluna. Quando il pannello è stato asciutto, ho appoggiato sopra la forma di mezzaluna in cartone, segnato i contorni con un pennarello e con il seghetto alternativo ho tagliato perfettamente i contorni ottenendo così il primo lato a forma di mezzaluna della mia culla.

Naturalmente ho ripetuto l’operazione una seconda volta. Si trattava ora di unire il fondo, listoni di 50 cm, con le due mezzelune laterali. Tenendo sempre ben presente la destinazione d’uso di questo mobile, ho pensato che non dovesse avere né chiodi né viti e allora come fare per unire saldamente queste parti?

Mi è venuto in mente che un mio amico con la passione del restauro del mobile antico mi diceva che i mobili di una certa epoca erano tutti assemblati ad incastro, colla e quando questi due elementi non bastavano, con chiodi in legno. I chiodi in legno, che all’epoca veniva costruiti appositamente e credo anche con una conicità, li ho sostituiti con i tasselli o spinette zigrinate in legno che si trovano facilmente in commercio in vari diametri e lunghezze.

Ho quindi praticato dei fori, calibrati sia nel diametro che nella profondità, che dal perimetro esterno della mezzaluna andavano a inserirsi nella costa delle traversine (19 di 12 mm) che pian piano piegandosi andavano a formare il fondo della mezzaluna. In pratica ho fatto due fori per ciascuna traversina e finito i fori, dopo aver imbevuto la spinetta nella colla, l’ho inserita con un martelletto in gomma. Ho lasciato che la colla asciugasse perfettamente e, a questo punto, avevo ottenuto la mia mezzaluna.

La fotografia presa da internet, che ho allegato all’inizio, presentava uno spicchio di luna senza alcun appoggio solido che impedisse alla culla, in quanto rotonda, di scivolare rischiando di far cadere il bambino.

Ho pensato quindi a costruire una piccola struttura che rendesse stabile e sicura la culla.

Non ero però ancora soddisfatto perché, nei miei ricordi e nel mio immaginario, le culle dovevano essere basculanti così come è descritto anche in questa piccola parte tratta da un articolo della Dott.ssa Maria Antonietta Filipponio (molto più ampio) sul mondo del neonato nella storia.

Il nostro percorso nel mondo dell’infanzia continua e tocca un altro momento importante e delicato: il sonno. Il bambino dei tempi passati soffriva di insonnia, era molto disturbato per i dolori provocati dalle coliche, dalle otiti, dallo scorbuto e da tutte quelle affezioni dolorose per le quali non esistevano ancora efficaci rimedi. Inoltre era infastidito dalla fasce troppo strette, dallo sporco o dal bagnato dei suoi bisogni corporali che ristagnavano per ore a contatto della sua pelle delicata.

La donna non poteva fare altro che consolarlo e calmarlo con il sussurro delle filastrocche, con il canto delle ninnananne, ma soprattutto con il dolce dondolio della culla. Il dolce dondolio della culla: favorevoli o contrari. E allora le donne dondolavano la culla dei bambini, giorno e notte.

Ho pensato quindi ad un supporto basculante sufficientemente robusto e sicuro da poter sostenere la culla che incominciava ad avere un discreto peso. In pratica, il supporto è risultato essere come forma, molto simile ad una piccola culla. In basso alla struttura ho praticato due finestrelle di circa 2×10 cm nelle quali sono andato ad infilare un asse lunga circa 60 cm, con le parti terminali arrotondate e sporgenti alle quali, appoggiando un piede, è possibile imprimere il movimento basculante al supporto e naturalmente alla culla stessa che è appoggiata e ancorata al supporto stesso.

A questo punto bisognava trovare il modo di rendere liscia la superficie interna della mezzaluna che si presentava frastagliata perché era la somma e l’incontro delle varie liste di 120 mm. Bisognava andare a incollare due listelli, uno per ogni lato (i listelli sono visibili bene nell’immagine presa da internet e riportata all’inizio), sul bordo della parte interna. Il listello, 20×20 mm, doveva però essere piegato a forma di cerchio. Come fare?

Io non avevo né nozioni né macchinari per la piegatura e allora, facendo qualche ricerca e ricordando un po’ come il mio caro nonno piegava i manici dei bastoni che costruiva artigianalmente, pensai che l’unica soluzione era di tenere a bagno per un bel po’ di ore il mio listello per poi piegarlo leggermente e tenerlo in forma fino all’asciugatura. Acquistato il mio listello che avevo calcolato all’incirca di una lunghezza di due metri, come e dove lo potevo tenere a bagno? Nella vasca da bagno non ci stava e quindi mi è venuto per le mani un tubo di plastica di 100 mm di diametro, lungo oltre due metri.

Ho inserito i miei listelli, applicato lateralmente al tubo due curve di plastica a 90° rivolte verso l’alto e, sigillandole con del nastro isolante, ho poi riempito il mio tubo di acqua e ho lasciato in bagno i listelli per una intera notte.
Al mattino ho estratto i miei due listelli e li ho fissati, piegandoli pian pianino in modo da non spezzarli, su un supporto rotondo che era lo scarto del taglio delle mezzelune.

Una volta asciugati i due listelli avevano mantenuto la forma circolare che gli avevo dato e sono andato ad applicarli alla mia struttura.
E’ seguito poi un lungo lavoro di lisciatura con pialla, piccoli pezzi di vetro e carta vetrata.

A questo punto rimaneva da pensare al supporto per il materassino.

Acquistata una tavola in legno grezzo di 50x60x2 (cm), sono andato a praticare una serie di fori in modo da permettere la giusta areazione al materassino. Il materassino l’ho fatto realizzare apposta con le misure specifiche del mio supporto in un materiale idoneo cioè antiacaro e anallergico.

Infine, ecco il taglio delle stelline sulle due superfici della mezzaluna e sul basamento basculante.
Queste stelline le ho realizzate praticando, nel disegno della stellina, un foro in modo da inserire la lama del seghetto alternativo con il quale ho seguito poi tutto il contorno staccando la stella dalla struttura.
Queste stelline oltre a dare un piacevole e romantico senso estetico, hanno anche permesso di alleggerire un poco la struttura.

Per ultimo, non potevo certo colorarla con degli impregnanti e quindi mi sono limitato ad una buona mano di cera d’api condita con”olio di gomito” che avevo messo inizialmente nel mio ipotetico “carrello degli attrezzi”.

Ecco qui il risultato finale:

Infine, ciliegina sulla torta, ecco il lavoro e la fantasia di nonna Lina che, dopo aver preparato innumerevole bavaglie personalizzate e alcuni vestitini, per l’occasione si è superata andando a realizzare una magnifica copertina che ha completato la culla così come si vede dalla foto sotto.

Comunque se qualcuno fosse interessato ai particolari dei lavori fatti a mano da nonna Lina, che spaziano dalla maglia, all’uncinetto, al rete e al chiaccherino, lei sarà ben felice di fornire ulteriori chiarimenti e spiegazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *