Intervista a Francesca Di Pietro, psicologa ed esperta viaggiatrice solitaria

Famigliaontheroad vuole sempre allargare i propri confini. E’ vero che siamo un travel blog a vocazione famigliare ma ci sembra interessante ascoltare anche l'”altro lato della medaglia”, ovvero coloro che viaggiano da soli. Peraltro (nel nostro caso mancano ancora un po’ di anni…) magari saranno anche i nostri figli a mostrare la volontà di partire per scoprire da soli una nuova terra.

E’ così che abbiamo contattato Francesca Di Pietro, psicologa turistica e travel coach, nonché esperta viaggiatrice solitaria (il suo blog si chiama proprio Viaggiare da soli). Le abbiamo fatto qualche domanda toccando alcuni temi che ci interessavano particolarmente.
Grazie ancora a Francesca per la disponibilità e buona lettura a tutti voi!

Francesca, sei un vero “guru” del viaggio in solitaria. Qualche anno fa anche io ho sperimentato tale esperienza e, pur con tutte le ansie e le paure del caso, ne ho apprezzato tutti gli aspetti positivi.
Quando credi che i nostri figli possano intraprendere un viaggio simile? Hai qualche consiglio da dare ai nostri lettori (soprattutto ai genitori…)?

Secondo me l’importante è essere maggiorenni e responsabili, consiglierei ai genitori di illustrare i pericoli nascosti di un viaggio che sono prevalentemente legati all’uso improprio di droghe e alcol che spesso i ragazzi sottovalutano. Secondo me la scelta di far fare o meno un viaggio in solitaria ad un ragazzo appena maggiorenne deve dipendere dal buon senso, se è una persona responsabile allora non c’è problema, lo sarà anche in viaggio. Io ho incontrato decine di ragazzi e ragazze che viaggiavano da soli anche per mesi a 18 o 19 anni.

Ci sono dei luoghi che reputi più adatti al primo viaggio solitario dei nostri figli?

Direi che dipende da che lingua parlano i vostri figli, sicuramente in Europa c’è meno shock culturale, se poi vogliono andare oltre oceano, meglio farli iniziare con un corso, anche una cosa semplice tipo surf o yoga, li aiuterà ad integrarsi.

Il gene del viaggio… Secondo te, anche in qualità di psicologa, la curiosità e la sete di conoscenza sono valori che ci vengono tramandati dai nostri genitori e che, a nostra volta, potremmo trasferire ai nostri figli?

In parte sono una componente genetica, in parte ambientale; ci sono grandi viaggiatori figli di genitori che non hanno mai lasciato la loro regione e ragazzi che costretti dai genitori a viaggiare continuamente hanno preferito vacanze tranquille una volta diventati indipendenti. Personalmente credo che se da genitore si ama viaggiare è una cosa bella coinvolgere i propri figli perché impareranno tantissimo e poi da grandi decideranno cosa fare del loro tempo libero.

Sei promotrice del viaggio “solitario”. Famigliaontheroad per scelta e per opportunità promuove la scoperta di ciò che ci circonda insieme ai nostri bambini. Secondo la tua esperienza viaggi e famiglia sono coniugabili?

Certo direi che devi soddisfare due caratteristiche imprescindibili: devi avere una famiglia e deve piacere viaggiare  a tutti o quanto meno ai genitori.

Ultima domanda, una nostra curiosità. Quale sarà il tuo prossimo viaggio?

Se intendi extra europeo, io in estate sono sempre a Bali e quest’anno a settembre sarò in Vietnam.

 

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